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Val d'Orcia

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Scansano

Walking trails in Tuscany Travel guide for Tuscany
       
   

Scansano

   
   
Il centro di Scansano sorge alla sommità di un poggio all'estremità nord-occidentale delle Colline dell'Albegna e del Fiora. Il comune è noto per aver conferito la denominazione al Morellino di Scansano, vino rosso a denominazione di origine controllata e garantita prodotto nella zona.

Camminando potete trovare testimonianza della sua storia nei palazzi e nel territorio. Scansano sorge su un poggio che si innalza a cavallo tra la Valle dell'Ombrone e la valle dell'Albegna, in una zona ricca di reperti archeologici del periodo etrusco-romano. Il paese, di origini medievali, fu controllato dalla famiglia Aldobrandeschi fin dal Duecento e, nel corso del Quattrocento, venne ereditato dagli Sforza, assieme all'intera Contea di Santa Fiora nella quale era inglobato, a seguito del matrimonio tra Bosio Sforza e Cecilia Aldobrandeschi.
Agli inizi del Seicento anche Scansano entrò a far parte del Granducato di Toscana, seguendo il destino di tutti gli altri centri della contea sforzesca.
Tra il 1780 e il 1897 la regolamentazione dell'estatatura elevò la località di Scansano al ruolo di "vicecapoluogo" della provincia di Grosseto.
Il centro ha conferito la denominazione ad un ottimo vino rosso prodotto nella zona e nei comuni limitrofi, il Morellino.
Il Morellino di Scansano unisce la fragranza del Sangiovese alla potenza dei vini della costa.

La chiesa di San Giovanni Battista, ricordata dal 1276, fu radicalmente ristrutturata nel secolo XVIII. Nella facciata a capanna spicca il portale quattrocentesco con una cornice ad ovoli.
Nell'interno si segnalano gli altari, realizzati nel secolo XVIII in gesso e stucco, e alcuni dipinti: la Madonna che porge il Bambino a Sant'Anna, dell'inizio del secolo XVII; il Martirio di San Sebastiano, attribuito a Stefano Volpi; la Madonna del Soccorso. Un'elegante incorniciatura policroma quattrocentesca a festoni racchiudeva la Madonna dell'uccellino, terracotta invetriata della bottega di Andrea della Robbia, rubata nel 1971 e sostituita da una copia.
Nel presbiterio, statua lignea policromata della Madonna, del secolo XV. Nell'abside, pregevole coro ligneo seicentesco.

Il Museo archeologico, ospitato nel Palazzo Pretorio, custodisce reperti di epoca etrusca provenienti dall'area del Ghiaccio Forte.
Museo della vite e del vino, ospitato anch'esso nel Palazzo Pretorio, illustra e rivisita storicamente l'attività agricola prevalentemente diffusa nel territorio.

 
Il Morellino di Scansano DOCG unisce la fragranza del Sangiovese alla potenza dei vini della costa.
Zona di produzione: la fascia collinare della provincia di Grosseto tra i fiumi Ombrone e Albegna, che include l'intero territorio amministrativo del comune di Scansano e parte dei territori comunali di Manciano, Magliano in Toscana, Grosseto, Campagnatico, Semproniano e Roccalbegna, nella provincia di Grosseto.
La "storia" del Morellino è legata a quella delle colline nell'entroterra della Maremma che si prestano da sempre alla coltivazione della vite. La tutela dell'ambiente risale alla civiltà degli Etruschi e arriva ai giorni nostri con tradizioni forti e intatte. Con una piovosità costante e concentrata soprattutto nel periodo autunno-primaverile, con le colline che lasciano filtrare il tepore delle brezze marine accompagnate dal sole all'interno delle valli comprese tra l'Ombrone e l'Albegna, le condizioni per la maturazione delle uve sono le migliori.
L’antica origine del vino di Scansano è comprovata da documenti storici del XII secolo, che lo citano per “eccelsa bontà”. Nel 1812, erano prodotti nella zona di Scansano, ben 5.540 hl di vino di cui una parte classificata di “qualità superiore”.[1]

Comune di Scansano


Consorzio di Tutela del Morellino di Scansano
Via Marconi, 23 - 58054 Scansano (GR) www.stradavinimaremma.it

Morellino di Scansano DOCG | Disciplinare di produzione



   

Cavalcata di San Giorgio, si svolge ogni anno a Montorgiali il 23 aprile, giorno della festa del santo, ed ha come meta finale il santuario di San Giorgio nei pressi della frazione.

 

Santuario di San Giorgio, Montorgiali, Scansano
Montorgiali, Santuario di San Giorgio


Il Santuario di San Giorgio è un edificio sacro situato a Montorgiali, nel comune di Scansano.
In occasione della festa del santo, il 23 aprile, il santuario costituisce il punto di arrivo della cavalcata di San Giorgio, suggestiva cerimonia a cui partecipano gli abitanti di Montorgiali e quelli dei paesi vicini. Tale antica usanza intende riproporre la lotta di San Giorgio col drago.
L'oratorio, di forme architettoniche piuttosto rustiche e rimaneggiate nel corso dei secoli, è preceduto da un portico; l'interno è ad aula unica con soffitto a capriate. Sull'altare maggiore, costruito in gesso e stucco secondo moduli settecenteschi, è esposta la statua di San Giorgio col drago, caratteristico manufatto ottocentesco in cartapesta dipinta che costituisce un espressivo e raro documento di arte popolaresca.

Pievi della Toscana | Il Santuario di San Giorgio


Montorgiali si trova a nord-ovest dal capoluogo ed è raggiungibile da una breve deviazione lungo la strada che conduce a Grosseto.
l borgo sorse come castello dopo l'anno mille e fu controllato da una dinastia di signori locali che, nel corso del Duecento, si legarono alla famiglia Aldobrandeschi; nella seconda metà del Trecento passò sotto il controllo dei Senesi che riuscirono a conquistare anche altri castelli della zona.
A metà Cinquecento, Montorgiali entrò a far parte del territorio del Granducato di Toscana, seguendone le sorti da quel momento in poi.
Il Castello di Montorgiali, costruito in epoca medievale su un poggio che domina il paese, presenta ancora oggi il suo aspetto possente. Pur trasformato in abitazione, conserva le originarie strutture murarie; l'accesso era possibile attraverso due porte.

Storia

La fortificazione sorse nel corso del XII secolo come possedimento di una famiglia locale, i conti di Montorgiali, vassalla del ramo di Santa Fiora della famiglia degli Aldobrandeschi. Il primo riferimento al castello e alla corte di cui si ha traccia è una bolla del papa Clemente III risalente al 1188, diretta al vescovo di Grosseto Gualfredo, "quicquid juris habes in castello et curte et districtu Montis Orzalis".
Il complesso fu di proprietà privata fino alla seconda metà del Trecento, quando entrò a far parte della Repubblica di Siena, seguendo le sorti dei vicini castelli. I conti di Montorgiali nel 1224 decisero di prendere le parti della repubblica di Siena, nel conflitto che opponeva quest'ultima agli Aldobrandeschi del ramo di Santa Fiora; questa decisione li impegnò in diverse guerre, le cui spese li costrinsero a vendere alcuni domini circostanti. Il 31 dicembre 1378, anche il castello fu definitivamente venduto alla repubblica di Siena. Il dominio senese terminò a metà Cinquecento quando, a seguito della definitiva caduta della Repubblica, fu annesso al Granducato di Toscana.
Nei secoli successivi, il castello fu venduto a privati e, più recentemente, diviso in più unità abitative.

Il Castello di Montorgiali si trova in posizione dominante rispetto all'intero abitato, sulla destra rispetto alla Chiesa di San Biagio.
Tra l'edificio attiguo alla chiesa e l'angolo sinistro del castello si trova una cortina muraria in pietra, dove si apre una porta ad arco tondo, al di sopra del quale è collocato lo stemma con il leone del popolo di Siena ; un'altra porta ad arco ribassato si trova sul lato settentrionale.
Il castello si presenta come una struttura rustica imponente costituita da una serie di corpi di fabbrica addossati tra loro; le pareti esterne completamente rivestite in filaretto di pietra. Le finestre, disposte su 3 livelli, sono ad arco tondo, mentre in alcuni punti delle pareti esterne sono visibili feritoie e mensole che servivano per attaccare eventuali nemici che vi si avvicinassero.
Le parti sommitali presentano coperture a singolo spiovente per ogni corpo di fabbrica, ciascuna delle quali rivestita dai classici mattoni toscani in terracotta.


 

Santuario di San Giorgio
Castell di Montepò e il Castello del Cotone

   

Il Castello di Montepò è una possente ed elegante struttura fortificata che sorge nella campagna a nord di Scansano.

La struttura fortificata sorse attorno all'anno mille nelle vicinanze di un'antica pieve, ma venne quasi interamente ricostruita in epoca trecentesca quando era controllata dai signori di Cotone.
Verso la fine del Trecento, il castello passò sotto il controllo di Siena che lo vendette nel corso del secolo successivo alla famiglia dei Sergardi.
In epoca rinascimentale, i nuovi proprietari trasformarono la struttura castellana in fattoria fortificata e, nelle epoche successive, vennero fatte alcune ristrutturazioni che portarono ad ampliamenti. Gli ultimi restauri effettuati nella seconda metà del secolo scorso hanno riportato il complesso all'antico splendore.
Il Castello di Montepò si presenta come un raro esempio di villa fortificata senese del periodo rinascimentale, grazie agli interventi di trasformazione portati avanti tra il Quattrocento e il Cinquecento.
Il complesso, a pianta rettangolare, si dispone con i corpi di fabbrica attorno ad un cortile interno; è fiancheggiato da quattro torri angolari a sezione quadrata, che in passato svolgevano funzioni di avvistamento. Le strutture murarie si presentano in pietra, con alcuni rivestimenti in laterizio sulle facciate che si aprono sul cortile interno.
Il castello, attualmente proprietà dei Biondi Santi, è parte integrante di una rinomata azienda agricola specializzata nella produzione di eccellenti vini; in precedenza, era stato luogo di ispirazione dello scrittore britannico Graham Greene.

Il Castello di Cotone si trova all'estremità settentrionale del territorio comunale di Scansano (GR). La sua ubicazione è a nord rispetto al non lontano Castello di Montepò.

L'insediamento fortificato fu edificato in epoca medievale presso due preesistenti edifici religiosi, una pieve e una chiesa, ed era controllato dalla famiglia Maggi, noti anche come signori di Cotone, nobili che in quell'epoca si contrapponevano al dominio degli Aldobrandeschi.
Intorno alla metà del Trecento i Maggi sottomisero il castello a Siena, assieme a quello di Montepò che, in quell'epoca era in loro possesso; alcuni anni dopo il luogo venne conteso tra le famiglie dei Tolomei e dei Salimbeni, prima che Siena ne riprendesse il controllo.
Il domino senese si protrasse fino alla definitiva caduta della repubblica nella seconda metà del Cinquecento, epoca in cui venne inglobato nel territorio del Granducato di Toscana.
Per alcuni secoli, il castello continuò ad essere la sede di una comunità rurale, pur in costante calo demografico, fino al suo definitivo abbandono intorno alla metà del Settecento, quando gli ultimi abitanti rimasti completarono il trasferimento dell'intera popolazione nelle vicine località di Polveraia e Poggioferro.
A seguito del completo abbandono, l'originario complesso medievale è andato incontro ad un lunghissimo e rapido periodo di declino, che ha determinato la perdita di numerosi edifici, lasciando di fatto tutto quanto in stato di ruderi.

Il Castello di Cotone si presenta come un insediamento sotto forma di ruderi, delimitato dai resti di una cinta muraria dalla caratteristica forma insolitamente triangolare; le notevoli dimensioni dell'area sono simili a quelle dei principali borghi della provincia di Grosseto.
In corrispondenza del lato orientale della cinta muraria triangolare, sono visibili elementi architettonici di pregio che costituiscono, verosimilmente, i resti dell'antica pieve.
Sul lato occidentale delle mura, una porta immette nella piazza sommitale, dove emergono i resti murari dell'altro edificio religioso e quelli di alcuni edifici civili, tra cui vi era certamente anche il palazzo dei governanti.



 


Castle of Montepò

 


Franco Biondi Santi

 


Jacopo Biondi Santi Morellino di Scansano
Jacopo Biondi Santi Morellino di Scansano

Il Morellino di Scansano

 

   

Il Morellino di Scansano è un vino DOCG la cui produzione è consentita nel territorio di Scansano e in parte della provincia di Grosseto. Già DOC dal 1978, l'attuale riconoscimento superiore è stato conferito dal Decreto Ministeriale del 14 novembre 2006 ed entra in vigore dalla vendemmia 2007.

 

 

Saffredi vineyards

Scansano, Fattoria Le Pupille

Da noi, gli homini dovrebbero nascere più felici e gioiosi che altrove, et però credo che molta felicità sia agli homini che nascono dove si trovano i vini buoni…
Leonardo da Vinci

 

Il Consorzio Tutela del Vino Morellino di Scansano nasce nel 1992 per volontà di un piccolo gruppo di produttori, decisi a supportare e valorizzare il proprio

Vini della Toscana l Il Morellino di Scansano

 

 

Il convento del Petreto

 

Nel comune di Scansano sorge il convento del Petreto e la chiesa di San Pietro, testimonianze artistiche della religiosità popolare della Maremma Grossetana.

Il Castello di Petreto comparve una prima volta in scritture del 1274, in occasione della divisione tra i due rami dei Conti Aldobrandeschi e fu sottoposto alla signoria dei Conti del ramo di Santa Fiora. Trasformato in oratorio dei frati Francescani, fu sottomesso alla Repubblica di Siena nell'anno 1339. Sembra che l'oratorio abbia ospitato San Bernardino da Siena nel 1422. Nel 1507 il Conte Guido Sforza aprì il Convento con relativa Chiesa dedicata a San Pietro al Petreto. La parte conventuale è attualmente proprietà privata mentre la Chiesa è parte del patrimonio parrocchiale di Scansano.
Il convento di San Pietro è costituito dalla chiesa di San Pietro e dall'annesso convento, originariamente francescano osservante, soppresso nel 1871 e attualmente di proprietà privata. Secondo una tradizione locale, San Bernardino nel 1422 avrebbe predicato al Petreto, da un pulpito in pietra addossato al portico.
La chiesa, preceduta da un portico, ha subito successivi rimaneggiamenti. Sopra il portale, una lunetta settecentesca con la "Madonna col Bambino fra San Francesco e San Pietro".
Nell'interno, da notare l'imponente altare maggiore, realizzato nel secolo XVII in gesso e stucco. Sopra l'altare, la lunetta affrescata con Dio Padre in gloria fra angeli musici. Nell'abside si trova un coro ligneo in precarie condizioni di conservazione.


Il Borgo di Magliano in Toscana sorge nel territorio nord-occidentale delle colline dei fiumi Fiora ed Albegna e si caratterizza come un luogo particolarmente interessante sotto il punto di vista storico-archeologico e naturalistico.
La zona infatti è stata territorio di colonizzazione degli Etruschi e dei Romani, che qui hanno lasciato tracce della loro presenza, resti di antichi insediamenti, monumenti e siti archeologici di grande rilevanza. Il territorio di Magliano in Toscana è estremamente vasto e ricco infatti esso comprende la fascia costiera, le zone pianeggianti e quelle collinari.Nel grande oliveto, vicino alla chiesa della SS. Annunziata, a Magliano in Toscana, vive uno degli olivi più vecchi d’Italia e forse di Europa, la sua età viene stimata sui 3000/3500 anni secolo più secolo meno. Questo olivo ha un nome, si chiama “Olivo della Strega”.

Magliano in Toscana

   
Magliano in Toscana, circondato da poderose mura, ulivi e viti, è un pittoresco borgo maremmano ricco di storia.

L’area fa inoltre parte della zona di produzione del famoso Morellino di Scansano ed è caratterizzata da splendidi vigneti che si estendono lungo tutto il territorio.vInteressanti e sicuramente ricchi di fascino sono anche i monumenti e gli edifici che sorgono all’interno delle Mura di Cinta del paese di Magliano in Toscana: la Chiesa di San Giovanni Battista, risalente al periodo medievale, la Chiesa della Santissima Annunziata, risalente al XV secolo, la Pieve di San Martino, realizzata in stile romanico-gotico, ma anche il Palazzo del Podestà, che viene fatto risalire al 1400 ed il Palazzo di Checco il Bello, realizzata in stile gotico. Magliano in Toscana rappresenta, dunque, il luogo ideale nel quale scoprire ed apprezzare lo spirito più vero ed autentico della Maremma, conoscendone le tradizioni, gli usi i costumi.
Sono pochi i luoghi della Maremma con una storia come quella del borgo di Magliano in Toscana. La città è circondata da siti archeologici e necropoli che danno la prova, non solo della sua esistenza, ma soprattutto dell’importanza che la cittadina aveva durante l’età del ferro e sotto l’Impero Romano.

La chiesa di San Giovanni Battista è di origine romanica ma di aspetto composito per le successive trasformazioni.
Le finestre nel fianco sinistro sono gotiche, la facciata, di sobria eleganza, rinascimentale (1471). Notevole anche la parte absidale, accompagnata sulla destra da un campanile cuspidato.
L'interno è a una navata, con soffitto sostenuto da tre archi a pieno centro, l'arco trionfale poggia su due colonne romaniche con capitelli decorati. Alle pareti, affreschi votivi del XV e XVI secolo di scuola senese. Nell'abside, tabernacolo a muro dell'inizio del XIII secolo con, nell'architrave, il maglio (stemma della Comunità) e l'iscrizione in lettere gotiche dell'artefice (M. Nicholaus). A sinistra, raffinato fonte battesimale in travertino a sei formelle, datato 1493.


Necropoli di Santa Maria in Borraccia - Magliano in Toscana

La necropoli, che sorge in un’area a poca distanza dal centro abitato, è databile tra la fine del VII e il VI secolo a.C. ed è costituita da sepolture a camera ipogea, scavate nella roccia secondo un modello standardizzato. Un corridoio di accesso, in discesa, permetteva l’ingresso alla camera funeraria, bipartita da un setto centrale. Sui lati erano ricavate una o più banchine, sulle quali erano deposte le spoglie dei defunti. La porta di ingresso alla camera funeraria era a forma di arco e una grossa pietra ne chiudeva l’accesso.

Presso il Museo Archeologico e d’Arte della Maremma di Grosseto è visibile un corredo proveniente da questa necropoli, costituito da vasellame da simposio: oltre a una tazza in impasto buccheroide, e ad alcune brocche e coppe in bucchero, si trovano vasi etrusco-corinzi (tra i quali una coppa pertinente al ciclo dei Rosoni), un’olla in ceramica d’impasto con decorazione impressa e un’anfora da trasporto di produzione greco-orientale.

 


Defense walls in Magliano


Chiesa di San Giovanni Battista


Affreschi nella Chiesa dell'Annunziata


 


L'Ulivo della Strega

   
Uscendo da Magliano attraverso la porta San Giovanni, subito fuori dalla cinta muraria, nell'uliveto posto dietro la piccola chiesa della Santissima Annunziata, si trova l'Ulivo della Strega.
Trattasi di uno dei più vecchi d'Italia e forse di Europa, la sua età viene stimata sui 3 000-3 500 anni.
Del vecchio olivo, non rimane che un tronco rugoso e malandato, ma ancora vegeto con un pollone in frutto. Si trova in compagnia di altri olivi molti dei quali ultramillenari. Tante leggende lo avvolgono, auguri ed aruspici avrebbero tenuto sotto le sue fronde i loro riti; streghe e stregoni i loro sabba.
La verità storica invece parla di quando le sue misure erano straordinarie: nel 1839 il Repetti scriveva: "Il suo pedale fu misurato nella circonferenza di 30 piedi", nel 1844 il Dennis alla ricerca di Vetulonia capita nella zona e vede la meravigliosa pianta e scrive che aveva una circonferenza di 10 metri, il diametro di 2,60 metri .
Nel XX secolo, la sua mole era tale che poteva ospitare fra i suoi rami tutto il corpo bandistico, del paese, ben 40 orchestrali con relativi ottoni ed il maestro. Poi venne colpito da un fulmine e ne furono asportati carri di legna.
Il nome di Olivo della Strega che ha fatto nascere leggende, è invece dovuto ad alcune figure o raffigurazioni che si potevano vedere, particolarmente in certe ore del giorno, sul tronco e sui rami rugosi, contorti e scolpiti dal vento e dagli altri agenti atmosferici.
Fino agli anni quaranta si potevano distintamente vedere in alto, su un ramo centrale la faccia butterata di uomo o di una vecchia e, lungo il tronco, la figura di un felino (un grosso gatto) in fase di arrampicata, ed accanto alla testa dello stesso, il profilo di una donna, con i capelli lunghi. Di queste immagini esistono delle foto.
Il vecchio tronco è ormai un monumento che si sta sgretolando attaccato dalla lupa e dall’incuria degli uomini, l’unica cosa che è stata fatta: una recinzione per evitare l’asportazione dei “souvenirs” La pianta venne presentata a suo tempo, nella trasmissione Linea Verde. Il TCI nel 2007 lo ha “premiato” come Albero Monumentale della Toscana.


 
L'Ulivo della Strega
L'Ulivo della Strega
Monastero di San Bruzio

     

Il Monastero di San Bruzio si trova nella campagna a sud-est di Magliano in Toscana, lungo la strada che conduce a Sant'Andrea.
I resti della chiesa, iniziata verso il 1000 dai Benedettini e terminata verso la fine del XII secolo, consistono nell'abside, nelle pareti orientali del transetto e negli archi che sostengono la cupola con i pennacchi da cui si sviluppava la calotta ottagonale e si imposta ancora la base del tiburio. I bei capitelli dei semipilastri, decorati con fogliami e teste antropomorfe, sono stati avvicinati a quelli di San Rabano nella comune derivazione di modelli d'Oltralpe.
L'abside ha un'elegante decorazione ad archetti pensili divisi per coppie da esili semicolonne. La perfetta realizzazione della cortina muraria esterna, in grossi conci di travertino perfettamente squadrati, contribuisce al valore anche estetico del rudere.

 

 
   
   
Monastero di San Bruzio, Magliano in Toscana

 
   
Montiano è una frazione del comune di Magliano in Toscana (GR), situata a nord-ovest del centro del capoluogo comunale dal quale dista circa 10 km. La località sorge sulla vetta di un poggio che sovrasta la strada provinciale che conduce a Grosseto.

Il borgo sorse nel tardo Duecento come possedimento della famiglia Aldobrandeschi della Contea di Sovana. La sua fondazione è stata conseguente all'abbandono del non lontano castello di Montiano Vecchio che, di fatto, ne costituisce le vestigia. Il definitivo abbandono del più antico castello, costruito tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo, avvenne all'inizio del Trecento a seguito di un violento assedio condotto dai Senesi, che costrinse gli abitanti a spostarsi a Montiano.
Nel corso del Trecento i Senesi riuscirono a conquistare anche il borgo di Montiano, senza però arrecare gravi danni; inglobato nel territorio della Repubblica di Siena, divenne uno dei più importanti centri della zona vocati al pascolo e all'agricoltura.
A metà Cinquecento, a seguito della definitiva caduta di Siena, Montiano entrò a far parte del Granducato di Toscana, seguendone le sorti da quel momento in poi.

Il centro è racchiuso all'interno della cinta muraria medievale, di cui ben si conservano alcuni tratti e una porta di accesso.
La Chiesa di San Giovanni Battista venne edificata in epoca medievale e ristrutturata più volte in epoche successive; la facciata è frutto di un rifacimento del secolo scorso, mentre l'interno presenta caratteristiche barocche e settecentesche, con un affresco risalente al secolo XV attribuito a scuola giottesca e un fonte battesimale del secolo XVI.
Nella piazza che si apre dinanzi alla chiesa svetta la Torre dell'Orologio, di origini medievali e ristrutturata in epoca moderna assieme all'attiguo edificio. In passato, rappresentava prima il centro del potere degli Aldobrandeschi, successivamente il palazzo civico.
Sul lato opposto del paese si trova la cinquecentesca Chiesa di San Giuseppe; l'edificio religioso, ristrutturato nell'Ottocento, potrebbe essere stato costruito dove un tempo sorgeva la più antica pieve dedicata ai Santi Stefano e Ilario.
Nei pressi di Montiano, lungo la strada che conduce a Scansano, si trova l'area boscosa all'interno della quale sorgono i ruderi del Castello di Montiano Vecchio. Nei dintorni si trova anche la cappella di Santa Caterina situata nella località rurale di Scalabrelli.


Pereta

In prossimità di Magliano, c'e' il borgo di Pereta, edificato dagli Aldobrandeschi fra il X e l' XI secolo come centro militare per la zona circostante. Avvolto dal tipico paesaggio maremmano, il caratteristico paese si apre al visitatore all'imponente porta ad arco tondo, accesso per vicoli dalle linee rigidamente antiche, stretti e silenziosi che conducono alla cinquecentesca Torre dell'Orologio, passando per la Chiesa di San Giovanni Battista e la piccola Chiesa di Santa Maria. L'atmosfera è quella autentica di un mondo medievale fatto non solo di poderosi edifici ma anche di storie fantastiche di cavalieri, cantori e menestrelli oltre a sapori e profumi genuini e indimenticabili.

 

 

Pereta

Cicloturismo in Toscana | 13. Profumo di Morellino | The scent of morellino wine - 39 km

Magliano in Toscana - Pereta - Scansano - Strada dell’Aione - Magliano in Toscana

 

Frazioni Baccinello, Montorgiali, Murci, Pancole, Poggioferro, Polveraia, Pomonte, Preselle
Comuni confinanti sono Campagnatico, Grosseto, Magliano in Toscana, Manciano, Roccalbegna


Visualizzazione ingrandita della mappa

 



Frazioni

Baccinello, località mineraria nota per il ritrovamento all'interno della vecchia miniera di lignite dell'ominide Oreopithecus bambolii.
Montorgiali, di origini medievali, è situata a nord-ovest di Scansano. Di interesse sono il castello, la chiesa di San Biagio, sul lato sinistro del castello e il santuario di San Giorgio, antica pieve rurale trasformata prima in romitorio, e poi in santuario.
Murci, frazione sviluppatasi nell'estremità nord-orientale del comune, è meta di numerosi turisti ed escursionisti per la bellezza del paesaggio che si può osservare dall'altura su cui è posta.
Pancole, piccola frazione situata sulla ex strada statale 322 delle Collacchie che collega Scansano a Grosseto, ospita uno dei maggiori cimiteri del comune. Vi si trova la chiesa del Santissimo Nome di Maria, la cui parrocchia fu costituita nel 1785 con territorio staccato da Montorgiali.
Poggioferro, situata a nord-est di Scansano sulla ex strada statale 323 Amiatina, è sorta come villaggio di pastori verso la fine del XVI secolo, accogliendo parte della popolazione del Cotone e immigrati del Casentino.
Polveraia, situata a nord di Scansano, nacque come agglomerato alle dipendenze del Castello di Cotone. Con l'abbandono del Castello, Polveraia accolse i suoi abitanti.
Pomonte, piccolo agglomerato posto a sud del territorio comunale, deve la sua fama alla fattoria cinquecentesca costruita da Alessandro e Mario Sforza, conti di Santa Fiora.
Preselle, piccolo agglomerato situato sulla ex strada statale 322 delle Collacchie, all'estremità nord-occidentale del territorio comunale, a metà strada tra Istia d'Ombrone e Montorgiali. Vi si trovano i principali poderi e aziende che producono il Morellino di Scansano.

Da ricordare anche le località e agglomerati rurali di Aquilaia, Bivio Montorgiali, Casa d'Orti, Case Belardi, Cerreto Piano, Chiesa Vecchia Giù, Cotone, Fontalcarpine, Il Luogo, La Croce, Madrechiesa, Montepò, Perazzeta, Podere Lamaccione, Poggi Alti, Salaioli, San Giorgio, Saragiolo, Zolfiere.

 

       


Case vacanza in Toscana | Podere Santa Pia


La Maremma è caratterizzata da colline armoniose dove si respira un'atmosfera rilassante. La Casa Vacanze Podere Santa Pia è situato in un contesto paesaggistico di suggestiva bellezza, con vista sulle colline che conducono al mare e l'isola Montecristo



Restauranti in Scansano, Pereta e Magliano in Toscana



Scansano

La Cantina Di Simone, Vittorio Emanuele N. 14, 58054 Scansano | www.simoneilsalumiere.it

Enoteca dei Mille, Piazza Garibaldi 2, 58054 Scansano | www.enotecadeimille.it/

Pane E Tulipani | Morelliana Food & Wine, Via IV Novembre, 19/21, 58054 Scansano

La Cantina, Via della Botte, 1, 50854 Scansano | www.provveditore.it

Il Grottone, Vicolo degli Addobbi, 2, 58054 Scansano


Montorgiali


La Locanda di Torquato, Via del Corso, 14, Montorgiali

Franco e Silvana, Via Scansanese, 9, 58054 Montorgiali

Pereta

Trattoria Da Maria Moretti, Via Roma 10, Loc. Pereta, 58051-Magliano in Toscana | www.da-maria-moretti.com

Il Cinghiale Bianco, Via della Fonte 16, 58051 Pereta


Magliano in Toscana


Ristorante Da Guido, Via Roma, 18, Magliano in Toscana

La Bottega di Bacco, via delle mura, 7, Magliano in Toscana

Il Bucchero, Strada della Capitana, Loc. Sterpeti, Magliano in Toscana

Antica Trattoria Aurora, Via Chiasso Lavagnini 12, Magliano in Toscana
       
     


[1] Fonte: Morellino di Scansano DOCG | www.agraria.org/vini/morellinodiscansano.htm

 

Questo articolo è basato sugli articoli Scansano, Chiesa di San Giovanni Battista (Scansano), Castello di Montepò, Castello di Cotone, Convento del Petreto, Montorgiali, Castello di Montorgiali, Chiesa di San Giovanni Battista (Magliano in Toscana), Montiano (Magliano_in_Toscana) e Monastero di San Bruzio dell' enciclopedia Wikipedia ed è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License.