Abbadia San Salvatore

Abbadia di Sant'Antimo


Acquapendente


Arcidosso


Arezzo


Asciano


Badia di Coltibuono

Bagno Vignoni

Bolsena Lago

Bomarzo


Buenconvento

Campagnatico


Castell'Azarra


Castellina in Chianti


Castiglione d’Orcia

Castelnuovo Bererdenga


Castiglioncello Bandini


Castiglione della Pescaia

Celleno


Città di Castello

Cività di Bagnoregio


Gaiole in Chianti

Iris Origo

La Foce


Manciano


Maremma


Montalcino


Monte Amiata


Montecalvello

Montefalco


Montemerano


Monte Oliveto Maggiore

Monticchiello

Monticiano

Orvieto

Parco Naturale della Maremma

Piancastagnaio

Pienza


Prato

Pitigliano


Rocca d'Orcia

Roccalbegna


San Bruzio


San Galgano


San Quirico d'Orcia


Sansepolcro


Santa Fiora


Sant'Antimo


Sarteano


Saturnia


Scansano


Sinalunga


Sorano

Sovana

Sovicille


Talamone

Val di Chiana

Val d'Orcia

Vetulonia

Volterra





 

             
 

N L      E N G
Buonconvento
Walking trails in Tuscany Travel guide for Tuscany
       
   

Buonconvento

Deriva dal latino bonus conventus e ha il significato di comunità felice, fortunata: una buona adunanza di persone che gode della fertilità della terra e dei vantaggi derivanti dalla vicinanza dei fiumi Arbia e Ombrone, nonché dall'ottima posizione presso il guado del fiume sull'importante Via Francigena o Romea.

Asciano, Castelnuovo Berardenga, Monteroni d'Arbia, Rapolano Terme, San Giovanni d'Asso, Monterongriffoli, Montelifre, Pava and Chiusure are situated in the surroundings of Buenconvento and are within an hour's drive from Podere Santa Pia, a holiday house in southern Tuscany. The road which leads from Castiglioncello Bandini to Asciano and Buenconvento, passing first through Castello Porrona, Montalcino, the Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, is breathtaking.

In this particular area of the Siena region, many forts and small hamlets are situated on the sites of ancient Etruscan and Roman settlements, evidence of which can still be seen today
The most ancient archaeological finds in this area (cult and divination objects) date back to when these hills were inhabited by the mythical descendants of the Lidi people. Many local place names, such as Porrona, Tergomeno, Calatine, Percenna, Trequanda, Tordovana, Elatora and Cetinali come from their language. Incredibly, the local pronunciation of the letter ‘C’ also reflects the Etruscan pronunciation of the letter. There are many ancient tombs in the area surrounding Montelifré at Belsedere, Porrona and at S.Stefano a Cennano. The necropolis at Poggio Pinci is only a few kilometres away and there is an ancient footpath (which today is part of the Crete Senese Tourist Footpath Network) which starts at Asciano and joins the Via Etrusca that goes from Chiusi to Roselle, to the sea and south to the towns of Sovrana, Sorano and Saturnia.[1]

Buonconvento sorge nella Valle dell'Ombrone, alla foce del fiume Arbia nel fiume Ombrone in corrispondenza del chilometro 200 della Cassia. Le sue principali attività sono: agricoltura, turismo e commercio. Insieme ai comuni di Asciano, Monteroni d'Arbia, Rapolano Terme e San Giovanni d'Asso forma il Circondario delle Crete Senesi.

È stato recentemente nominato comune tra i borghi più belli d'Italia.

Il nome deriva dal latino bonus conventus luogo felice, fortunato. I primi cenni storici si hanno intorno al 1100, ma sicuramente il fatto di maggior rilievo è avvenuto nel 1313 quando, il 24 agosto, forse non nel capoluogo ma comunque all'interno del territorio comunale, morì l'imperatore Enrico VII di Lussemburgo, (più conosciuto come Arrigo) che era sceso in Italia per restaurarvi l'autorità imperiale. La storia narra che l'imperatore, avvelenato durante la comunione da un frate del luogo, sia morto poco dopo lungo la via Cassia, probabilmente presso l'abitato di Serravalle. La costruzione delle mura iniziò nel 1371 e terminò 12 anni dopo, nel 1383. È il centro più importante della Val d'Arbia, testimoniato anche dalla podesteria che comprende 32 località e dal riconoscimento della cittadinanza senese concesso dai governatori della città nel 1480. Con la caduta della Repubblica di Siena, nel 1559 entra a far parte del Granducato di Toscana sotto i Medici.

Monumenti e luoghi di interesse

Architetture religiose

Chiesa di San Lorenzo in località Bibbiano
Chiesa dei Santi Pietro e Paolo
Oratorio dell'Arciconfraternita della Misericordia
Chiesa di San Bartolomeo
Chiesa di San Lorenzo a Percenna
Pieve di Sant'Innocenza a Piana

Cappella di Sant'Antonio
Chiesa di San Lorenzo in località Serravalle
Chiesa di San Pietro in Villore
La Cappella Pieri Nerli

Architetture civili

Castello di Bibbiano
Castello di Castelnuovo Tancredi
Villa La Rondinella

Musei


 

Matteo di Giovanni, Madonna col Bambino e due Angeli, originally in the Chiesa di San Lorenzo a Percenna
Il borgo trecentesco, perfettamente conservato, ospita lungo la sua via principale il Museo di arte sacra della Val d'Arbia, con opere provenienti dalle chiese della Val d'Arbia di molti dei principali artisti della tradizione pittorica senese come Duccio, Pietro Lorenzetti, Andrea di Bartolo, Matteo di Giovanni, Alessandro Casolani, Simondio Salimbeni e altri.

Museo d’Arte Sacra della Val d’Arbia

Via Soccini, 18 - 53022 Buonconvento
Tel. 0577 807190, 0577 807181 (Ufficio Turistico)
Novembre-marzo: sabato e domenica
10.00-13.00/15.00-17.00
Aprile-ottobre: dal martedì alla domenica
10.00-13.00/15.00-18.00

La "Tinaia del Taja", situata sul perimetro esterno delle mura, ospita inoltre il Museo della Mezzadria, che si propone di raccontare il mondo della mezzadria attraverso foto, oggetti e altro materiale originale.
Molto interessanti sono anche i palazzi in stile liberty che si trovano sia all'interno del borgo che fuori.

Museo della Mezzadria Senese
Piazzale Garibaldi, 10 (Tinaia del Taja)
53022 Buonconvento
Telefono: 0577809075 Fax: 0577807181
Sito Internet: www.museomezzadria.it 

In seguito all'alluvione dell'ottobre 2013 e dell'esondazione del fiume Ombrone, il Museo della Mezzadria, gravemente danneggiato, è aperto ma alcune postazioni multimediali devono essere ripristinate.


   Pietro Lorenzetti
Pietro Lorenzetti, Madonna col Bambino, 1340-1348 circa, tempera e oro su tavola, Buonconvento, Museo di arte sacra della Val d'Arbia, proveniente dalla chiesa di san Giovanni Battista della vicina Campriano.
La chiesa di San Lorenzo

   
La chiesa di San Lorenzo si trova in località Bibbiano a Buonconvento.

Di antica origine, alla fine del Settecento l'edificio si trovava in precario stato di conservazione, tanto che fu deciso di erigere una nuova chiesa su un terreno poco distante ma più pianeggiante, che fu inaugurata il 25 dicembre 1822.
Numerose le opere che si trovavano in questa chiesa e che sono state trasferite, per motivi di sicurezza, nel Museo di arte sacra della Val d'Arbia a Buonconvento:
la raffinata tavola del Brescianino raffigurante la Sacra Famiglia con san Girolamo, l'Assunzione della Vergine con un santo vescovo e sant'Antonio Abate di uno stretto seguace di Francesco Vanni; la Madonna col Bambino e i santi Lorenzo e Caterina da Siena di Francesco Vanni, firmata e datata 1598; il ciborio commissionato per i rifacimenti seicenteschi della chiesa a Ventura Salimbeni).

   
Chiesa dei Santi Pietro e Paolo

   
La chiesa dei Santi Pietro e Paolo fu costruito nel XIV secolo e completamente ristrutturato nel 1705. Dell'arredo originario restano oggi nella chiesa poche opere: una tavola con Madonna in trono col Bambino e due angeli, del 1450 circa, di Matteo di Giovanni, e un affresco con l'Incoronazione della Vergine di un ignoto artista senese del primo Quattrocento. Della seconda metà del XV secolo è un'altra tavola con Madonna in trono col Bambino e santi del senese Pietro di Francesco Orioli.

   
Oratorio dell'Arciconfraternita della Misericordia

   

Molti dei suoi arredi sono confluiti nel Museo di Arte Sacra, ma restano in loco alcuni oggetti legati alla vita dei confratelli, tra cui due rari calici in legno dipinto, risalenti alla fine del XVI secolo, con piccole figure di San Pietro e di San Sebastiano, utilizzati un tempo per contenere ifagioli bianchi e neri estratti durante le votazioni, un quattrocentesco piatto da cerimonia in ottone sbalzato, un acquamanile quattrocentesco di probabile provenienza tedesca. Più recenti, ma anch'esse ricche di fascino, la lettiga dei primi del Novecento, esposta nelle sale espositive denominate Patrimonio e Testimonianze, e le cappe dei confratelli in stoffa grezza. Sull'altare maggiore si trova un pregevole Crocifisso del XV secolo.

   
La chiesa di San Bartolomeo

   
La chiesa di San Bartolomeo si trova in località Castelnuovo Tancredi a Buonconvento.
L'esistenza del castello è attestata sin dal 1214. Fu proprietà insieme a vasti possedimenti agricoli, di vari famiglie patrizie senesi. La struttura è costituita da un poderoso torrionecon base a scarpa in pietra. La sommità è coronata da archetti in pietra che reggono il sottotetto finestrato. Alla torre, in epoca cinquecentesca è stata collegata l'attuale villa che si incontra arrivando da un ombroso viale di cipressi. Sul lato sinistro della villa si trova la piccola chiesa di San Bartolomeo.
Risalente forse al XIII secolo, subì un primo restauro nel 1336 e un altro nel 1655. Sull'altare si trovava un piccolo dipinto ovale raffigurante il Martirio di San Bartolomeo, ritenuto il bozzetto della tela dipinta da Alessandro Casolani per la chiesa del Carmine a Siena, in realtà rielaborazione più tarda dello stesso soggetto ad opera di un pittore della metà del Seicento; l'opera è oggi esposta sulla parete destra. Nella chiesa si trovava una Madonna col Bambino, che costituiva la parte centrale del polittico commissionato per l'altare maggiore dopo i restauri del 1336; riscoperta come opera di Pietro Lorenzetti, sotto la ridipintura settecentesca che l'aveva trasformata in fiacca opera devozionale, la tavola è oggi esposta al Museo.

   
La chiesa di San Lorenzo a Percenna

   
La chiesa di San Lorenzo a Percenna si trova in località Percenna a Buonconvento. La chiesa è il luogo più antico della devozione cristiana a Buonconvento, sorto, secondo la tradizione, dove si ergeva un tempio pagano. Dopo vari interventi che hanno profondamente alterato la struttura originaria, si presenta con la ripartizione interna nella navata centrale e nelle nicchie laterali, assai lesionata nella zona di sinistra per un cedimento statico. Il disegno architettonico risale alla ristrutturazione del 1830. Sull'altare maggiore è esposta l'articolata macchina processionale settecentesca, in legno intagliato a volute, dorato e dipinto di un tenue celeste, che conteneva la tavola di Matteo di Giovanni con la Madonna col Bambino e angeli, oggi al Museo. Murata nella parete a sinistra si trova la lapide sepolcrale di Andrea Minucci.

   
La pieve di Sant'Innocenza a Piana

   
La pieve di Sant'Innocenza a Piana è un edificio sacro che si trova in località Piana a Buonconvento.
Documentata dal 1081, si presenta come un organismo fortificato con pianta a croce, con i caratteri tipici dell'architettura militare senese del XIII-XIV secolo; uno dei lati è costituito dalla chiesa. Questa, realizzata in cotto, come la maggior parte del complesso, ma con filari di pietra nella semplice facciata, si presenta a un'unica navata con capriate in vista, ma risente già di suggerimenti gotici nella cappella quadrilatera che la conclude, coperta con volta a botte e con monofore ad arco acuto. All'interno sono visibili tracce di un affresco trecentesco con San Cristoforo e di un altro affresco, anch'esso frammentario, dove rimane la figura del Beato Franco da Grotti.

Alla pieve si affianca una grande costruzione in mattoni con alta base a scarpa, che conserva in un tratto le antiche strutture difensive, costituite da un apparato sporgente con mensole a piramide rovesciata e doppia fila di mattoni per punta sopra gli archetti, tipico delle fortificazioni senesi del XIV secolo. Nell’angolo est rimane inoltre un torrione sporgente. Questa costruzione è separata dalla pieve da un cortile cinquecentesco, a cui si accede attraverso una porta ad arco, affiancata da una base di torre in pietra su cui è stato costruito il campanile in mattoni nel Cinquecento.
 

La cappella di Sant'Antonio



 
La cappella di Sant'Antonio si trova in località Segalari a Buonconvento. Annessa ad un gruppo di abitazioni, la cappella di Sant'Antonio, discosta dal centro, mostra, dopo il recente restauro, tracce assai labili di decorazioni pittoriche quattrocentesche; i frammenti sono apprezzabili per la varietà compositiva nei tralci vegetali che si stagliano netti contro il fondo. Al centro della cappella, entro una nicchia, si trova una piccola statua del santo databile al XVII secolo.    

Chiesa di San Lorenzo in località Serravalle



 
La chiesa di San Lorenzo si trova in località Serravalle a Buonconvento.
Assai deteriorata (una recente caduta parziale della copertura l'ha resa inagibile), la costruzione conserva i segni della luminosa distribuzione settecentesca degli ambienti, ulteriormente sottolineata dalla presenza degli altari finemente lavorati a stucco e delle sculture, originariamente in legno policromo, poi tinte di bianco ad imitazione del gesso, una volta collocate ai lati dell'altare e oggi ritirate per motivi di sicurezza. Nell'altare laterale a destra era inserita una bella pala seicentesca, oggi esposta al Museo, raffigurante la Madonna del Rosario con i santi Domenico, Giovanni Battista, Caterina d'Alessandria, Caterina da Siena, Lucia di Astolfo Petrazzi.
   

 

Comune Buonconvento
Ufficio turistico comunale | via Soccini 18

Museo della Mezzadria Senese | www.museomezzadria.it

Mercato settimanale | Ogni sabato (Piazza Antonio Gramsci 8:00 -13:00).


   
   
   
Asciano è un borgo a poche decine di chilometri da Siena, sorto sulla riva del fiume Ombrone e circondato dal magnifico paesaggio delle Crete senesi. La sua fortuna economica e artistica si deve ad alcuni esponenti del ceto mercantile senese che, nel tardo medioevo, investirono in queste terre e le resero strategiche per l’economia di Siena stessa.
Il centro storico presenta alcuni monumenti di rilievo, come la Collegiata di Sant’Agata (eretta nell’XI secolo), la chiesa tardogotica di Sant’Agostino e quella di San Francesco. Si può percorrere la strada principale fino alla Torre Civica per giungere nella Piazza del Grano, dove si innalza una fontana quattrocentesca in travertino e si trova pure il Palazzo del Podestà. Poco distante, il Museo Cassioli raccoglie testimonianze della pittura senese dell’Ottocento.[1]


   
Monteoliveto Maggiore

   
Secondo la tradizione, tre giovani, Patrizio Patrizi, Giovanni Piccolomini e Bernardo Tolomei (proclamato santo nel 2009), si sarebbero ritirati in questa zona, fondando una piccola comunità eremitica, riconosciuta come ordine nel 1344verificare: da qui si sarebbe sviluppato il grandioso convento che ammiriamo tutt’oggi. È tra Quattrocento e Cinquecento che Monteoliveto diviene un centro culturale di grande importanza ed è in questo periodo che prende forma architettonica il grande complesso formato da chiese, cappelle, chiostri e vari altri ambienti, adibiti a biblioteca, spezieria e foresteria. Nel chiostro grande si conserva il famosissimo ciclo di affreschi raffiguranti le Storie di san Benedetto, eseguito da Luca Signorelli, tra il 1497 e il 1499, e proseguito dal Sodoma, tra il 1505 e il 1508.[1]

Arte in Toscana | Il Sodoma (Giovanni Antonio Bazzi) | Ciclo di affreschi nel Chiostro Grande dell'Abbazia di Monte Oliveto Maggiore

 


Abbazia di Monte Oliveto Maggiore


San Giovanni d'Asso, Il Castello



   
   
   

 
San Giovanni d'Asso si presenta come un suggestivo borgo al centro delle crete senesi, lungo il torrente Asso. Il castello, di origini medievali, ospita il Museo del Tartufo, prelibatezza che ha dato fama alla stessa cittadina. Sono inoltre da segnalarsi la pieve di San Giovanni e la chiesa di San Pietro in Villore, entrambi di origini medievali.[1]

L'impianto è a una sola navata con abside semicircolare e copertura con volte a crociera, sostenute da un arco trasversale impostato su semipilastri.
La facciata della Chiesa di San Pietro in Villore è a capanna, realizzata con diverse tipologie di materiali. Il paramento murario della parte inferiore è costituito da blocchi squadrati di tufo e pietra, mentre quello della parte superiore è in mattoni e risale alla ricostruzione dopo l'incendio del XV secolo. Nella parte inferiore, si aprono, ai lati del portale, quattro arcate cieche sorrette da semicolonne dai capitelli scolpiti[1]. I portale è preceduto da una strombatura ad arco a tutto sesto con decorazioni scultoree sulla modanatura. Nella lunetta e sugli stipiti, si trovano degli intrecci geometrici scolpiti nella pietra. Di particolare rilevanza artistica, sono le due colonnette poste ai lati del portale, con capitelli finemente scolpiti. Lungo il fianco destro della chiesa, si possono vedere il campaniletto a vela, ricostruito nel XX secolo al posto di uno precedente, due delle cinque monofore che danno luce alla navata e l'ingresso laterale.

La parte inferiore è scandita da cinque arcatelle; nella centrale, più ampia, è contenuto il portale nella cui lunetta è inserito un frammento scultoreo altomedievale.
I piccoli capitelli delle semicolonne che sorreggono le arcate sono decorati con motivi antropomorfi e geometrici.
Anche l'abside mostra una ricchissima decorazione plastica. Di notevole pregio la piccola cripta sottostante.


 

San Giovanni d'Asso, la romanica Chiesa di San Giovanni in Villore


 
A nord-ovest del paese, lungo la strada verso Asciano e Monte Oliveto Maggiore, vi è il Bosco della Ragnaia, un giardino-bosco che copre circa 9 ettari. Il parco è opera dell'artista Sheppard Craige che, dal 1996, continua ad ampliarlo e ad abbellirlo.
Il Bosco della Ragnaia è il cantiere sempre aperto di Sheppard Craige, artista americano residente a San Giovanni d'Asso.

Sotto i suoi grandi alberi, vi sono cammini, fontane, gongs, colonne di legno e d'acciaio, citazioni antiche e moderne, un oracolo, un momumento al momento presente al centro dell' universo…un posto bello e sconosciuto. Fra le sculture più importanti all'interno del Bosco della Ragnaia vi sono l' Altare dello Scetticismo, l' Oracolo di Te stesso e il Centro dell'Universo, mentre al centro del parco vi è una fontana lunga circa 40 metri che ricorda quelle della Reggia di Caserta.

Links | Imagini

Comune

 

 

San Giovanni d'Asso | Il Bosco della Ragnaia
La pieve di Santa Maria a Pava

   
La pieve di Santa Maria, situata si trova a Pava, una località del comune di San Giovanni d'Asso, era una delle diciannove pievi contese nel Medioevo fra le diocesi di Siena e di Arezzo. Probabilmente vi fu trasferito il titolo di pieve dalla chiesa di San Pietro, sorta nei secoli IV-V presso il vicus romano di Pava.

La facciata cui si accede da una piccola scalinata addossata alla vecchia canonica è molto semplice, in bozze di travertino e laterizi; il portale archivoltato, privo di ornamentazione plastica, è arricchito da una frammentaria lunetta a fresco, forse del primo Trecento, raffigurante la Madonna col Bambino e due santi.

Il paramento murario laterale è in bozze di travertino. Recuperata dopo decenni di abbandono, è oggi di proprietà privata.


Strada bianca di Pieve a Salti da San Giovanni a Buonconvento

Sconosciuta per molti e quindi poco frequentata, questa strada è molto interessante e suggestiva immersa nel suo paesaggio: collegando San Giovanni d'Asso a Buonconvento, si fa spazio tra le Crete senesi esistenti tra la valle dell'Asso e la Valle dell'Ombrone. Immersi in una natura quasi incontaminata per la scarsa presenza dell'uomo, eccetto alcune strutture ricettive, in queste campagne si può ammirare la Toscana del passato.

 

Pieve di Santa Maria in Pava


Montisi

   

« Montisi (...), antico castello della valle dell'Asso, sui fianchi della catena dei monti, oggi chiamati di Trequanda (...) è ricordato dal 1100 come una delle terre fortificate del contado senese »
(Pietro Rossi, da Documenti e statuti del castello di Montisi (1197-1552).

Secondo la tradizione, il nome "Montisi" sarebbe una contrazione di "Monte" e "Iside", poiché, tra il paese e quello di Castelmuzio sorgeva, nel luogo dell'attuale Pieve di Santo Stefano a Cennano, un tempio Etrusco dedicato alla dea Iside.

Nell'anno 1295 Simone dei Cacciaconti, Signore di Montisi, per atto di ultima volontà lascia all'Ospedale di S. Maria della Scala di Siena i suoi possedimenti in Montisi.
Nel secolo successivo l'Ospedale costruisce, al limite occidentale del borgo, un fortilizio con alta torre merlata, organizzato ad uso di "Grancia", ossia edificio adibito a custodia dei prodotti delle terre di proprietà.
Nel 1775 il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo ordina la vendita dei beni dell'Ospedale, compresa la Grancia di Montisi, che viene acquistata nel 1778 da Jacopo Mannucci Benincasa, pervenendo così alla famiglia che tuttora la detiene.
Durante l'ultima guerra mondiale, nel giugno del 1944, la bella torre della Grancia viene minata alla base ed interamente distrutta.

La Piccola Accademia di Montisi, situata sulla sommità di una collina in un paesino medievale nel sud della Toscana, è stata istituita per fornire a musicisti di tutto il mondo, interessati al clavicembalo, al suo repertorio e alla sua storia, un luogo dove trovare ispirazione.
La sede della Piccola Accademia, nel Castello di Montisi che risale al XIII secolo (attualmente in fase di restauro), è situata nel punto più elevato di Montisi e fornirà la base per l’insegnamento e lo studio.

Piccola Accademia di Montisi | www.piccolaaccademia.org | Il Festival Musicale

   
Il Castello di Montelifré

   
Il Castello di Montelifré sorge in una colina di roccia calcarea tra la Val d'Orcia, la Val Di Chiana e le Crete Senesi. Il Castello distrutto nel 1527 dalle truppe senesi, sorge sopra il piccolo borgo abitato ancor oggi dagli antichi possessori ed è anteriore all'undicesimo secolo. Alla sommità si vedono i resti della antica fortezza distrutta dalla Repubblica di Siena scesa in guerra, nella seconda metà del XVI secolo, contro la famiglia stessa. Montelifré è sicuramente uno dei castelli più antichi della zona.

Monterongriffoli

La Chiesa di San Lorenzo è la chiesa principale del paese di Monterongriffoli, nel comune di San Giovanni d'Asso.
La chiesa di San Lorenzo in Monterongriffoli fu costruita fra il XIII e il XIV secolo, come arcipretura della pieve di Santa Maria di Pava. Nel 1594, il Vescovo di Pienza Francesco Maria I Piccolomini concesse all'arcipretura il fonte battesimale, mentre risalgono al XVIII secolo i restauri in stile barocco pagati dal nobile senese Marcantonio Borghesi, al termine dei quali, nel 1781, furono solennemente consacrati i tre nuovi altari dal Vescovo di Chiusi e Pienza Giuseppe Pannilini. Fra il 2005 e il 2008 la chiesa viene restaurata e viene ricollocato nell'edificio il quadretto raffigurante Sant'Emidio.

 

Montelifré
     
Buonconvento


Monteroni d'Arbia era alla metà del '200 un modesto villaggio del contado di Siena. Il suo sviluppo medievale fu legato all'organizzazione e all'espansione patrimoniale dello Spedale di Santa Maria della Scala, che acquistò terre intorno a Monteroni dagli inizi di quel secolo. L'edificio di maggior rilievo è un mulino fortificato che risale ai primi decenni del Trecento, fatto costruire dallo Spedale di Santa Maria della Scala. Recentemente restaurato e recuperato, il molino si presenta come un'imponente struttura a torrione fatta di mattoni, con, alla base sul lato est, un gioco di archi per l'uscita del l'acqua proveniente dalla gora posteriore. Nel 1382 i residenti di Monteroni avanzarono un'istanza alla Repubblica perché il luogo, allora incluso nel vicariato di Lucignano d'Arbia, fosse istituito in sede vicariale autonoma; ma la richiesta non fu accolta. Monteroni costituì una posizione strategica di un certo rilievo nel corso della guerra di Siena. Nel 1554, durante la guerra, fu assalito e conquistato dalle truppe imperiali, passando sotto il domino fiorentino alla fine della guerra.
Al confine delle Crete senesi, il territorio di Monteroni è circondato da numerosi borghi ed edifici di notevole interesse architettonico: dirigendosi verso Buonconvento si incontra Lucignano d'Arbia con la chiesa di San Giovanni Battista, che conserva una Crocifissione cinquecentesca di Bartolomeo Neroni, detto "il Riccio".

L'oratorio di Barottoli si trova nella località omonima a Monteroni d'Arbia. Fu costruito per accogliere un'immagine della Madonna col Bambino risalente al XIV secolo assai venerata dalle popolazioni del luogo. La pittura si trovava sulla parete di una casa in rovina; nel 1615 si dette inizio alla costruzione di un oratorio, e l'immagine, staccata dal muro, fu collocata nel 1617 sull'altare maggiore del nuovo edificio, che fu completato nel 1620. Di proprietà privata, oggi si presenta con un interno assai decoroso, a pianta unica, con quattro campate terminanti in volte a crociera. Nei due altari laterali, in stucco a volute bianche, si trovano una copia della tela di Rutilio Manetti raffigurante la Tentazione di Sant'Antonio Abate, e un dipinto settecentesco raffigurante Tobiolo e l'Angelo.

Quinciano si trova su una collina fra il torrente Sorra e la via Cassia, circa 3 Km a sud di Monteroni.
La chiesa di Sant'Albano, ormai completamente spoglia, conservava fino a pochi anni fa due importanti testimonianze della sua storia: la lunetta di Sano di Pietro con l' "Incoronazione della Vergine e Angeli" e l' "Immacolata Concezione coi Santi Albano e Pietro" di Rutilio Manetti (1608), oggi conservate al Museo di Buonconvento. Nell'interno a navata unica si conservano un bassorilievo in stucco policromo della fine del XVI sec. con la "Madonna col Bambino e Angeli" cui era riservata la devozione delle popolazioni locali, come attestano gli ex-voto che la circondano, e un "Salvator Mundi", affresco del XVII secolo; ai lati della pittura erano collocate due statue in legno policromato raffiguranti la "Vergine Annunciata e San Giuseppe", oggi esposte al Museo di Buonconvento.

Da segnalare anche la Cappella Pieri Nerli, che fu eretta nell'Ottocento dal conte Ferdinando Pieri Nerli su progetto di Giulio Rossi; alla sua morte fu portata a termine nel 1861 da Giuseppe Partini. Costituisce una sorta di antologia della cultura purista senese della seconda metà dell'Ottocento. L'edificio, a pianta ottagonale, con paramento esterno in mattoni, è coperto da una volta a crociera; il portale d'accesso è preceduto da un nartece con cuspide. L'interno è illuminato da quattro occhi circolari. La sepoltura più importante è quella dedicata al padre del committente, eseguita dal Sarrocchi, e raffigura la "Desolazione consolata dalla Fede". Nel soffitto della volta Cesare Maccari affrescò i "Quattro Evangelisti"; nelle pareti Alessandro Franchi dipinse le "Virtù cardinali".

Comune Monteroni d'Arbia

L'Arbia


 


Mulino ad acqua fortificato, Monteroni d'Arbia.


Quinciano, Monteroni d'Arbia


Cappella Pieri Nerli

 

 

 

 

Il torrente l’Arbia nasce alle pendici del Poggio della Macia Morta a poche centinaia di metri dall'Acropoli etrusca di Salingolpe (circa 620), nel comune di Castellina in Chianti, nelle alture del Chianti. Attraversa un territorio di elevato interesse turistico ed agricolo nel Chianti e nelle Crete senesi, per poi sfociare nel fiume Ombrone nei pressi di Buonconvento. Attraversa i comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Siena, Monteroni d'Arbia, Asciano e Buonconvento.
Il corso è torrentizio, con bassa portata in estate ed eventi di piena in inverno. La popolazione ittica è consistente nel corso inferiore, con presenze di carpa, cavedano, carassio e pesce gatto mentre la parte alta che attraversa bellissime zone di interesse paesaggistico denota una forte diminuzione della presenza della trota fario.

Da notare come questo fiume sia importante in quanto citato da Dante Alighieri nell'Inferno della Divina Commedia, dove il sommo poeta immagina l'Arbia "colorata di rosso" dallo scempio dei fiorentini nella nota Battaglia di Montaperti, località vicina a Siena attraversata dal torrente.

« Lo strazio e 'l grande scempio
che fece l'Arbia colorata in rosso, tal orazion fa far nel nostro tempio. »
(Inferno X, 85)

Lo stesso fiume dà poi il nome a numerosi centri abitati lungo il suo corso: da Monteroni d'Arbia (nel comune omonimo) ad Isola d'Arbia (Siena), passando per Ponte d'Arbia, da Taverne d'Arbia (Siena) fino alla stessa Arbia, piccola frazione di circa 1.500 abitanti, queste ultime due divise proprio dal corso del torrente che segna anche il confine tra il comune di Siena e il comune di Asciano.

 

ArbiaOmbroneBuonconvento

Confluence of the Arbia (left) and the Ombrone (right) south of Buonconvento[2] ]

La pieve di San Giovanni Battista a Corsano è una piccola chiesa romanica situata al centro della Val d’Arbia. Le sue origini risalgono al 1031. Dal punto di vista storico è un simbolo della battaglia di Montaperti del 1260 e viene citata da Dante nel Purgatorio.
La facciata è divisa in due ordini sovrapposti: nella parte inferiore sono presenti tre archi ciechi, in quello centrale si apre il portale d’ingresso; la parte superiore è movimentata da archetti e semicolonne.
L’interno è diviso in tre navate. L’architettura romanica si riscontra nei semipilastri che si trovano sulla controfacciata e nei pilastri compositi della prima campata.
Nella chiesa sono custodite l’Annunciazione e l’Adorazione dei Pastori di Alessandro Casolani e una scultura raffigurante Sant’Agata, realizzata in terracotta da Carlo di Andrea Galletti..

   
La Grancia di Cuna, uno degli esempi meglio conservati di fattoria fortificata medievale, si trova nei pressi di Monteroni d’Arbia, lungo il tracciato dell’antica Via Francigena. In età medievale, sul luogo si trovava uno spedale per l’accoglienza dei viaggiatori e la fattoria costituì il centro di raccolta di tutta la produzione necessaria al mantenimento dell’attività dello spedale.
L’importante grancia, che probabilmente esisteva già nel XII secolo, fu acquistata nel Duecento dal Comune di Siena e dallo Spedale della Scala, che nel corso del Trecento la fortificò per proteggere i prodotti raccolti e la gente che abitava il territorio circostante.

Il complesso della fattoria è costituito dal grande edificio quadrato dei magazzini, con mura a scarpa e due torri angolari nella parte meridionale, e dal villaggio che lo affianca. Dall’ingresso principale di accede a un cortile a L e, attraverso una rampa di scale coperte nel primo tratto da volte a crociera, ai locali interni.

A Castelnuovo Tancredi si trova un complesso architettonico costituito da un torrione del XII secolo, una villa del cinquecento, una fattoria e la parrocchiale di S. Bartolomeo.
La Tenuta Castelnuovo Tancredi si estende sulle colline senesi a nord,di fronte a Montalcino, nel territorio della DOC Orcia.

La chiesa di San Bartolomeo è un edificio sacro che si trova in Castelnuovo Tancredi.
Risalente forse al XIII secolo, subì un primo restauro nel 1336 e un altro nel 1655. Sull'altare si trovava un piccolo dipinto ovale raffigurante il Martirio di San Bartolomeo, ritenuto il bozzetto della tela dipinta da Alessandro Casolani per la chiesa del Carmine a Siena, in realtà rielaborazione più tarda dello stesso soggetto ad opera di un pittore della metà del Seicento; l'opera è oggi esposta sulla parete destra. Nella chiesa si trovava una Madonna col Bambino, che costituiva la parte centrale del polittico commissionato per l'altare maggiore dopo i restauri del 1336; riscoperta come opera di Pietro Lorenzetti, sotto la ridipintura settecentesca che l'aveva trasformata in fiacca opera devozionale, la tavola è oggi esposta al Museo.

Strada del Vino Orcia | Castelnuovo Tancredi

 

Grancia di Cuna

Castelnuovo Tancredi

Il Castello di Bibbiano domina l'alta valle dell'Ombrone su un poggio a poca distanza da Buonconvento. Il castello di Bibbiano deve il suo nome, per derivazione, dal termine “Bibbio” (lat. Bibianum), altro nome del Fischione, un uccello acquatico che proliferava in queste zone. Le sue origini risalgono all’850 ed era proprietà del legato imperiale al tempo di Ludovico II, Guinigi di Reghinari, conte longobardo.
Il castello è appartenuto alla famiglia dei Guiglieschi fino al 1051, quando Arrigo III lo destinò all’Abbazia di Sant'Antimo, per poi passare di mano ai conti Cacciaconti. Da questi il castello passò alla Repubblica Senese nel 1197 che provvide a fare opere di rafforzamento e difesa. Nel XVI secolo fu restaurato da Baldassarre Peruzzi per conto del cardinale Raffaello Petrucci, che ne aveva preso possesso.
È stato quindi proprietà dei Borghese, dei Chigi e dei Malavolti.
Nel 1922 è stato dichiarato monumento nazionale.

Al 2011, il castello è proprietà privata ed è previsto un progetto per la sua destinazione a fini turistico-alberghieri.
Di aspetto medievale, e merlatura guelfa, è cinto da un fossato con un ponte levatoio e camminamenti per la ronda. Ha un mastio centrale e una delle due originarie torrette d’angolo.

All’interno l'Annunciazione, ultima opera di Pietro Lorenzetti, e la Madonna nella Cappella del Castello, opera di Baldassarre Peruzzi.

La chiesa di San Lorenzo si trova in località Bibbiano. Di antica origine, alla fine del Settecento l'edificio si trovava in precario stato di conservazione, tanto che fu deciso di erigere una nuova chiesa su un terreno poco distante ma più pianeggiante, che fu inaugurata il 25 dicembre 1822.
Numerose le opere che si trovavano in questa chiesa e che sono state trasferite, per motivi di sicurezza, nel Museo di arte sacra della Val d'Arbia a Buonconvento:
     la raffinata tavola del Brescianino raffigurante la Sacra Famiglia con san Girolamo
     l'Assunzione della Vergine con un santo vescovo e sant'Antonio Abate di uno stretto seguace di Francesco Vanni
     la Madonna col Bambino e i santi Lorenzo e Caterina da Siena di Francesco Vanni, firmata e datata 1598
     il ciborio commissionato per i rifacimenti seicenteschi della chiesa a Ventura Salimbeni).
 
Castello Bibbiano
   

Murlo era il capoluogo di una vasta zona di proprietà dei Vescovi di Siena.
Isolato su un colle e interamente raccolto nel perimetro circolare delle mura risalenti al secolo XII. Murlo è al centro di un territorio selvaggio ricco di piccoli insediamenti, castelli, fattorie, pievi e aree archeologiche di grande rilievo.
Il piccolo borgo medioevale sorge su una collina a 317 metri d'altezza, in una felice posizione dominante e quasi da spartiacque tra le dolci colline coltivate delle Crete Senesi e quelle impervie e boscose della Maremma.

La costruzione del castello di Murlo è attestabile attorno all'anno 1000 e fu per numerosi secoli la residenza del vescovo di Siena. Il borgo si presenta ancora oggi integro nella sua struttura medioevale: le mura sono ancora intatte anche se spesso inglobate nelle abitationi; l'accesso avviene dalla stretta porta di Ponente in pietra e mattoni che immette nella piazza principale ove troviamo la chiesa di San Fortunato, ristrutturata nel cinquecento sulle originarie strutture medioevali.

La chiesa di San Fortunato a fu costruita agli inizi degli anni settanta del XX secolo, al posto di un precedente edificio, e consacrata nel 1972. All'interno si conserva il trittico di Benvenuto di Giovanni con la Madonna in trono col Bambino e Santi (1475); il complesso è di grande eleganza formale e freschezza narrativa nelle storiette della predella.
Degli arredi antichi, si è conservata una macchina processionale del XVIII secolo, in legno dipinto e dorato, costruita per contenere durante le processioni la tavola di Andrea di Niccolò raffigurante la Madonna col Bambino; la tavola faceva parte di un complesso più ampio e fu privata dei due pannelli laterali, venduti all'estero agli inizi del XX secolo, e resecata in basso; la parte centrale è oggetto di grande devozione.

Antiquarium di Poggio Civitate è il nome del Museo Archelogico Etrusco di Murlo. Aperto nel 1988, il museo, situato all’interno del Palazzo vescovile, ospita materiali archeologici relativi al territorio comunale; in particolare sono presenti i reperti provenienti dall’importante sito etrusco di Poggio Civitate, una dimora principesca dove sono riconoscibili due precise fasi costruttive, orientalizzante e arcaica, databili tra il VII e il VI secolo a.C., e i corredi della necropoli del vicino Poggio Aguzzo (VII secolo a.C.).

Weekly market in Vescovado di Murlo is Fortnightly on Monday.

 
   
Torrenieri (Turris Nerii in Latino) è una frazione del comune di Montalcino. È un borgo che si sviluppa lungo la Via Francigena in prossimità del torrente Asso. Fino al XIX secolo era un castello con mansione postale e chiesa plebana dedicata a Santa Maria Maddalena.
Torrenieri era servito da una stazione ferroviaria posta sulla ferrovia Asciano-Monte Antico. Il 27 settembre 1994 la linea chiude al regolare servizio passeggeri e merci. Oggi la linea è percorsa da treni turistici come il Trenonatura che alcune volte all'anno fermano anche nella stazione di Torrenieri.

Il 4 maggio (giorno dell'inaugurazione della stazione di Torrenieri) il paese festeggia la Festa del Treno e per l'occasione uno speciale treno a vapore raggiunge Torrenieri. Durante la festa è possibile visitare mostre di fermodellismo e giochi a tema per bambini.

Il paese deve molto alla sua stazione: Torrenieri divenne un tipico esempio di quartiere industriale dell'ottocento e ciò portò la crescita di numerose fabbriche come la ditta "Ulisse Crocchi e figli" che arrivò ad assumere 100 operai. Inoltre Torrenieri e la sua stazione divennero punto di riferimento per il commercio della Val d'Orcia.
 
Castello di Torrenieri, fu nel medioevo, centro importante per la sua collocazione sul tracciato della via Francigena. Menzionato nel noto itinerario dell'Arcivescovo di Canterbury nel 990 avanti il mille nel suo viaggio verso Roma.

Montalcino
   
Situato in provincia di Siena, alla fine della val d'Orcia, Montalcino è la terra natale del Brunello, uno dei vini rossi più famosi al mondo.
Arroccato su un colle alto 567 metri, il comune domina tutta la campagna circostante simile ad una roccaforte inespugnabile. La parte più antica di Montalcino è ancora completamente circondata dalle sue antiche mura, costruite nel XII secolo dai senesi, intenzionati a rendere il comune una delle più imponenti roccaforti della loro Repubblica. Nel punto più alto del colle nell'anno 1361 venne poi anche costruita, ancora su progetto degli architetti senesi, una Fortezza di pianta esagonale, che incorporava alcune delle preesistenti strutture tra cui il mastio di Santo Martini, la torre di San Giovanni e un'antica basilica, che ora serve come cappella del castello.

Nei pressi della fortezza si trova la Chiesa di Sant'Agostino, costruita nel XIII secolo, con la sua semplice facciata romanica. L'edificio adiacente alla chiesa è invece Palazzo Vescovile, un tempo convento ed oggi sede dei Musei riuniti, ospitando al suo interno sia un museo diocesano, che un museo civico ed uno archeologico. Il museo ospita tra l'altro i preziosi reperti etruschi-romani testomianza dei primi insediamenti umani nella zona di Montalcino, ma anche opere di importanti autori senesi del XIII-XVI secolo, tra cui uno splendido crocifisso ligneo di ignoto artista di scuola senese, due bellissime sculture lignee XV secolo e alcune altre sculture in terracotta che sembrano essere della scuola dei Della Robbia. La collezione comprende anche un San Pietro e San Paolo di Ambrogio Lorenzetti e una Madonna col Bambino di Simone Martini.

Il Duomo di Montalcino, dedicato a San Salvatore, è stato invece originariamente costruito nel XIV secolo, ma ora si presenta con un aspetto neo classico grazie ai lavori di ristrutturazione che ha subito nei primi anni del XIX secolo sotto la direzione dell'architetto senese Agostino Fantastici.

La piazza principale di Montalcino è chiamata Piazza del Popolo. L'edificio principale della piazza è il palazzo comunale, detto anche Palazzo dei Priori, costruito tra la fine del XIII secolo e gli inizi del XIV. Il palazzo è adornato con gli stemmi araldici dei numerosi podestà che hanno governato la città nel corso dei secoli, ed incorpora nella sua struttura un'altissima torre medievale.
Vicino al palazzo communale, si trova una struttura rinascimentale con sei archi a tutto sesto, chiamataLa Loggia, che è stata iniziata alla fine dell 'XIV secolo e completata nei primi anni del XV, ma che ha subito numerosi lavori di restauro nel corso dei secoli successivi.
 


Montalcino, fortezza

Montalcino, Piazza del Popolo

 

Montalcino, vicinanza



The Maremma
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Bagni San Filippo
Castell'Azarra
Paganico





Museo di Arte Sacra della Val d'Arbia

Via Soccini, 18 - Buonconvento (Si)
Le Opere | www.museoartesacra.it

Il Museo di arte sacra della Val d'Arbia si trova nel Palazzo Ricci Socini a Buonconvento.
Al suo interno si conservano pregevoli opere pittoriche di Duccio, Pietro Lorenzetti, Luca di Tommè, Andrea di Bartolo, Sano di Pietro, Matteo di Giovanni, Rutilio Manetti, Francesco Vanni, nonché opere di oreficeria (turiboli, reliquiari, ecc.) e arredi lignei provenienti dalle chiese del territorio.
Il Palazzo Ricci, costruito nell’Ottocento e ricevuto in eredità da Francesco Saverio Ricci, fu sottoposto ad un originale restauro nel 1908-1909, secondo le novità decorative dello stile Liberty.
La facciata fu abbellita dalle inferriate in ferro battuto poste alle finestre, al balcone del primo piano e nella rostra del portone, e da una fascia in ceramica gialla con grandi fiori rampicanti viola e rosa (dove vi si può leggere la data della nuova decorazione: 1909). L'eleganza, l'armonia e l'equilibrio che predominano all'esterno, si ritrovano anche nei leggiadri motivi decorativi dell'ingresso e della scala principale, ricostruita come in origine riutilizzando l'originale ringhiera in ferro battuto.

Orario di apertura
13 marzo - 31 ottobre
10,00 - 13,00 / 15,00 - 19,00 (chiuso lunedì)

Museo della Mezzadria Senese | Piazzale Garibaldi 1 (Tinaia del Taja)
Orario di apertura

Mercato settimanale del Borgo
, ogni sabato mattina feriale dalle ore 8 alle 13,30. (Piazza Antonio Gramsci 8:00-13:00).


Museo dell'Abbazia di Monte Oliveto Maggiore
Orario di apertura e visita:
Inverno:
9.30 – 12.00 e 15.30 – 17.00;

Estate:
9.15 – 12.00 e 15.15 - 17.45



Monticchiello
Castiglioncello Bandini
San Qurico d'Orcia
 


[1] Santi e identità civica nel Quattrocento senese | www.museiinmostra.it
Tuscany | Le Crete Senesi
[2] Photo by LigaDue, licensed, licenziato in base ai termini della licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported

Bibliografia

Gianni Maramai, Chiesa di San Lorenzo a Monterongriffoli, in La chiesa di san Pietro in Villore ed altre emergenze architettoniche del territorio di San Giovanni d'Asso, Siena 1980-1981, p.140.

Anna Maria Guiducci (a cura di), Museo d'arte sacra della Val d'Arbia, Siena, Protagon Editori Toscani, 1998.

 



Case vacanza in Toscana | Podere Santa Pia


Podere Santa Pia
Podere Santa Pia, giardino
Podere Santa Pia
         
         

Podere Santa Pia è situata in un contesto paesaggistico di suggestiva bellezza, da cu isi gode di una magnifica vista fino al mare e Montecristo.

         
     
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Agriturismo Pieve Sprenna Restaurant
Pievesprenna, 53022 Buonconvento, 53022 Buonconvento

TNT Pub Pizzeria

Localita Bibbiano, 806157 Buonconvento

Le Antiche Mura
P. Garibaldi 38, Buonconvento

Ristorante Da Mario
Via Soccini, 60, Buonconvento

Osteria la via di mezzo
Via Soccini, 53, Buonconvento


 


Le Dolcezze
Via Roma, 42, Buonconvento

I Poggioli
Via V. Tassi, 6, 53022 Buonconvento

Ristorante Roma
Via Soccini, 14, 53022 Buonconvento

Il Sorbo Allegro
loc. Armena, 53022 Buonconvento
   
Montalcino Restauranti

      S.Angelo in Colle Restauranti

Castello Banfi La Taverna
Castello di Poggio alle Mura | Poggio Alle Mura, 53024 Poggio alle Mura
Castello di Poggio alle Mura | Poggio Alle Mura, 53024 Poggio alle Mura
Open for Lunch
(January, 30th - December, 8th )
Monday – Saturday
From April 8th till November 4th, open from Monday to Sunday
www.castellobanfi.com

Re di Macchia
Via Soccorso Saloni 21, Montalcino
Tel: 0577-846116 email: redimacchia@tiscalinet.it
Closed: Thursday

Taverna del Grappolo Blu
Scale di via Moglio 1, Montalcino
Tel: 0577-847150
Always open
www.grappoloblu.it

Osteria di Porta al cassero
Via della Libertà 9, Montalcino
Tel: 0577-847196
Closed: Wednesday

 

Boccon di Vino
Loc. Colombaio Tozzi 201, Montalcino
Tel: 0577-848233
email: boccon-di-vin@libero.it
Closed: Tuesday
www.boccondivinomontalcino.it


Il Giglio
Via Soccorso Saloni 5, Montalcino
Tel: 0577-848167 email: hotelgiglio@tin.it
Closed: Tuesday


Le Potazzine - La Vineria
Piazza Garibaldi 8, Montalcino
Tel: 0577-846054
Closed: Monday
www.lepotazzine.it
(Potazzine is the Italian word for very
colorful and vivacious birds which
inhabit the Tuscan countryside.)

Ristorante Al Giardino
Piazza Cavour 2, Montalcino
Tel: 0577-849076
Closed: Sunday

Ristorante Trattoria L'Angolo
Via Ricasoli 9, Montalcinio
Tel: 0577-848017
Closed: Tuesday

 
Trattoria Il Pozzo
|www.trattoriailpozzo.com
S. Angelo in Colle, Piazza del Pozzo
Telefono 0577 844015
Nel cuore del borgo medievale di S. Angelo in Colle, dove la Val d'Orcia incontra la Maremma, Franca e Paola Binarelli propongono ogni giorno, in una calorosa atmosfera familiare, i migliori piatti della cucina tipica del territorio.

Ristorante Il Leccio | www.trattoriailleccio.it
S. Angelo in Colle, Via Costa Castellare
Telefono 0577. 844 175

Questo articolo è basato sugli articoli Oratorio dell'Arciconfraternita della Misericordia (Buonconvento), Chiesa di San Pietro in Villore, Chiesa di San Lorenzo a Percenna, Chiesa di San Lorenzo (Bibbiano), Via Lauretana (Toscana), Chiesa di San Fortunato a Vescovado di Murlo, Chiesa di San Lorenzo (Monterongriffoli), Brunello di Montalcino, Chiesa di San Lorenzo (Serravalle), Cappella di Sant'Antonio (Buonconvento), dell' enciclopedia Wikipedia ed è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License.

Via Lauretana Antica

La via Lauretana è un'antica strada etrusco-romana della Valdichiana che collegava Cortona a Montepulciano e Siena.
La Via Lauretana è una strada etrusca sfruttata ed ampliata come molte delle tante strade dai romani, con innovative tecniche di costruzione. Nacque per collegare la lucumonia alle consorelle tirreniche. La strada partiva da Cortona e il tracciato si distaccava dalla vecchia Via Cassia costruita intorno al 125 a.C. forse dal censore Lucio Cassio Longino Ravilla, sul precedente percorso etrusco Veio-Orvieto-Chiusi-Cortona-Arezzo-Fiesole. Dopo aver attraversato Centoia (il nome del paese deriva dal latino centuria, unità di 100 soldati che formavano una Legione e da qui la centuriazione romana che consisteva nella suddivisione di un territorio in 100 parti poi assegnate ai coloni e calcolate secondo le linee incrociate delle strade) e il ponte murato sul fiume Clanis sotto Valiano, incrociava la nuova Cassia Adrianea, voluta dall’Imperatore Adriano nel 123 d.C. costruita al centro della valle per raggiungere più velocemente Firenze e i passi appenninici. Da qui, procedendo verso ovest, il vecchio tracciato etrusco-romano ancora oggi passa per Gracciano (come ci indica il toponimo Podere Strada nelle vicinanze del Torrente Salarco), sale a Montepulciano ed entra in Val d'Orcia. Prosegue poi per le pendici dell'Amiata toccando Seggiano, Castel del Piano e Arcidosso, scende in Maremma per Roccalbegna, Murci, Scansano, Magliano in Toscana fino ad arrivare a Talamone e Orbetello.

Con l’irreversibile impaludamento della Valdichiana (IX secolo), dal percorso iniziale si sviluppò la cosiddetta Via Lauretana, nata per collegare Cortona a Montepulciano e Siena. Il nome Lauretana (di probabile attribuzione settecentesca) deriva dal toponimo Loreto, localizzato nella piana sotto Cortona, nella zona del Sodo e che dà il nome anche al fosso locale. È da qui che partiva il primo ramo di questa strada che Emanuele Repetti nel suo Dizionario chiamò Antica Lauretana distinguendola dalla più importante Strada Regia Lauretana.

La primitiva via, che con molte probabilità esisteva già in epoca romana come uno dei tanti diverticoli della Via Cassia e abbandonata per forza maggiore dopo l’allagamento della valle, passava per Fratta, Santa Caterina, Fratticciola, Creti, Ponti di Cortona, Foiano della Chiana, Lucignano, Rigomagno, San Gimignanello, Asciano e terminava a Siena.

Nel 1775 per ordine del Granduca Pietro Leopoldo, la tratta più importante della Lauretana fu completamente ristrutturata e potenziata, nel tentativo di sviluppare il commercio del grano della Valdichiana con il resto della regione. Caduta in disgrazia ormai da molti anni come la maggiore parte delle strade toscane, fu oggetto di una vera e propria rinascita. I lavori della Strada Regia Lauretana terminarono nel 1787. Dal punto di vista strategico, questa strada, dopo l’impaludamento della valle, fu per circa dieci secoli la più importante della zona. Da Cortona a Camucia la strada tagliava in linea retta la pianura fino a Centoia e con un percorso collinare arrivava al Castello di Valiano. Attraversava la palude chianina tramite Il ponte di Valiano che insieme a quello di Chiusi e ai 3 ponti di Arezzo, rappresentò un vitale punto di passaggio del vasto lago stagnante. Era l’unica strada che permetteva ai fiorentini di raggiungere Montepulciano, vera e propria enclave medicea incuneata nello stato senese, un canale di territorio ben difeso da Valiano, per la Chiesa della Maestà del Ponte passando per la Parcese e la Corbaia oggi Montepulciano Stazione e il Castello di Gracciano Vecchio, arrivava sul colle di Montepulciano. La diramazione della Lauretana per Siena si distaccava alla Parcese (zona soprapasso dell'Autostrada del Sole) e raggiungeva il Monastero di San Pietro d’Argnano, l’abbazia che darà il nome in epoca comunale alla villa e castello di Abbadia Argnano, località conosciuta anche come Badia de’ Caggiolari o Badia in Crepaldo, oggi Abbadia di Montepulciano. Resiste ancora nella memoria popolare di alcuni abitanti del paese di Abbadia il toponimo strada vecchia (oggi Via Morandi) che sta ad indicare un breve tratto di via che si distaccava dalla Lauretana all’altezza dell’abitato di Santa Maria. Il toponimo non lascia dubbi sull’antichità di questa diramazione della Lauretana che proseguiva per il Palazzo (il toponimo potrebbe indicare la presenza nel Medioevo di una fattoria fortificata), le Tombe e Sambuono (due aree sepolcrali di età etrusca e romana), dove si congiungeva con l’importante strada che collegava Montepulciano al Castello di Ciliano e Torrita di Siena. Poco più avanti di Abbadia di Montepulciano la Via Lauretana entrava nello stato senese presso Torrita di Siena, lambiva le mura fortificate della cittadina fedele alla balzana, passava ai piedi del Castello di Guardavalle e vicino alle fattorie della Fratta e dell’Amorosa. L’antico tracciato da Abbadia di Montepulciano alle porta di Sinalunga è in pratica quello della odierna Strada Provinciale 326. La Lauretana attraversava poi il borgo di Rigaiolo, saliva a Collalto lambendo Sinalunga, raggiungeva Asciano e oltrepassato il Fiume Ombrone, per le Crete Senesi, scendeva fino a Taverne d’Arbia, i Due Ponti e terminava alle porte di Siena.

Da Buonconvento a Monte Oliveto Maggiore

Tempo di percorrenza: ore 6 circa (di cui 3 ore di marcia)
Lunghezza: 12 km

   
Percorso con partenza dal borgo fortificato di Buonconvento, allungato sull’antico tracciato della Via Francigena. Salendo dolcemente ci addentriamo nel paesaggio lunare delle Crete Senesi, con i suoi panorami mozzafiato e le sue terre argillose ricche di colori cangianti. In lontananza si scorge il profilo di Siena, Montalcino e l’imponente Monte Amiata. Una breve sosta nel piccolo borgo di Chiusure permetterà di guardare dall’alto l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore. Pochi passi tra i calanchi e potremo ammirare il ciclo di affreschi dipinti da Sodoma e Signorelli nel chiostro grande dell’Abbazia.

A Buonconvento si prende il bivio che si diparte dalla SS2 Cassia, in direzione di Monte Oliveto-Chiusure e si segue la strada asfaltata per circa un chilometro, dove si prende a destra il Sentiero delle Crete n. 515 (3a del Trenonatura).
Tralasciata, poco dopo, una stradina a sinistra, si comincia a salire e l’itinerario diventa molto spettacolare, dopo il podere S.Carlo, con ampie vedute sulla Val d’Arbia, Montalcino e l’Amiata. Si prosegue in mezzo ad oliveti e piccole banditelle fino al podere Caggiolo. Qui ci troviamo di fronte ad una visione di incredibile bellezza sull’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, Chiusure ed i calanchi delle Crete. Si prosegue ancora su strada bianca (sent.515) fino al piccolo e caratteristico paese di Chiusure, si percorre la via principale e si prosegue per la strada asfaltata in direzione di Asciano. Dopo le ultime case, all’altezza di un deposito dell’acqua, un piccolo sentiero taglia a sinistra ed in breve si giunge all’Abbazia.

 
Il Sodoma, autoritrattoIl Sodoma, Ciclo di affreschi nel Chiostro Grande dell'Abbazia di Monte Oliveto Maggiore | La Storie di san Benedetto di Monte Oliveto Maggiore
Da Buonconvento a Montalcino

   
Da Buonconvento a Montalcino | Montalcino - Abbazia di Sant’Antimo | Da Montalcino a San Quirico d'Orcia

   
L'itinerario inizia a Buonconvento dove, chi parte da questo borgo, invece di prendere il tratto asfaltato della Cassia per Torrenieri, prende la strada a destra per Bibbiano. Chi arriva invece da Ponte d'Arbia, in prossimità di Buonconvento, invece di girare a sinistra per il borgo, gira a destra per Bibbiano. Il percorso ricalca quello tracciato dal CAI sulla carta dei sentieri della Val d'Orcia al 25.000, anche se ci sono alcune imprecisioni. Circa 1 Km da Buonconvento si trova a sinistra l'inizio del tratto sterrato segnalato come 5d della direttrice Buonconvento - Castiglion del Bosco. Si seguono le frecce blu per circa 2,5 Km su strada sterrata girando intorno alla Villa di Castelrosi e percorrendo bosco e campi arati, tenendo la direzione per la torre (vedi foto) Usciti dal campo di gira a destra e si arriva in 500 mt a Segalari; alla piazzetta con il pozzo (Km 3,62) (senza arrivare alle case di Bibbiano) si gira a sinistra e poi ancora a sinistra sulla strada asfaltata per Montalcino che lasceremo quasi subito per dirigerci verso il podere Casalone in discesa. Aggiriamo questo agriturismo sulla destra giungendo ad una sterrata che prenderemo a sinistra. Ci sono dei segnali che ci indurrebbero a svoltare subito dopo a destra per Murlo, ma dobbiamo invece andare dritti fino a raggiungere e attraversare la ferrovia Siena-Grosseto alla Torre di Bibbiano. Si continua sulla sterrata oltrepassando l'agriturismo PiamPetrucci (Km 5,92) e poi si attraversa il ponte sull'Ombrone. (...)

Trekking in Toscana | Da Buonconvento a Montalcino | Montalcino - Abbazia di Sant'Antimo | Da Montalcino a San Quirico d'Orcia

[Comunità Toscana Il Pellegrino a.p.s.| www.francigenaintoscana.org]

 

La Francigena in provincia di Siena

Via Francigena | Da Gambassi Terme a San Gimignano | Road Book (pdf)

Via Francigena | Da San Gimignano a Monteriggioni | Road Book (pdf)

Via Francigena | Da Monteriggioni a Siena | Road Book (pdf)

La Via Francigena | Da Siena a Ponte d'Arbia | Road Book (pdf)

La Via Francigena | Da Ponte d'Arbia a San Quirico d'Orcia | Road Book (pdf)

La Via Francigena | Da San Quirico d'Orcia a Radicofani | Road Book (pdf)

La Via Francigena | Da Radicofani a Acquapendente | Road Book (pdf)


   
Il tratto della via Francigena che attraversa la provincia di Siena è sicuramente uno dei percorsi più suggestivi, in grado di attrarre nuovi pellegrini alla ricerca di spiritualità, luoghi d'arte e natura incontaminata.
La via Francigena metteva in comunicazione San Gimignano, Poggibonsi, Colle Val d'Elsa, Monteriggioni, Bagno Vignoni e naturalmente Siena, salendo sulla Montagnola Senese sfiorando il Chianti e immergendosi nelle Crete Senesi, passando accanto a pievi, abbazie, romitori, castelli e borghi medievali tutti da riscoprire, con itinerari percorribili a piedi (trekking) ed in bicicletta (cicloturismo).
In Toscana il tracciato segue per lo più la via Cassia, una strada stretta e trafficata, ma è possibile imboccare strade alternative che attraversano la campagna e piccoli borghi.





La Via Francigena | Da Siena a Ponte d'Arbia | 28,5 km

 

Mulino ad acqua fortificato, Monteroni d'Arbia.

Partenza: Siena, Piazza del Campo
Arrivo: Ponte D'Arbia, Centro Cresti
Lunghezza Totale: 28.5 km
Percorribilità: A piedi, in mountain bike
Tempo di percorrenza a piedi: 6,20 ore

Come arrivare al punto di partenza:
Linee ferroviarie Siena-Grosseto, Firenze-Siena, Siena-Chiusi, stazione Siena
Se percorsa in una bella giornata di sole, questa tappa può diventare indimenticabile grazie ai panorami che si godono dai crinali della Val d'Arbia; vengono percorse interminabili strade bianche con alle spalle il profilo di Siena.
Si esce da Siena dalla Porta Romana prendendo per la Certosa di Maggiano e poi imboccando una stretta strada asfaltata che porta a S. Pietro a Paterno. Da qui dopo una serie di discese e risalite si arriva a Borgo Vecchio e poi a Colle Malamerenda. Si ridiscende ancora e, attraversati i binari della ferrovia, ci si dirige verso Isola d'Arbia, caratterizzato dalla chiesetta di Sant'Ilario.
Da questo momento in poi la strada costeggia la via Cassia con continui saliscendi sui crinali e arriva a Ponte a Tressa e poi alla Grancia di Cuna, immenso granaio fortificato medievale appartenuto allo Spedale del Santa Maria della Scala, la principale attrattiva storica di questo tratto. Di seguito si attraversano Monteroni d'Arbia, Quinciano fino ad entrare nel paese di Ponte d'Arbia. Qui si supera il ponte medievale e si arriva al Centro Culturale Cresti.

La Via Francigena | Da Ponte d'Arbia a San Quirico d'Orcia

 
Anello di Montisi

   
Partenza: Montisi
Arrivo: Montisi
Distanza: 8 km

L' itinerario inizia dal piccolo paese di Montisi, nel Comune di san Giovanni d’Asso, situato in bella posizione sulle colline che dividono le Crete senesi dalla Val di Chiana. Si prende la strada asfaltata in direzione di Trequanda e la si segue, per un paio di chilometri, fino al piccolo borgo di Montelifrè. Qui, a sinistra, prendiamo il Sentiero delle Crete n. 517a, che in leggera ma costante discesa con bei panorami tutt’intorno, seguiremo fino al Podere Latti. In questa località incrociamo il sentiero n. 517 che prendiamo a sinistra, addentrandoci in una piccola banditella. Il sentiero comincia a salire e, usciti dal bosco, ha inizio un tratto un po’ impegnativo, ma molto caratteristico, in mezzo alle Crete, dove conviene fare attenzione. Si continua ancora a salire e dopo i poderi di Cella e La Casella, chiudiamo l’anello a Montisi.
[Fonte: www.terresiena.it]

   

Mappe

Kompass map 653 Pienza - Montalcino - Monte Amiata (1:50.000)

Touring Club Italiano (map 8 Toskana, 1:200.000)

Gran parte di questo percorso della Francigena si sovrappone ai sentieri delle Crete senesi. Quindi si consiglia di premunirsi della carta escursionistica scala 1/25000: Crete Senesi –1 Val d’Arbia, edita da Multigraphic di Firenze.

Monica D’Atti & Franco Cinti, La Via Francigena. Cartografia e GPS. Dal Monginevro a Roma lungo l’itinerario storico, Milan: Terre di Mezzo Editore, 2007. ISBN: 978-88-8985-60-9
La prima e unica cartografia completa e dettagliata della Via Francigena: il percorso principale e tutte le varianti. 38 tappe, 900 chilometri a piedi, dal Monginevro a Roma, lungo il tracciato storico attraverso Piemonte, Lombardia, Emilia, Toscana e Lazio: le cartine e tutte le informazioni necessarie per orientarsi.
ISBN 978888938560


 

 

Tramonto dal Maremma
Parco Naturale della Maremma
Vini della Toscana

     

Wines in Tuscany
Brunello di Montalcino Controllata e Garantita (DOCG)[1] prodotto in Toscana, nel territorio del comune di Montalcino in provincia di Siena. Il Brunello di Montalcino può essere considerato, insieme al Barolo, il vino rosso italiano dotato di maggiore longevità.
Il territorio di produzione del vino Brunello di Montalcino, che corrisponde all'area del comune di Montalcino in provincia di Siena, si trova nella Toscana sud-orientale a 40 chilometri a sud della città di Siena. Il territorio di produzione, che ha una superficie complessiva di 243,62 chilometri quadrati, è delimitato dalle valli dei tre fiumi Orcia, Asso e Ombrone, assume una forma quasi quadrata, i cui lati misurano mediamente 15 chilometri. L'area così definita si sviluppa in altezza dal livello di circa 120 metri sul livello del mare lungo i fiumi, fino a circa 650 metri a ridosso del Poggio Civitella che è il punto più alto del territorio. La collina di Montalcino ha numerosi ambienti pedologici, essendosi formata in ere geologiche diverse, riconducibili ad arenarie, anche miste a calcari, ad alberese e a galestro, nonché a terreni con granulometrie miste talvolta tendenti al sabbioso, talvolta tendenti all'argilloso. La collina di Montalcino dista 40 km in linea d'aria dal mare ubicato ad Ovest e circa 100 km dalla catena appenninica che attraversa l'Italia Centrale, posizionata verso Est. Il clima è mediterraneo, ma comunque tendenzialmente asciutto; ha anche delle connotazioni continentali data la posizione intermedia tra il mare e le montagne dell'Appennino Centrale. Questo è dimostrato dalle medie delle precipitazioni e delle temperature rilevate. Le precipitazioni sono concentrate nei mesi primaverili e autunnali, come avviene nei climi mediterranei e la media annuale delle precipitazioni è di circa 700 millimetri. In inverno, sopra i 400 metri, sono possibili le nevicate. La fascia di media collina non è interessata da nebbie, gelate o brinate tardive, mentre la frequente presenza di vento garantisce le condizioni migliori per lo stato sanitario delle piante. Durante l'intera fase vegetativa le temperature sono prevalentemente miti e con elevato numero di giornate serene, caratteristica ideale ad assicurare una maturazione graduale e completa dei grappoli.

Vino Brunello di Montalcino • Elenco produttori imbottigliatori [1] (Inglese)


   
A     B     C     D         F     G     H     I     J     K     L     M     N     O     P     Q     R     S     T     U     V     W     Z



Consorzio del Vino Brunello di Montalcino

Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino è nato nel 1967, all'indomani del riconoscimento della D.O.C., come libera associazione fra i produttori intenzionati a tutelare il loro vino ed a valorizzarne le caratteristiche. Il Consorzio ha favorito la nascita di un tessuto produttivo fatto di aziende vecchie e nuove, piccole e grandi, unite da intenti comuni di rispetto della natura e aspirazione all’alta qualità del vino.
Il Consorzio organizza gli eventi in Italia e all’estero e la partecipazione dei produttori alle fiere. Cura l’immagine delle denominazioni montalcinesi mediante un ufficio stampa, diffonde notizie attraverso un sito web e numerose pubblicazioni in più lingue. Un’attività meno visibile ma molto importante è l’assistenza alla stampa specializzata e agli opinion makers per i quali vengono organizzate degustazioni e visite. Altrettanto importante l’assistenza ai soci sulle normative che regolano la produzione del vino.

Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, Piazza Cavour n. 8, 53024 Montalcino | www.consorziobrunellodimontalcino.it

La Strada del Vino Montecucco (The wine road of the Montecucco)

LA STRADA DEL VINO MONTECUCCO E DEI SAPORI D’AMIATA, è un realtà nata con l’obiettivo di promuovere in chiave turistica e commerciale non solo il vino, ma tutti i prodotti tipici e tradizionali del territorio dei 10 Comuni che ne fanno parte. La preesistente Strada del Vino Montecucco, nata nel 2000, si è trasformata dunque anche negli scopi, divenendo il soggetto unico incaricato di promuovere e valorizzare tutte le produzioni dell’area.
Il percorso di trasformazione ha visto l’ingresso nell’associazione di tre nuovi Comuni dell’Amiata: Castell’Azzara, Santa Fiora e Semproniano, che, accanto ai Comuni già associati (Cinigiano, Civitella Paganico, Castel del Piano, Arcidosso, Roccalbegna e Seggiano)
arricchiscono con le loro specialità e i loro prodotti l’offerta di qualità della Strada del Vino Montecucco e dei Sapori d’Amiata.

La Strada del Vino Nobile di Montepulciano (The wine road of the Vino Nobile di Montepulciano)

La "Strada del Vino Nobile di Montepulciano" si costituisce in associazione l'8 aprile 1998 come strumento operativo ai fini della promozione del territorio del Comune di Montepulciano, area a vocazione vitivinicola ma anche ricca, per la plurisecolare storia, di tradizioni di grande rilevanza culturale.
Un percorso suggestivo attraverso la ridente campagna di Montepulciano che si snoda tra un susseguirsi di colline dove natura e lavoro dell'uomo hanno disegnato un paesaggio tra i più belli della Toscana.

La Strada del Vino Orcia comprende i territori dei comuni di Abbadia San Salvatore, Buonconvento, Castiglione d’Orcia, Chianciano Terme, Montalcino, Pienza, Radicofani, San Casciano dei Bagni, San Giovanni d’Asso, San Quirico d’Orcia, Sarteano, Torrita di Siena e Trequanda. Un territorio caratterizzato da un piacevole andamento collinare, dalla presenza delle crete, sotto forma di calanchi e biancane, dalla coltivazione cerealicola ed olivicola e naturalmente dalla forte presenza di terreni vitati. I prodotti che rappresentano sin dall’antichità la tipicità del territorio sono il vino, di cui se ne produce Chianti Colli Senesi DOCG e DOCG Riserva, Vin Santo DOCG, prodotti ed invecchiati secondo le regole del Consorzio del Chianti.