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Manciano

Walking trails in Tuscany Travel guide for Tuscany
       
   

Manciano

   
   

Manciano, importante centro turistico nel cuore della Maremma, sorge sulla cima di una collina, domina indisturbato le valli, i boschi e le campagne sottostanti, offrendo ai suoi abitanti ed ai numerosi turisti che lo visitano, un paesaggio estremamente suggestivo con panorami unici e spettacolari.
Dal borgo toscano infatti, antico possedimento degli Aldobrandeschi, degli Orsini, dei Senesi e della città di Firenze, si possono ammirare i territori dell’intera Maremma grossetana, spaziando dalle montagne al mare e dalle colline ai laghi.Anche il borgo è di particolare bellezza, il suo abitato riporta ancora oggi i segni delle sue antiche dominazioni, è infatti presente la Rocca Aldobrandesca, oggi sede del Comune, la struttura del Cassero Senese, adiacente all’antica rocca, parti della cinta Muraria ed alcune importanti porte che in passato permettevano l’accesso alla città.
Manciano custodisce inoltre la Chiesa di San Leonardo, dedicata al patrono del paese, all’interno della quale si trova un’importante rappresentazione del Santo realizzata da Paride Pascucci ed altri dipinti dello stesso artista e di Pietro Aldi e la Chiesa della Santissima Annunziata, costruita in epoca successiva alla precedente e realizzata al di fuori delle Mura.
Rilevante da un punto di vista culturale e storico è la presenza del Museo di Preistoria e Protostoria, che sorge nelle vicinanza del Municipio del paese, all’interno di questo centro visite troviamo infatti reperti archeologici rinvenuti sul territorio, in particolar modo dalla necropoli di Poggio Buco, e dai vicini paesi di Saturina, Pitigliano e Sovana.


Rocca aldobrandesca

La Rocca aldobrandesca di Manciano si trova nel centro storico dell'omonima località, in una posizione dominante da dove è possibile osservare in modo ottimale una vastissima area ad ovest dell'abitato fino al mare.
La rocca venne costruita nel corso del XII secolo, divenendo proprietà della famiglia Aldobrandeschi.

Dagli inizi del Trecento in poi, vi furono numerose contese per il controllo della fortificazione, considerata da molti in posizione strategica. Dopo una breve occupazione da parte degli Orvietani, la rocca passò agli Orsini di Pitigliano che la controllarono fino al Seicento, a parte un temporaneo dominio senese nella prima metà del Quattrocento durante il quale furono effettuati alcuni lavori di ristrutturazione ed ampliamento.

Attorno alla metà del Seicento, Manciano e la sua rocca entrarono a far parte del Granducato di Toscana, assieme ai rimanenti territori della Contea degli Orsini, che scompariva definitivamente dallo scenario geopolitico.

Nella seconda metà del Settecento furono effettuati lavori di restauro per salvare la fortificazione dal degrado; un ultimo intervento di recupero è stato condotto nel secolo scorso.


Photo Gallery Manciano and Saturnia


Galería Fotográfica de Manciano

 

 


Webcam Cassero di Manciano

 

Manciano, Saturnia album   Monumento a Pietro Aldi in piazza Garibaldi a Manciano   La casa natale di Pietro Aldi a Manciano
Manciano, Saturnia album  

Monumento a Pietro Aldi in piazza Garibaldi a Manciano, è stato realizzato dallo scultore Vincenzo Rosignoli ed inaugurato nel 1911

 

 

La casa natale di Pietro Aldi a Manciano

 

Manciano Panorama   MancianoRocca   Manciano, Porta Fiorella

Manciano

 

 

Manciano, Rocca

 

 

Porta Fiorella

 

         

Le Terme di Saturnia sono una delle principali attrazioni della Maremma Toscana, una località particolarmente apprezzata a livello turistico oltre che per la sua particolarità.

 

   
   
Cascate del Gorello, Saturnia

 
   

Saturnia

   
Ormai famose perfino negli Stati Uniti, Saturnia e le sue terme di acqua solfurea a 37,5°, rappresentano una tappa fissa per chi visita la Maremma. Sia il complesso termale, con moderne strutture per cure e terapie di vario genere, che la Cascata del Mulino, di proprietà comunale e quindi gratuita, sono molto suggestive e affascinanti. Queste acque sono sfruttate da oltre 2000 anni, fin dagli Etruschi;   solo pochi secoli fa vi era la sorgente anche nel centro urbano di Saturnia.

Il borgo di Saturnia è  situato su un blocco di travertino che sovrasta il fiume Albegna, sito abitato inizialmente dai Pelasgi , civiltà pre-etrusca, in seguito fu importante città sia Etrusca che Romana. Si dice che sia stata la prima città d'Italia. Nel Medioevo visse un momento di declino come dominio Aldobrandesco. oggi sono visitabili i resti delle   mura etrusco-romane, la Porta Romana, sotto la quale passa la Via Clodia (importante strada imperiale) ed il Castello dei Conti Ciacci.
La Via Clodia, antico anello di congiunzione fra la Via Aurelia e la Via Cassia, era detta anche "via delle terme" per la sua posizione.


 


Saturnia

 



Galería Fotográfica de Saturnia

 

   
Manciano, Saturnia album   Terme di Saturnia - Cascate del Mulino-0518   Terme di Saturnia - Cascate del Mulino-0491
Manciano, Saturnia album   Saturnia, Cascate del Gorello, Molino   Saturnia, Cascate del Gorello (detail)
Via Clodia & Porta Romana   Cascata del Gorello, Manciano GR, Tuscany, Italy - panoramio (2)   Terme di Saturnia, Cascate del Gorello
Via Clodia & Porta Romana  

Saturnia, Cascate del Gorello

 

 

Saturnia, Cascate del Gorello

 

Saturnia, Grosseto, Tuscany, Italy - panoramio   Saturnia, Rocca   Saturnia, Mura, Porta Romano

Saturnia

 

 

Saturnia, Rocca

 

 

  Saturnia, Mura e Porta Romano
         

La Porta Romana di Saturnia è un'antica porta di accesso all'omonimo borgo fortificato del comune di Manciano, che si apre sul lato meridionale delle Mura di Saturnia lungo l'antico tracciato della Via Clodia ancora ben visibile.
La porta fa parte della porzione più antica delle mura, che risalgono ai tempi dei Romani (II secolo a.C.), che ivi fondarono un insediamento, non lontano da preesistenti necropoli etrusche. È l'unica rimasta delle 4 originarie porte di accesso romane.
Porta Romana fu parzialmente modificata già nell'82 a.C. durante l'ampliamento delle mura romane. Tuttavia, il suo aspetto attuale è dovuto principalmente alla ricostruzione effettuata dagli Aldobrandeschi in epoca medievale e al successivo restauro dei Senesi durante il Quattrocento.
La porta è costituita da strutture murarie in pietra e si caratterizza per l'apertura a doppio arco a tutto sesto sul lato interno che differisce da quella ad arco semplice sul lato esterno; presso la porta sono ravvisabili gli elementi stilistici riconducibili alle varie fasi storiche.

 

La Via Clodia a Saturnia presso Porta Romana



Il paese di
Montemerano si trova al centro di una campagna verdeggiante, caratteristica di questa zona collinare dell’entroterra maremmano. Dista pochi km da Saturnia e Manciano.
Tutto il centro storico merita un’attenta visita. Nel circuito delle Mura sono visibili alcuni Bastioni costruiti dai Senesi tra il 1407 e il 1409. La Via Italia che divide in due il centro, oltre ad essere l’arteria principale del paese è l’asse di scorrimento e di collegamento tra le due porte. A monte di Via Italia si estende l’agglomerato del Castello a cui si accede attraverso un grande arco in pietra.
L’odierno agglomerato si sviluppa in un pittoresco reticolo stradale formato da vicoli e da tre incomparabili piazzette: Piazza del Castello, Piazza del Forno e Piazza del Campanile.
Sul lato orientale di Piazza S. Giorgio sorge l’omonima Chiesa, l’edificio più interessante di Montemerano. Oltre ad essere un gioiello d’arte romanica è uno tra i monumenti più importanti dell’intera Maremma per le prestigiose opere d’arte che raccoglie.

A qualche chilometro da Montemerano, circondata dalle campagne maremmane, si trova la
Chiesa di Santa Maria del Cavalluzzo, tipica chiesetta maremmana costituita da una piccola navata rettangolare, preceduta da un portico con pilastri e archi in cotto.

La
Fattoria di Marsiliana si trova a sud-ovest di Manciano (GR), lungo la strada che conduce ad Albinia, nella frazione di Marsiliana d'Albegna, su una delle ultime propaggini collinari che introducono alla piana dell'Albegna.
l complesso sorse come castello in epoca medievale nelle vicinanze di un'antica pieve. La località fu un dominio della famiglia Aldobrandeschi nel Duecento, passò sotto il controllo dei Senesi nel Trecento e venne conquistato verso la metà del Cinquecento dai Medici che lo inglobarono nel Granducato di Toscana, dopo una brevissima parentesi sotto lo Stato dei Presidii. Nel Settecento la struttura divenne proprietà dei principi Corsini di Firenze che la restaurarono profondamente alla fine dell'Ottocento; la fattoria è ancora oggi proprietà della famiglia fiorentina.

La
Riserva naturale Montauto è un'area naturale protetta che si estende all'estremità meridionale del comune di Manciano, in Toscana, nell'area in cui sorge la Rocca di Montauto, che si ricongiunge in territorio laziale all'Oasi di Vulci. La riserva è stata istituita nel 1996 e occupa una superficie di 199 ha nella provincia di Grosseto.

Il
Lago del Tafone è un bacino lacustre situato tra le Colline dell'Albegna e del Fiora e la Maremma, nella parte sud-orientale del territorio comunale Manciano, a valle della Rocca di Montauto, non lontano dal confine regionale con il Lazio.

Il bacino lacustre è di tipo minerario, essendosi formato a seguito delle varie fasi di lavorazione effettuate in una vicina miniera di antimonio, in passato gestita dalla Nuova Solmine, situata nella medesima località di Tafone; dal 1996 è parzialmente incluso all'interno dell'area protetta della Riserva naturale Montauto


Storia di Manciano

Le colline attorno a Manciano e a Saturnia hanno dato alla luce anche numerosi reperti preistorici risalenti al periodo eneolitico e all'Età del Bronzo, che dimostrano la presenza umana nel territorio già in epoche remote.
Manciano già in tempi lontani era una città di una certa importanza commerciale, con un mercato nell'area delle vallate del Fiora e dell'Albegna, dotata di una fortezza già esistente nel XII secolo.
Il paese sorse in realtà attorno all'anno mille come possesso degli Aldobrandeschi. Nel Trecento venne prima conquistato da Orvieto e poi passò sotto il controllo degli Orsini di Pitigliano, rimanendo nella Contea degli Orsini fino alla sua entrata nel Granducato di Toscana che avvenne in epoca seicentesca. Le ripetute occupazione di Siena (1419‑1455) e il definitivo ingresso nell'orbita politica e culturale della città del Palio hanno lasciato alla cittadina un'imponente fortificazione costruita intorno al 1424 sulla preesistente rocca aldobrandesca e la cinta muraria che amplia il borgo duecentesco a impianto ortogonale di sud-ovest con un ampio quartiere a nord-est che presenta curiosamente, all'analisi urbanistica, la stessa forma e le stesse dimensioni della piazza del Campo. Il centro fu toccato nel 1867 dalla Campagna dell'Agro Romano per la liberazione di Roma guidata da Giuseppe Garibaldi: la colonna Nicola Guerrazzi sostò a Manciano[4] Il 12 giugno del 1944 fu il primo centro della Toscana a vedere l'ingresso degli Alleati. Il 25 febbraio del 1945, su parere del CLN di Grosseto, vi si tenne il primo esperimento di libere elezioni in Italia dopo il ventennio fascista: venne eletto sindaco l'avvocato Leto Morvidi (PCI), già commissario prefettizio e importante figura di amministratore, parlamentare e giurista.
Inoltre, il comune è anche noto agli studiosi della tardo antichità come il luogo di rinvenimento — nel Fosso Castione presso Marsiliana — del piatto di Ardaburio Aspare, d'argento, datato 434.

 


 

Territorio

Il territorio comunale di Manciano si estende nell'entroterra della Toscana meridionale, nel territorio delle colline dell'Albegna e del Fiora. L'estremità occidentale digrada nella pianura maremmana, lungo il corso del fiume Albegna, a valle della località di Marsiliana, mentre l'estremità nord-orientale penetra nell'Area del Tufo lungo il corso del fiume Fiora che, da nord a sud, attraversa la parte orientale del territorio comunale.

Il comune di Manciano confina a nord con i comuni di Roccalbegna e Semproniano, a nord-est con il comune di Sorano, a est con il comune di Pitigliano, a sud-est con i comuni laziali di Ischia di Castro e Canino, a sud col comune laziale di Montalto di Castro, a sud-ovest con il comune di Capalbio, a ovest con il comune di Orbetello, a nord-ovest con i comuni di Magliano in Toscana e Scansano.

Frazioni Poggio Capanne, Marsiliana, Montemerano, Poderi di Montemerano, Poggio Murella, San Martino sul Fiora, Saturnia
Comuni confinanti:Canino (VT), Capalbio, Ischia di Castro (VT), Magliano in Toscana, Montalto di Castro (VT), Orbetello, Pitigliano, Roccalbegna, Scansano, Semproniano, Sorano.

Frazioni

Capanne, detto anche Poggio Capanne, antico borgo popolato da pastori che un tempo si chiamava Capanne di Saturni.
Marsiliana, nota per il ritrovamento avvenuto agli inizi del XX secolo di tombe principesche etrusche di epoca orientalizzante, nella necropoli della Banditella.
Montemerano, situato su un poggio a nord-ovest di Manciano e a sud di Saturnia, si caratterizza per un pregevole centro storico con monumenti e opere d'arte del periodo medievale e rinascimentale.
Poderi di Montemerano, sorta verso la fine del Cinquecento con il nome di Poderi di Sotto, si presenta come un borgo rurale formato da più località differenti venute a svilupparsi in diversi periodi storici e unite solamente nel corso del Novecento in un'unica frazione.
Poggio Murella, paese composto da nove borgate, di cui le più caratteristiche e più vecchie sono il Poggetto e la Torre. Tra le architetture di pregio possiamo vedere una torre cilindrica in opus reticulatum, monumento di età romana, e il Castellum Aquarum, una grande cisterna a forma rettangolare con l'interno suddiviso in dieci navate con volte a botte.
San Martino sul Fiora, frazione che anticamente si chiamava San Martino al Poggio Pelato, sorse come fattoria nel Cinquecento. Nel 1783 fu aggregato al Comune di Sorano e solo nel 1929 divenne frazione di Manciano, assumendo la denominazione attuale. Nella località si trovano una necropoli etrusca e i ruderi di un convento francescano.
Saturnia, situata su una collina a nord di Manciano, si caratterizza per testimonianze architettoniche di epoca etrusco-romana e medievale.

Da ricordare le località di Campigliola, Casale Nuovo, La Sgrilla, Poderi Poggetto e Sgrillozzo.




Case vacanza in Toscana | Podere Santa Pia

 

Podere Santa Pia in Aprile

 

Da Pitigliano a Sovana per le vie cave

   
Questo suggestivo itinerario parte dal paese di Pitigliano e alternando il tracciato tra vie cave etrusche e tratti sui colli, arriva nel centro di Sovana.
Si tratta di un percorso suggestivo che offre molti spunti interessanti, dalla visita ai borghi medievali, al dolce camminare sui colli assolati fino a sprofondare nella terra percorrendo le meravigliose vie cave degli etruschi.
Questo itinerario fa parte di una raccolta che La Rivista del Trekking, in collaborazione con le APT della Costa Toscana, ha dedicato ai più bei percorsi escurionistici di questo comprensorio. Una serie di itinerari che ci condurranno alla scoperta di luoghi affascinanti e ci consentiranno di conoscere meglio un territorio dal grande fascino naturalistico e culturale.

Mappe | GM, Topographic Map 1:25,000, sheet 333 TAB III – Pitigliano
Multigraphic – Tourist road map 1:50,000 - Maremma

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Links(eng) (it)
 
Via Cava di San Giuseppe


Da Saturnia a Poggio Morella

   

Il percorso parte da Saturnia e precisamente da Porta Romana, segue la Via Clodia, che rappresenta la parte più interessante dal punto di vista storico e naturalistico.

Alla fine del tracciato romano, abbiamo davanti a noi la S.P. 10, la attraversiamo per prendere la strada asfaltata, che conduce allo stabilimento termale, dopo i Bagni di Saturnia imbocchiamo la Strada “Pantani”, completamente cementata fino ad arrivare a Poggio Morella.

Usciti da Saturnia dalla parte Ovest, si percorre per un tratto il sentiero (segnaletica bianca-rossa), che porta a Montemerano, arrivati ad un incrocio si procede a sinistra lungo la strada della Peschiera, in fondo alla quale troviamo la S.P. 10..

A questo punto continuiamo a destra nel camminamento protetto che costeggia la carreggiata fino ad arrivare ad IL MULINO.

Qui le acque delle Terme, dopo essere confluite nel Gorello, che forniva l’energia all’antica struttura, cadono creando delle cascate naturali, scavate nel travertino.

Questo luogo spettacolare, immerso nel verde delle canne palustri, invita ad immergersi, il bagno è consentito a patto di seguire poche regole: innanzi tutto il rispetto dell’ambiente; portare scarpe chiuse anche in acqua; ricordarsi d’avere le stesse accortezze di quando si fa il bagno nelle piscine dello stabilimento, in quanto è la stessa acqua con le medesime proprietà curative, l’immersione è perciò sconsigliata alle donne in stato interessante, a chi ha problemi cardio-circolatori, o d’asma e tutti dovrebbero rimanere non più di 20 minuti.

L’edificio del Mulino del Bagno è citato da una fonte storica del XII sec. ed è stato attivo fino al dopoguerra, l’ultimo restauro è del 2003.
[Fonte: Manciano Promozione| www.mancianopromozione.com]


   
La Riserva Naturale Montauto

   
La Riserva di Montauto si estende su una superficie complessiva di 199 ettari, in parte di proprietà dell’Enel, all’interno del Comune di Manciano. Istituita nel 1996 confina con la provincia di Viterbo, a stretto contatto con l’Oasi Wwf di Vulci. L’area è caratterizzata da un bacino idrico e da una cava, attualmente in disuso. La vegetazione presente in prossimità dei fossi è caratterizzata soprattutto da elofite e idrofite, mentre in alcune zone sono presenti popolamenti di Phragmites australis. Vicino all’acqua prevalgono formazioni di arbusti, mentre tra le specie erbacee sono presenti carex pendula, arctium lappa, galega officinalis e ranunculus repens.
Assai limitate sono le formazioni boschive con prevalenza di cerro e roverella. Tra l’avifauna è possibile incontrare l’albanella reale, lo sparviero, il gheppio, il falco pescatore, il barbagianni, l’assiolo, la civetta, il martin pescatore, oltre agli immancabili uccelli legati agli ambienti acquatici come l’airone cenerino, la nitticora e la sgarza ciuffetto. Tra i mammiferi sono presenti donnola, puzzola, faina, cinghiale, capriolo, volpe e istrice. La lontra trova ancora rifugio nelle acque limpide del Fiora. Da segnalare la presenza del gambero di fium.

La Riserva Naturale Montauto
Superficie: 199 ha. Perimetro: 8015 m. Superficie comprese le aree contigue: 199 ha.
Comune di Manciano Gestione: Provincia di Grosseto
Anno di istituzione: 1996
   
La Fonte Leopoldina, La Stellata e Guinzano | 8,6 Km. circa | 5 ore circa a piedi

 

Chiesa di San Giorgio, Madonna della Gattaiola

Il sentiero inizia da Montemerano e precisamente da una strada di fronte al cimitero, l’attenzione dell’escursionista è subito rapita dalla maestosa bellezza degli olivi (Olea europaea) secolari, che lo circondano e che testimoniano l’antica tradizione dell’olivocoltura.

Info Turismo Manciano| Progetto "Le Vie per le acque" | La Fonte Leopoldina | Mappa


 
Il laghetto di Gazzia | Breve percorso percorribile a piedi | 3 km circa | 1 ora circa

 
È importante far rivivere questo percorso per non far scomparire una tradizione delle generazioni passate. Nei giorni di festa, gli abitanti di Manciano partivano dal paese a piedi o con il carro per fare la “scampagnata” al laghetto di Gazzia, passando per un incrocio, detto il “Sasso grosso”: il nome derivava dalla grande pietra, oggi scomparsa, che divideva le strade. Secondo la leggenda, nei pressi del masso, dopo il tramonto, apparivano le ombre dei fantasmi e delle streghe con i loro gatti neri. Il percorso inizia da Via delle Fonti e in parte riprende il sentiero provinciale, ma invece di proseguire per il Lago Scuro, continua sulla sinistra, fino ad arrivare al piccolo specchio d’acqua.

Info Turismo Manciano| Progetto "Le Vie per le acque" | Il laghetto di Gazzia | Mappe
Segnaletica in allestimento in parte già segnalato dalla Provincia.


 
La antica via del Sale | 15 km circa | 4 - 6 ore circa

 

La Via del Sale è l’antico percorso che facevano i benedettini dell’Abbazia di S. Salvatore sul Monte Amiata per raggiungere il mare: i monaci, infatti, avevano avuto dall’imperatore Lotario I, nell’861, il diritto di prendere gratuitamente il sale dalle saline alle foci dell’Albegna. Il tracciato, esistente già in epoca romana, fu da loro ampliato e costellato di monasteri. L’itinerario inizia da Montemerano, con una visita del borgo medioevale: si entra dalla Porta del Ponte, dove un tempo c’era un ponte levatoio, e si va in piazza del Castello, la parte più antica del paese. Il monumento più importante è la chiesa romanica di San Giorgio, con affreschi di scuola senese, un polittico di Sano di Pietro del 1458 e la Madonna della Gattaiola. Si esce dal paese dalla Porta delle mura quattrocentesche.

Il sentiero attraversa la campagna maremmana, incontrando poderi come Le Murelle, il cui nome deriva dai ruderi di una villa romana, e prosegue poi come mulattiera fino alla fattoria dei Cavallini, nella località Sgrilla, che esisteva probabilmente già nel medioevo.

Info Turismo Manciano| Progetto "Le Vie per le acque" | La antica via del Sale | Mappa
Segnaletica in allestimento.


 
La Madonna della Gattaiola è un dipinto risalente alla metà del XV secolo, custodito all'interno della chiesa di San Giorgio a Montemerano. L'opera è attribuita ad un artista locale anonimo, tradizionalmente noto come Maestro di Montemerano.
L'opera di stile tardo gotico, con influssi rinascimentali supeficiali, è attualmente custodita all'interno di una teca in vetro con cornici dorate ed è così denominata per la presenza di un foro circolare nella parte inferiore destra che permetteva il passaggio dei gatti attraverso la porta sulla quale è dipinta.
   

 

Cicloturismo in Manciano, Toscana

15. La via delle Terme - 37.2 km

Manciano - Montemerano - Terme di Saturnia - Saturnia - Poggio Capanne - Poggio Murella - Manciano

16. Poggio Foco - 29 km

Manciano - Lago Scuro - Capriola - Bivio Capalbio - S.P. 67 - La Campigliola - Attraversamento S.P. 32 - S.R. 74 - Manciano

Cicloturismo in Maremma | Poggio Binetti e Lago Scuro


Bibliografia

Aldo Mazzolai, Guida della Maremma. Percorsi tra arte e natura, Le Lettere Firenze, 1997;

Giuseppe Guerrini (a cura di), Torri e Castelli della Provincia di Grosseto (Amministrazione Provinciale di Grosseto), Nuova Immagine
Editrice Siena, 1999.


Questo articolo è basato sulgli articoli Manciano, Fattoria di Marsiliana, Rocca aldobrandesca (Manciano) e Porta Romana (Saturnia) dell' enciclopedia Wikipedia ed è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License.