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Asciano

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Asciano

   
   
Le Terre di Siena racchiudono un patrimonio storico, artistico e ambientale di grandissimo interesse. La ricchezza di episodi figurativi che la vivace città di Siena seppe costruire negli ultimi decenni del Quattrocento e i primi del Cinquecento, ampia sia per quantità che per qualità, è testimoniata dalla fioritura di cicli pittorici, imprese scultoree di grande rilevanza, architettura e progettazione urbana, elaborazione di oggetti d’arredamento per le dimore patrizie che si accompagnarono alla tradizionale produzione dei dipinti su tavola per i luoghi di culto pubblici e le piccole cappelle per la devozione privata.
Asciano sorge a circa 20 km a sud-est de Siena, nel cuore delle Crete senesi.


Crete Senesi

Nel territorio delle Crete, a circa trenta km da Siena, l’antico Monastero di Monteoliveto Maggiore vide la realizzazione di uno tra i più compiuti cicli di affreschi dell’epoca, dedicati alle Storie dei Monaci Olivetani dipinti nel Chiostro Grande con maestria insuperata da Luca Signorelli nel 1497-99 e terminati dal Sodoma un decennio più tardi.

Nella vicina Asciano Matteo di Giovanni concepì opere fondamentali nel suoi percorso stilistico, oggi conservate nel Museo d’Arte Sacra di Palazzo Corboli: la pala di Sant’Agostino (la Madonna col Bambino in trono, i santi Giacomo, Agostino, Bernardino e Margherita; nella predella Storie di Santa Caterina d’Alessandria; nelle cuspidi l’Annunciazione e Dio Padre benedicente) esempio tra i più compiuti della produzione dell’artista; e i due pannelli laterali coi Santi Agostino e Michele Arcangelo in origine laterali alla Assunzione della Vergine della National Gallery, riuniti per la prima volta dopo lo smembramento in occasione della mostra londinese.

Serre di Rapolano, caratterizzata dalla elegante struttura della grancia fortificata, affacciata sull’ampio panorama della campagna del territorio senese meridionale, conserva nella Cappella di Piazza al centro del paese reminiscenze rinascimentali negli affreschi quattrocenteschi, soprattutto in quello della parete laterale raffigurante la Madonna col Bambino attribuito ad Andrea di Niccolò.

Perfino nell’appartato e affascinante borgo di Montisi, nella chiesa della Madonna delle Nevi si cela uno dei capolavori di Neroccio di Bartolomeo Landi, il più fedele collaboratore di Francesco di Giorgio, la Madonna col Bambino tra i santi Paolo, Giacomo, Pietro e Ludovico, firmata e datata 1496.

Potrebbe definirsi una sorta di antologia della pittura senese attraverso i secoli il Museo d’Arte Sacra della Val d’Arbia a Buonconvento, che riserva un’intera sala ai pittori più famosi del Quattrocento: Sano di Pietro rappresentato lungo tutto l’arco della sua attività, nelle composizioni connotate da particolare maestria tecnica ed eleganza formale; Matteo di Giovanni nelle due opere che rappresentano emblematicamente il perdurare della tradizione del fondo oro (Madonna col Bambino in trono, dalla parrocchiale) e il passaggio allo sfondo atmosferico, versione aggiornata dello stesso soggetto; e l’allievo Guidoccio Cozzarelli, tanto vicino allo stile del maestro da essere confuso talvolta con Matteo; e il cosiddetto Maestro di Montepertuso, pittore che rielabora in eleganti e un po’ astratte sembianze il più strutturato modulo stilistico del Vecchietta, cui è strettamente connesso.


Asciano


 


L'attuale centro storico, di origini medievali, conserva pregevoli monumenti. La parte occidentale e meridionale del territorio comunale si caratterizza per un susseguirsi di biancane e calanchi che formano il suggestivo paesaggio dalle caratteristiche lunari delle crete senesi, conosciuto fin dal Medioevo come Deserto di Accona.

Nel 2008, dagli affioramenti di argille plioceniche situati a pochi km dal centro abitato, sono riemersi i resti fossili di una specie di delfino vissuto nella zona oltre 3 milioni di anni fa, in un periodo in cui gli attuali calanchi erano il fondale del mare tirrenico. Il reperto è stato considerato dagli studiosi di grande valore scientifico perché si tratta di una specie fossile mai studiata in precedenza [5].


Monumenti e luoghi di interesse

La collegiata di Sant'Agata è la chiesa principale di Asciano in provincia di Siena, arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino. Sostituì, a partire dal 1029, la vecchia Pieve di Sant'Ippolito.
L'attuale edificio risale al XII - XIX secolo ed è composto da una navata con transetto absidato coperto con volte a crociera, conclusa da un'abside semicircolare.
Un'alta cupola, rivestita da un tiburio ottagonale sormontato da una lanterna in cotto, si imposta su pilastri in corrispondenza del presbiterio.
Sul lato sinistro si appoggia la bella torre campanaria di tipo lombardo. La facciata è tripartita da archeggiature gotiche.

All'interno, due affreschi cinquecenteschi, uno del Sodoma, la Madonna col Bambino con Tobiolo e l'angelo, l'arcangelo Michele e il donatore (pubblicato da Franco Moro) e una Pietà, forse del Riccio.
Dietro l'altare maggiore è un quattrocentesco Crocifisso ligneo.

 

 



 
Collegiata di Sant'Agata (Asciano), interiore

Basilica di Sant'Agata (Asciano), interiore [1]

 

Museo Palazzo Corboli | Museo d'Arte Sacra e Archeologico


   
Il museo è ospitato nell'antico Palazzo dei Bandinelli poi divenuto casa Corboli. L'edificio è stato restaurato in vista della sua trasformazione in sede espositiva nel 2002.
Il medievale Palazzo Corboli appartenne alla nobile famiglia senese dei Bandinelli i cui stemmi ricorrono nella decorazione pittorica dell’edificio, dove spiccano i due cicli di affreschi allegorici trecenteschi della Sala di Aristotele e della Sala delle Stagioni, attribuiti a Cristoforo di Bindoccio e Meo di Pero.

Dopo una complessa campagna di restauri, il Museo allestito all'interno di Palazzo Corboli ha aperto nel 2002 per presentare nuovamente al pubblico le opere precedentemente esposte nel Museo Etrusco e in quello d'Arte Sacra. Al secondo piano, è possibile ammirare il materiale archeologico rinvenuto negli ultimi cinquant’anni nei comuni circostanti, a testimonianza delle antiche vicende dell’Alta Valle dell’Ombrone.

Tra questi sono da segnalare gli scavi della necropoli del Poggione, con avori e rocchetti in bucchero, i corredi funebri del tumulo del Molinello, con rari esempi di scultura arcaica e reperti metallici, e infine la ricostruzione della tomba di Poggio Pinci, databile tra il V e il I secolo a.C. e dotata di urne in travertino e tufo, ceramiche a figure rosse, vasi in bronzo, specchi e oreficerie.

La sezione d'Arte Sacra inizia invece con una serie di opere che testimoniano la storia politica e religiosa locale, fin quando nel Medioevo Asciano divenne un vero e proprio polo economico che attraeva le ricche famiglie mercantili senesi. Vi si trova, quasi si trattasse di una "rivelazione pittorica", una serie di dipinti realizzata dai massimi artisti senesi dal XIV al XVI secolo: Segna di Buonaventura, Ambrogio Lorenzetti, il Maestro dell'Osservanza, Matteo di Giovanni, Rutilio Manetti, Bernardino Mei e Francesco Nasini, nonchè preziose sculture lignee tra cui spiccano quelle di Giovanni Pisano e di Francesco di Valdambrino.

Sotto il nome del Maestro dell’Osservanza si raccolgono una serie di dipinti di notevole qualità, databili agli anni trenta del Quattrocento e fortemente segnati dall’arte del Sassetta. Tra questi spiccano soprattutto la pala datata 1436 dell’Osservanza di Siena (il name-piece del maestro), la Natività della Vergine di Asciano (1437-1439) e le Storie di sant’Antonio abate divise tra Berlino, New Haven, New York e Washington. In molti credono che dietro questo nome si nasconda il giovane Sano di Pietro, che sappiamo attivo fin dal 1428, ma del quale ci sono giunte opere documentate soltanto a partire dal 1444.

Museo d'Arte Sacra e Archeologico | Indirizzo Corso Matteotti, 122 - 53041 Asciano | Tel. 0577 719524

ORARI DI APERTURA E VISITA:
Invernale
venerdi, sabato, domenica:
10.30-13.00 e 15.00-17.30

Estivo
giorni lavorativi: 10-13 15-19,30
giorni festivi: 12-13 15-20
chiusura settimanale: Lunedì

Museo Civico Archeologico e d'Arte Sacra Palazzo Corboli | www.cretesenesi.com



 


Ambrogio Lorenzetti, San Michele Arcangelo che uccide il drago con i Santi Benedetto e Bartolomeo, Museo d’Arte Sacra
, Asciano
Luogo originario: Monastero di San Cristoforo a Rofeno.
La carpenteria è di Fra Raffaello da Brescia.

Birth of the Virgin with other Scenes from her Life, the Master of the Osservanza Triptych, ca. 1428-39, Museo d'Arte Sacra, Asciano
Master of the Osservanza, Natività della Vergine, ca. 1428-39, Museo diocesano di Asciano

L'oratorio della Compagnia di Santa Croce si trova in piazza Fratelli Bandiera ad Asciano.
L'oratorio possiede un omogeneo arredo seicentesco e un apparato decorativo tutto incentrato sul tema della Passione di Cristo: le lunette affrescate nel 1660 da Francesco Nasini e l'impianto dell'altar maggiore realizzato nello stesso periodo da Bernardino Mei e da Deifebo Burbarini. La pala del Mei con il Crocifisso con la Vergine e San Francesco e Sant'Agata, fu sostituita, tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo, con una "Deposizione" della bottega di Rutilio Manetti; ai lati dell'altare restano due piccole tele dove Deifebo Burbarini rappresentò un Compianto sul Cristo morto ed una Resurrezione; sotto le tele, due cibori, forse cinquecenteschi.

La chiesa della Madonna del Giardino a Camparboli (più propriamente chiesa della Navitità della Vergine) si trova in località Camparboli ad Asciano.
L'edificio è di antica fondazione e fu fino al Settecento chiesa plebana affidata alle cure di un eremita; l'edificio, a testimonianza della costante venerazione dell'immagine della Madonna col Bambino, affrescata, probabilmente nel Quattrocento, sull'altar maggiore, ha avuto varie risistemazioni a partire dal XV secolo fino al Seicento, quando si costruirono i tre altari della chiesa che furono forniti di tele, oggi perdute.

La cappella dei Santi Fabiano e Sebastiano è un edificio sacro che si trova in località Camparboli ad Asciano, menzionato per la prima volta tra le 27 chiese plebane della Pieve di Sant'Agata con il nome di San Nicola in una Bolla del 1178 di papa Alessandro III.

È il più imponente tabernacolo viario di tutto il territorio di Asciano, e mostra ancora visibili nella facciata le tracce di un arco tamponato, segno dell'originaria funzione di pubblico oratorio, sottolineata anche dalla presenza, sotto l'Assunzione della Vergine eseguita ad affresco da Girolamo di Benvenuto, proprio di San Fabiano e San Sebastiano, protettori contro la peste e le epidemie, e dei tre santi, San Girolamo, San Rocco e Santa Lucia, dipinti, entro finte edicole, forse dal giovane Girolamo del Pacchia, sul muro a destra dell'altar maggiore.

Lo splendido affresco che si trova nella parete di fronte all'ingresso è attribuito al pittore di scuola senese Benvenuto di Giovanni di Meo del Guasta e fu commissionato il 1 aprile 1497 per sua devozione da Leonardo di Pasquale da Pisa abitante in Asciano [2], come si può ancora oggi leggere sul lato destro della parete [3].

Benvenuto di Giovanni eseguì nel 1455 gli affreschi con Storie di S. Antonio da Padova (battistero di S. Giovanni, Siena), forse su disegno dello stesso Vecchietta. Nell'Annunciazione (1470, chiesa dell'Osservanza a Sinalunga) raggiunge la pienezza del suo stile, caratterizzato dall'eleganza delle figure e dalla raffinatezza dei particolari, mostrando qui segni di contatto con la pittura fiorentina. Nelle opere successive, invece, come per esempio nella Vergine in trono e Santi della Galleria di Siena (1483), sono evidenti gli influssi di Matteo di Giovanni.

La Pieve di Sant'Ippolito

 

Cappella dei Santi Fabiano e Sebastiano - Particolare della Madonna al centro dell'affresco
Situata un tempo al di fuori dell'abitato, ed in origine a pianta basilicale, la chiesa è oggi di proprietà privata e ridotta ad una sola navata.

L'altar maggiore è decorato da un affresco con la Madonna col Bambino in trono e i Santi Ippolito e Cassiano, inserito con certezza nel corpus del senese Giacomo Pacchiarotti e databile al terzo decennio del Cinquecento.

È un fonte in travertino di epoca longobarda a tronco di cono, scolpito con semplici arcatelle, oggi conservato nella basilica di Sant'Agata, ad attestare l'antica funzione battesimale che Sant'Ippolito mantenne fino al 998 e che perse, nell'XI secolo, proprio a favore di Sant'Agata.
 

Affresco nella Pieve di Sant'Ippolitoo

La chiesa di San Francesco fu eretta, con l'ampio complesso conventuale, nel XIII secolo sulle rovine del cassero medievale. Confermano questa datazione i resti, sulle pareti della navata e della cappella centrale, di affreschi della seconda metà del Duecento, imperniati su temi cristologici e su episodi della vita di San Francesco.

Subì tra il XVII e il XVIII secolo massicci interventi di ammodernamento con l'erezione degli altari barocchi, la chiusura delle nicchie affrescate all'inizio del Quattrocento e di parte dei finestroni gotici e l'imbiancatura di buona parte delle pitture murali, quasi tutte risalenti al XIV secolo. L'ultimo intervento di restauro, iniziato alla fine degli anni ottanta del XX secolo, ha portato al recupero delle tele delle pitture parietali.

 

 

Asciano, Chiesa di San Francesco

La chiesa di Sant'Agostino si trova in corso Matteotti. Eretta nel Duecento con l'annesso convento, divenuto privato a seguito delle soppressioni napoleoniche, fu ampliata nella seconda metà del XV secolo e dotata di una facciata in mattoni; pur mantenendo l'originaria struttura ad una sola navata, si presenta nell'aspetto ricevuto tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento, secondo le prescrizioni del Concilio di Trento. La Madonna col Bambino e i santi Bernardino e Agata di Francesco Vanni (1600 circa), cita probabilmente una perduta pala di Rosso Fiorentino, di cui faceva parte l'Angiolino musicante degli Uffizi.
Da qui provengono il piccolo Crocifisso ligneo policromato, che un recente restauro ha garantito come opera di Giovanni Pisano, e la Madonna in trono col Bambino, venerata come Madonna delle Grazie, la predella con le Storie di santa Caterina d'Alessandria e quattro Santi, unico resto di un polittico, opere di Matteo di Giovanni oggi collocate nel Museo d'arte sacra.

A circa 8 km da Buonconvento, percorrendo una strada immersa nel verde e nelle crete senesi, si trova il Monastero di Monte Oliveto Maggiore, dei monaci Benedettini Olivetani.
Il Monastero è collocato in mezzo ai cipressi e svetta con i suoi mattoni rossi nella vallata. Da visitare, eventualmente accompagnati da un frate con funzione di guida, il chiostro (con affreschi del Sodoma), la chiesa con il coro intarsiato. È in fase di restauro la biblioteca, che racchiude antichi codici miniati.


L'abbazia di Monte Oliveto Maggiore

L'abbazia di Monte Oliveto Maggiore è situata su un'altura a dominio delle Crete senesi all'interno di un bosco di cipressi, querce e pini, è uno dei più importanti monumenti della Toscana sia per l'importanza storico-territoriale che per l'elevato numero di opere d'arte in essa racchiusa.
L'abbazia venne fondata nel 1313 da san Bernardo Tolomei (1272-1348), professore di diritto appartenente a una delle famiglie più potenti di Siena che giunto al quarantesimo anno di età si ritirò in questo luogo solitario conosciuto come il Deserto di Accona, proprietà della sua famiglia.
La fondazione del monastero fu approvata nel 1319 dal vescovo di Arezzo Guido Tarlati e dopodiché annessa all'ordine benedettino. La costruzione del monastero iniziò nel 1320 e nel 1344 la nuova congregazione olivetana venne ufficialmente approvata da papa Clemente VI.
L'abbazia ebbe sempre una grande importanza nel territorio senese. Infatti i suoi possedimenti arrivavano fino al borgo di Chiusure e nella Val d'Asso. Il fatto di essere anche dei grandi proprietari terrieri fece avere agli olivetani anche un ruolo nell'organizzazione agricola del territorio delle Crete. L'imponente complesso religioso si trova nell'area meridionale del comune di Asciano. È tuttora sede dell'abate generale della Congregazione benedettina di Monte Oliveto ed è anche sede dell'Istituto di restauro del libro.


L'abbazia di Monte Oliveto Maggiore

Ancora oggi uomini e greggi popolano le colline delle Crete che diventano un paesaggio surreale nei pressi di Chiusure e dell’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore dove l’argilla, modellata dall’azione dell’acqua e del vento, disegna spettacolari calanchi, ferite aperte di una terra tanto aspra quanto dolce.

 

Si accede al monastero tramite un palazzo medievale in mattoni rossi, raggiunto percorrendo un ponte levatoio e sovrastato da una massiccia torre quadrangolare dotata di barbacani e merlature. La costruzione di questo edificio, adibito a porta d'ingresso fortificata del monastero, fu iniziata nel 1393, per terminare nel 1526 ed essere poi seguita da un restauro nel XIX secolo. Sopra l'arcone d'ingresso è posta una terracotta smaltata, raffigurante la Madonna col Bambino circondata da due angeli, attribuita ai Della Robbia; nei pressi è posta un'altra terracotta robbiana, raffigurante San Benedetto benedicente.

Superato il palazzotto si imbocca un lungo e suggestivo viale di cipressi, lungo cui sono posti l'orto botanico della vecchia farmacia, distrutta nel 1896, e una peschiera risalente al 1533. In fondo al viale si trova il campanile, di stile romanico-gotico, e l'abside della chiesa che presenta una facciata gotica; nella zona absidale è stata collocata nel 2009 la statua di San Bernardo Tolomei, di Massimo Lippi. Da una porta situata a destra dell'ingresso della chiesa si accede al Chiostro Grande.




Museo dell'Abbazia di Monte Oliveto Maggiore


La storia dell’Abbazia olivetana è segnata da grandi iniziative culturali ed artistiche, non ultima la costruzione del chiostro grande, avvenuta in tre tempi tra il 1426 e il 1443 e sotto tre abati, superba cornice agli affreschi raffiguranti Episodi della vita di San Benedetto, trentasette grandi scene centinate realizzate da Luca Signorelli e dal Sodoma. I due celebri artisti furono chiamati ad eseguire il ciclo dall’abate Domenico Airoldi di Lecco: fu il Signorelli, nel 1497, ad iniziare questa impresa gigantesca prendendo come punto di partenza alcuni episodi della vita matura di San Benedetto. Il Sodoma, secondo nel lavoro, continuò l’opera, agli inizi del Cinquecento, affrescando la prima parte della vita del Santo e seguendo fedelmente la successione cronologica dei fatti si ricongiunse alla storia celebrata dal suo grande predecessore.

Oltre al celebre ciclo del chiostro, altri capolavori d’arte rendono questa Abbazia unica, come il coro ligneo della chiesa, intagliato ed intarsiato dal “magister lignaminis” Fra Giovanni da Verona, un succedersi affascinante di paesaggi, vasi sacri, uccelli variopinti, strumenti musicali, cittadine, strumenti geometrici, e la biblioteca, recentemente restaurata a seguito del disastroso crollo di alcuni anni fa, un tempo scrigno di manoscritti e incunaboli di raro valore e scriptorium ben organizzato dove furono eseguiti fra gli altri i bellissimi Libri di coro oggi conservati nel Museo della Cattedrale di Chiusi.

Arte in Toscana | Il Sodoma (Giovanni Antonio Bazzi) | Ciclo di affreschi nel Chiostro Grande dell'Abbazia di Monte Oliveto Maggiore


Museo dell'Abbazia di Monte Oliveto Maggiore
ORARI DI APERTURA E VISITA:
Inverno:
9.30 – 12.00 e 15.30 – 17.00;

Estate:
9.15 – 12.00 e 15.15 - 17.45

 

Il Sodoma, autoritrattoAutoritratto del Sodoma nella scena di "Come San Benedetto risalda lo capistero che era rotto", affresco, Abbazia di Monte Oliveto Maggiore.

Il Sodoma, Ciclo di affreschi nel Chiostro Grande dell'Abbazia di Monte Oliveto Maggiore | La Storie di san Benedetto di Monte Oliveto Maggiore


Asciano

Asciano Comune


Map of Asciano pdf

Mercato settimanale di Asciano
Dove: Campo della Fiera
Quando: Sabato
Orario: dalle 8,00 alle 13,30

In giugno Asciano festeggia la Sagra della Ranocchia, delicatezza gastronomica che trova qui la sua patria.

Settembre Ascianese | Un mese tutto da vivere tra musica, spettacolo, cultura, divertimento e tradizione che animeranno Asciano con una serie di appuntamenti organizzati dall’amministrazione comunale con la preziosa collaborazione delle associazioni locali.

   

Surroundings of Asciano

   
L'eremo di Montespecchio

   
L’eremo di Montespecchio, uno dei principali centri agostiniani della Toscana medievale, abbandonato nel XVII secolo.

L'eremo di Montespecchio, conosciuto anche come il Conventaccio, si trova nel Comune di Murlo, all'interno della Riserva Naturale Basso Merse. Nonostante l'abbandono e l'avanzato stato di degrado, è tutt'oggi uno degli edifici romanici più belli ed affascinanti della provincia.
La chiesa conserva dei meravigliosi paramenti murari in pietra a fasce bicrome e vari elementi architettonici di assoluto pregio.
 

 

Il monastero di San Cristoforo a Rofeno è un edificio sacro che si trova in località Badia a Rofeno ad Asciano. Il monastero è ricordato fin dal 1031. Mentre la chiesa conserva le tipologie architettoniche cistercensi, l'annesso convento si presenta con gli ultimi, vistosi interventi settecenteschi, opera degli Olivetani che fin dal 1375 si erano annessi l'intero complesso.

Dietro all'altare maggiore i monaci sistemarono una grande pala di Ambrogio Lorenzetti con San Michele e Santi benedettini, frutto forse di un riassemblaggio dell'inizio del Cinquecento, momento a cui si può far risalire la carpenteria che lo incornicia e che fu intagliata con ogni probabilità da fra' Raffaello da Reggio, in contemporanea con la fattura del ciborio ligneo, conservato, insieme al polittico, nel Museo d'Arte Sacra di Asciano.

Montalceto o MONTE ALCETO, (Mons Jlicetus) nella Valle dell'Ombrone senese. - Castello diruto, di cui resta in piedi la torre sulla cima di un monte omonimo che stà a levante grecale della Terra di Asciano.
Bagni di Montalceto, sul monte omonimo in Val d'Ombrone senese un miglio discosti dalla strada Regia Laurentana che da Siena per Asciano varca per Montalceto in Val di Chiana, Comunità Giurisdizione e 4 miglia toscane a levante-scirocco di Asciano, 19 miglia toscane circa da Siena. Queste sorgenti appartengono alla classe delle Acque Acidule termali, di cui sono ricchi i poggi della Valle dell'Ombrone, dell'Orcia e della Merse. Esse scaturiscono apparentemente dalli spacchi di travertino poroso che riposa sul tufo e sulla marna cerulea conchigliare, di che trovasi fatta menzione all'articolo di Asciano Comunità.
In epoca recente, circa 50 anni fà, sono state scoperte, vicino alle terme, numerose tombe etrusche. Dagni studi e le analisi successive, risulterebbe che Montalceto avesse origine etrusca e quindi anteriore a quella di Asciano che si fa risalire ad epoca romana.

 

   
   
San Giovanni d'Asso


San Giovanni d'Asso, la Rocca

San Giovanni d'Asso sorge al centro delle Crete Senesi lungo il torrente Asso, da cui prende il nome.
Situata al centro del borgo alto, proprio sul punto più alto del colle, attualmente la è la sede del Museo del Tartufo. Di origine duecentesca, fra il XIII ed il XIV secolo fu notevolmente ampliato, soprattutto dalla famiglia Petroni (Trecento).
Attualmente l'edificio consiste in un corpo dalla pianta irregolare con al centro un cortile porticato su un lato. La facciata principale dà su piazza Vittorio Emanuele II ed è preceduta da uno stretto e profondo fossato. Lungo il fianco destro, che costeggia la ripida via Roma, si possono vedere molte finestre quattrocentesche disposte su più piani.
La sala più importante del palazzo, che esternamente appare come una struttura massiccia e compatta, è la Sala del Caminetto: sia lungo le sue pareti che sul soffitto si trovano degli affreschi rinascimentali policromi. Storia

Le origini dell'abitato di San Giovanni d'Asso sono antichissime: infatti, recentemente, sono state ritrovate in località Pava, lungo la strada che unisce il paese a Lucignano d'Asso e a Torrenieri, dei resti di una pieve, appunto la pieve di Santa Maria di Pava risalente al V-VI secolo d.C.. Nel medioevo iniziò a nascere il vero e proprio paese: già nel 714[4] è documentata l'esistenza della chiesa di San Pietro in Villore e, fino al 1178, il paese fu conteso fra il vescovo di Arezzo e quello di Siena, che poi ebbe la meglio. Inoltre, nelXIII secolo, fu costruita la rocca, notevolmente ampliata dai Petroni nel 1313 e poi successivamente trasformata in grancia dallo Spedale di Santa Maria della Scala di Siena che ne aveva assunto la proprietà. Un'altra importante data nella storia di questo paese è il 2 giugno 1777: infatti è in questo giorno che il paese divenne ufficialmente comune dapprima con sole tre frazioni (Lucignano d'Asso, Monterongriffoli e Vergelle), poi anche con quelle di Montisi e Montelifrè che, in origine, erano state assegnate alla più vicina Trequanda.

Il Bosco della Ragnaia è un parco boschivo e giardino creato dall'artista americano Sheppard Craige a San Giovanni d'Asso. Anche se alcune parti sembrano antiche, il Bosco è un'opera contemporanea che ha avuto inizio nel 1996 e continua ancora oggi.
Tra le costruzioni degne di nota vi sono: L’Altare dello Scetticismo, il Centro dell'Universo, e di un Oracolo di Te Stesso.

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Imagini


 

Il Bosco della Ragnaia

Il Bosco della RagnaiaIl Bosco della Ragnaia

 

La chiesa di San Pietro in Villore, situata nel paese basso nei pressi della Rocca, è la più antica chiesa del paese: infatti è citata già in un documento del 714. Dopo il suo periodo d'oro, durato dal Duecento al Trecento, in cui fu più volte restaurata ed arricchita di altorilievi, ha iniziato la sua lenta decadenza nel 1492, quando fu elevata al rango di pieve San Giovanni Battista, che ha avuto il suo culmine nel 1577, quando il suo fonte battesimale fu trasportato nella nuova chiesa pievana.
Sia all'esterno che all'interno la chiesetta è ricca di elementi scultorei interessanti, come altorilievi (da notare quello sul portale) e bassorilievi di varie epoche. Al disotto della seconda campata della corta navata e dell'abside si trova la piccola cripta sorretta da quattro colonnine.

La chiesa della Madonna della Neve (o chiesa della Vergine della Torricella) si trova a Montisi.
La chiesa fu edificata sul suolo di proprietà dello Spedale di Santa Maria della Scala per volere della Comunità e fu consacrata dal vescovo di Pienza nel 1649.
Sorse intorno ad una immagine sacra molto venerata, una "Madonna col Bambino benedicente", affresco del Trecento, molto ridipinto, oggi sull'altar maggiore racchiuso entro un dipinto su tela del primo Seicento.
La facciata è in cotto con colonne e timpano triangolare con lo stemma dello Spedale senese e, sotto la cornice, quello della Comunità di Montisi.

 

 

La facciata a capanna della chiesa di San Pietro in Villore a San Giovanni d'Asso
 
   
Buonconvento è situato nei pressi di Siena, sulla via Cassia, alla confluenza del fiume Arbia nell'Ombrone. Insieme ai comuni di Asciano, Monteroni d'Arbia, Rapolano Terme e San Giovanni d'Asso forma il Circondario delle Crete Senesi.
Il nome di questo borgo deriva dal latino "bonus conventus" e ha il significato di "comunità felice, fortunata, comunità che gode della fertilità della terra".
È stato recentemente nominato comune tra i borghi più belli d'Italia.

Da sempre Buonconvento, anche se per secoli è stata coinvolta nelle guerre fra Siena e Firenze, ha goduto dei vantaggi derivanti dalla abbondanza di acqua, proveniente dalle molte sorgenti e dai fiumi Arbia e Ombrone.
Per la sua posizione, vicino ad un buon guado, Buonconvento è da sempre un importante punto di riferimento per i viandanti che percorrevano la via Francigena.
Questo fa dell'ospitalità di Buonconvento una tradizione, i palazzi e le mura che offrivano accoglienza ai viandanti medievali, continuano a fornire ottimo cibo e alloggio ai turisti moderni.

Il Museo di arte sacra della Val d'Arbia si trova nel Palazzo Ricci Socini. Al suo interno si conservano pregevoli opere pittoriche di Duccio, Pietro Lorenzetti, Luca di Tommè, Andrea di Bartolo, Sano di Pietro, Matteo di Giovanni, Rutilio Manetti, Francesco Vanni, nonché opere di oreficeria (turiboli, reliquiari, ecc.) e arredi lignei provenienti dalle chiese del territorio.

La "Tinaia del Taja", situata sul perimetro esterno delle mura, ospita inoltre il Museo della Mezzadria, che si propone di raccontare il mondo della mezzadria attraverso foto, oggetti e altro materiale originale.
Il museo é posto a ridosso delle medioevali mura di cinta del paese ed è allestito negli spazi di un'antica fattoria, di cui conserva inalterate le principali strutture architettoniche. Inaugurato nel settembre del 2002, il museo si propone di raccogliere le diverse testimonianze sulla mezzadria, un rapporto di conduzione della terra in cui il proprietario metteva il capitale fondiario (la casa colonica, i campi) e il colono, invece, il lavoro suo e della sua famiglia, con la divisione finale del prodotto in parti uguali.

Museo d'Arte Sacra della Val d'Arbia | Via Soccini, 18 - Buonconvento Tel.:0577 807181 WWW: www.museisenesi.org

Museo della Mezzadria Senese | Piazzale Garibaldi 1 (Tinaia del Taja)
Orario di apertura


Mercato settimanale del Borgo
, ogni sabato mattina feriale dalle ore 8 alle 13,30. (Piazza Antonio Gramsci 8:00-13:00).

 

Buonconvento, un tratto delle mura (sec. XIV)

Buonconvento

 

 

Il Castello di Gallico, con le sue cinque torri di pietra e mattoni rossi, è un bellissimo esemplare di azienda agricola fortificata: la sua mole imponente si erge solitaria sull'altopiano delle crete nel Comune di Asciano, poco distante dal villaggio di Montecalvoli, alle cui vicende e proprietari è stato legato nel tempo.
La famiglia senese dei Tolomei, acquistò il Castello di Gallico nel 1319, e verso la fine del secolo ampliò una torre già esistente per custodirvi i prodotti della terra, nel tempo la trasformò in un castello-grancia.
I Griffoli, ricchi mercanti di seta di Montepulciano, lo acquistarono nella prima metà del 1400 e la Repubblica senese li obbligò a tenervi una guarnigione di soldati a difesa di quello che costituiva un importante avamposto strategico.
Passato attraverso vari proprietari, venne verso la fine del 1700 donato allo Spedale di Santa Maria della Scala di Siena, restituito in seguito alla famiglia Vallesi e, all'inizio del 1800, per eredità passò alla famiglia Terrosi e poi, nella prima metà di questo secolo, alla famiglia Fei e ai Biagini di Monte S.Savino.
Di recente è stato restaurato con perizia e recintato, cosicché, sfortunatamente, ora si può ammirare solo da lontano.
 
Il castello di Bibbiano domina l'alta valle dell'Ombrone su un poggio a poca distanza da Buonconvento.
Le sue origini risalgono all’850 ed era proprietà del legato imperiale al tempo di Ludovico II, Guinigi di Reghinari, conte longobardo.
Il castello è appartenuto alla famiglia dei Guiglieschi fino al 1051, quando Arrigo III lo destinò all’Abbazia di Sant'Antimo, per poi passare di mano ai conti Cacciaconti. Da questi il castello passò alla Repubblica Senese nel 1197 che provvide a fare opere di rafforzamento e difesa. Nel XVI secolo fu restaurato da Baldassarre Peruzzi per conto del cardinale Raffaello Petrucci, che ne aveva preso possesso.

Di aspetto medievale, e merlatura guelfa, è cinto da un fossato con un ponte levatoio e camminamenti per la ronda. Ha un mastio centrale e una delle due originarie torrette d’angolo.

Deve il suo nome, per derivazione, dal termine “Bibbio” (lat. Bibianum), altro nome del Fischione, un uccello acquatico che proliferava in queste zone.

All’interno l'Annunciazione, ultima opera di Pietro Lorenzetti, e la Madonna nella Cappella del Castello, opera di Baldassarre Peruzzi.

 
Castello Bibbiano
Trequanda

Il borgo medioevale di Trequanda se ne stà appollaiato su un poggio a cavallo tra la Val d'Asso a ovest e l'ampia Val di Chiana a est, al centro della quale, parallela al corso del fiume, i Romani, conquistata l'Etruria, costruirono la Via Cassia.
Trequanda viene nominata per la prima volta nei documenti storici nel 1198 e per la sua posizione dominante sull'importante strada che da Chiusi portava fino a Siena passando per Asciano , fu oggetto di continue pretese e interferenze da parte della Repubblica di Siena.
All'epoca della lotta tra Guelfi e Ghibellini il villaggio servì da base ai fuoriusciti ghibellini. Possedimento dei signori Cacciaconti della Scialenga, Trequanda venne annessa al Granducato di Toscana da Cosimo d' Medici.
La chiesa dei S.S. Pietro ed Andrea fu costruitaa partire dal 1327 in stile romanico-gotico. Nel corso dei secoli subì vari rifacimenti. Tra i più importanti si ricorda quello del XV sec. che le donò l'attuale aspetto interno rinascimentale. Nel Settecento furono costruiti l'altar maggiore ed i laterali e fu eretto il campanile a pianta quadrata.

La chiesa è a navata unica con transetto, abside quadrangolare e torre campanaria presso il transetto destro.
La facciata, con la parte centrale risaltata per ospitare il portale e il coronamento ad archetti pensili delle specchiature laterali, è caratterizzata dall'effetto bicromo "a scacchiera" ottenuto alternando conci di tufo e travertino. Sul transetto destro si eleva il campanile settecentesco in blocchi di pietra con finestrelle ogivali.

L'unica navata della chiesa è coperta da volta a botte ribassata. All'interno, due affreschi: una Ascensione riferita al Sodoma e una Madonna col Bambino e Santi di Bartolomeo da Miranda; la cinquecentesca urna lignea intagliata, che conserva il corpo della Beata Bonizzella; e una Madonna col Bambino, in terracotta, attribuita ad Andrea Sansovino. Sotto l'arco absidale si trova l'altar maggiore settecentesco con una Madonna col Bambino e Santi di Giovanni di Paolo. Questo trittico su sfondo oro nasconde parzialmente la cantoria che si trova sulla parete fondale dell'abside. Sopra di questa c'è un piccolo organo positivo.

Castelmuzio, un suggestivo borgo medioevale pressoché intatto, di origini etrusco-romane, viene nominato nei documenti del IX° sec. della Badia Amiatina di San Salvatore, con il nome di Casale Mustia. In alcuni testi custoditi presso l'Archivio di Stato di Siena risalenti al 1213, compare sotto il nome di Castel Mozzo. I suoi abitanti lo chiamano semplicemente Castello.
A poca distanza da Castel Muzio sorge la Pieve di Santo Stefano in Cennano, sulla strada che porta verso Montisi, di origine paleocristiana , costruita sul di un antico tempio romano. La chiesa romanica fu costruita nel Medioevo, nel 1285 (infatti è coeva alla Pieve di Montisi).
La facciata ha un semplice profilo a capanna, dove si staglia il portale goticizzante, risaltato rispetto al prospetto e sormontato da un'alta monofora con la vetrata policroma raffigurante Santo Stefano.
La parte absidale mostra, nei coronamenti ad arcatelle pensili, un carattere più decisamente romanico. Sopra la parete di fondo si trova il campaniletto a vela con doppia finestrella per le campane.
Sul fianco destro una finestrella reca nello strombo una ghiera a sezione circolare e le figure affrontate di un uomo e di un'aquila.

Art in Tuscany | Castelmuzio and Trequanda


 

Chiesa dei SS. Pietro e Andrea, in Trequanda


Pieve of Santo Stefano in Cennano

 

L'oratorio della confraternita della Santissima Trinità e di San Bernardino è legato alla figura di san Bernardino da Siena che, negli anni compresi tra il 1405 ed il 1410 si sarebbe recato più volte a Castelmuzio. Nel suo peregrinare egli usava riposarsi su una grande pietra nelle vicinanze del paese; nel corso del 1600 la pietra venne divisa in due parti: una venne inserita nel monumento all'ingresso del paese, l'altra sotto la mensa dell'altare dell'oratorio. Dal 1973 la chiesa ed i locali adiacenti ad essa sono sede del Museo di arte sacra.
L'esterno è denotato da un campanile a torre in mattoni collocato a lato del portale architravato, posto lungo il fianco destro della chiesa. L'interno è ad unica navata divisa in tre campate da paraste rilevate su cui si impostano archi a tutto sesto sorreggenti volte a vela. Sull'altare maggiore si trova la grande tela La santissima Trinità ed i santi Bartolomeo e Bernardino da Siena.

Nella chiesa sono conservate tele e pale d'altare:
Madonna con Bambino e i santi Bernardino, Sebastiano, Nicola e Bonaventura di Matteo di Giovanni, proveniente dalla chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta,
San Bernardino da Siena di Giovanni di Paolo,
Madonna col Bambino della scuola di Duccio di Buoninsegna,
Santissima Trinità con i santi Bernardino e Bartolomeo, di autore ignoto, posta sull'altar maggiore della chiesetta,
Stalli lignei ottocenteschi, lungo le pareti laterali,
due Angeli tedofori che affiancano il tronetto delle reliquie di san Bernardino da Siena.


L'Accademia delle Crete Senesi

l'Accademia delle Crete Senesi, nata per iniziativa di Philippe Herreweghe, direttore d'orchestra belga e grande amante dell'Italia, e di un gruppo di musicisti dell'Orchestre des Champs-Elysées e del Collegium Vocale Gent, si terrà tra Castelmuzio, Asciano e Pienza.
Concepito come contrappunto dell'intensa attività musicale della stagione, questo festival annuale, che si svolge a sud di Siena, offre ai musicisti e al pubblico uno spazio incomparabile di creatività, d'ispirazione e d'incontri.

“I concerti hanno luogo in piccole ma magnifiche chiese antiche che appartengono ad abbazie o a parrocchie e vengono scelte, in funzione dei programmi, per la qualità della loro acustica - spiega Philippe Herreweghe -. Con luoghi da sogno come Castelmuzio, Sant'Anna in Camprena (Pienza) o Asciano, la regione delle Crete Senesi si rivela a tutti i partecipanti come une delle più belle e meglio conservate d'Europa. Il livello eccezionale dei concerti, così come la relazione tra lo splendore dei paesaggi e la ricchezza di una cultura che risale agli Etruschi, fanno di questo festival un evento unico per il pubblico italiano e internazionale.[4]

Il Monastero di Sant’Anna in Camprena segna una tappa fondamentale di quella cultura pittorica elaborata agli inizi del Cinquecento e che vide un giovane pittore venuto da Vercelli, Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma, protagonista. Proprio negli affreschi del refettorio, raffiguranti Episodi della vita di Cristo, eseguiti nel 1503-1504, si individua la più antica testimonianza della sua arte che di lì a qualche anno si sarebbe definitivamente affermata nella vicina Monteoliveto.

Montalcino raccoglie i tesori d’arte prodotti nei secoli nel Museo Diocesano d’Arte Sacra, dove la presenza quattrocentesca è scandita dalle raffinate tavole di Sano di Pietro Madonna col Bambimo incoronata dagli angeli, destinata alla devozione privata e dalla più ampia raffigurazione di San Bernardino; allo stesso santo il Vecchietta dedica il dipinto San Bernardino con due Angeli; in stretta continuità con i modi del maestro, Matteo di Giovanni, si pone la Madonna col Bambino e due angeli di Guidoccio Cozzarelli.
La produzione dei Della Robbia è ampiamente rappresentata da un elegante San Sebastiano e dalla pala d’altare, Madonna col Bambino incoronata da due angeli e i santi Giovanni Battista e Pietro (1507), entrambi riferibili a Andrea della Robbia e da una Ghirlanda di foglie e frutta, attribuita al figlio Giovanni.

Arbia, Chiusure, Castelnuovo Scalo en Torre a Castello are frazioni of Asciano.
Distances from Podere Santa Pia | Buonconvento 46 km | San Giovanni d'Asso 51 km| Trequanda 62 km | Asciano 64 km | Montalcino 34 km
 

View Crete Senesi in a larger map
 
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[1] Fonte: www.rinascimento.terresiena.it | Il sito delle APT di Siena e Chianciano Terme Val di Chiana dedicato alle opere del Rinascimento nella Provincia di Siena
Le Crete Senesi occupano una vasta area a sud-est della città di Siena, interessando i territori comunali di Asciano, Buonconvento, Monteroni d'Arbia, Rapolano Terme, San Giovanni d'Asso e Trequanda.
La zona presenta un caratteristico paesaggio collinare, pressoché spoglio di vegetazione, dove si alternano in modo molto suggestivo calanchi e biancane che, a tratti, sembrano costituire un paesaggio lunare. Fin dal Medioevo, questa area era conosciuta nell'insieme con il nome di Deserto di Accona.
L'area, da sempre inospitale, ha mantenuto quasi intatte le originarie caratteristiche ambientali, tanto che ancora oggi risulta difficoltosa la coltura della vite e dell'ulivo. Grazie alle opere irrigue, è possibile la coltivazione di grano e girasoli.
[2] Renato Lucatti, Asciano: centro delle Crete senesi, Octavo, Firenze 1998, p. 50
[3] Lonardo di Pasquale da Pisa abitante in Asciano ha fattofare per sua divotione adì 1 aprile 1497 in Fr Schultzen, Julius Priesack, Über die beiden Syrischen Übersetzung des I. Maccabäerbuches, Volume 35, Universität Göttingen, EditoreDruck der univ. buchdruckerei von W.F. Kaestner, 1893, p. 42.
[4] L’ « Accademia delle Crete Senesi » è nata per iniziativa di Philippe Herreweghe, direttore d’orchestra belga e grande amante dell’Italia, e di un gruppo di musicisti dell’Orchestre des Champs-Elysées e del Collegium Vocale Gent. Concepita come contrappunto dell’intensa attività musicale della stagione, questo festival annuale, che si svolge a sud di Siena, offre ai musicisti e al pubblico uno spazio incomparabile di creatività, d’ispirazione e d’incontri.
“I concerti hanno luogo in piccole ma magnifiche chiese antiche che appartengono ad abazie o a parrocchie e vengono scelte, in funzione dei programmi, per la qualità della loro acustica. Con luoghi da sogno come Castelmuzio, Sant’Anna in Camprena (Pienza) o Asciano, la regione delle Crete Senesi si rivela a tutti i partecipanti come une delle più belle e meglio conservate d’Europa. Il livello eccezionale dei concerti, così come la relazione tra lo splendore dei paesaggi e la ricchezza di una cultura che risale agli Etruschi, fanno di questo festival un evento unico per il pubblico italiano e internazionale. Obiettivo dell’Accademia, oltre ai concerti dati da grandi solisti o da ensemble rinomati, è di aiutare giovani talenti. Il programma è vasto ma di altissimo livello e percorre ‘ cinque secoli di musica contemporanea’ presentata ogni volta in modo nuovo, rivelatore e, almeno così ci auguriamo, entusiasmante!”
(Philippe Herreweghe) [Fonte: www.accademiadellecrete.com/it/programma/]

Bibliografia

Anna Maria Guiducci (a cura di), Museo d'arte sacra della Val d'Arbia, Siena, Protagon Editori Toscani, 1998.

Tuscany | Le Crete Senesi



Siena, Duomo
San Gimignano
San Qurico d'Orcia
         


Club Alpino Italiano | CAI Toscana
Le Sezioni Toscane del Club Alpino Italiano, in stretta collaborazione con l’Assessorato al Turismo ed al Servizioo Geografico della Regione Toscana, hanno censito 6.000 chilometri di sentieri sicuramente percorribili riportandone il tracciato sulla carta CTR regionale toscana al 10.000. Questo lavoro è servito per costruire la prima base dati del catasto dei sentieri toscani ed è consultabile cliccando sul link sottostante.
Mappa Sentieri Toscana | web.rete.toscana.it

Comune di Campagnatico | www.comunedicampagnatico.it

Il Palio dei Ciuchi

Questo articolo è basato sugli articoli Asciano, Collegiata di Sant'Agata (Asciano), Pieve di Sant'Ippolito (Asciano), Oratorio della Compagnia di Santa Croce, Chiesa della Madonna del Giardino a Camparboli, Cappella dei Santi Fabiano e Sebastiano, Chiesa di San Francesco (Asciano), Chiesa dei Santi Pietro e Andrea (Trequanda) dell' enciclopedia Wikipedia ed è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License.
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Asciano, Abbazia di Monte Oliveto Maggiore

 


La Casa Vacanze Podere Santa Pia è situata in un contesto paesaggistico di suggestiva bellezza, nel comune di Cinigiano, a meta' strada fra mare e montagna.Questa terra è caratterizzata da numerosi vini Doc, come Brunello, Vino Nobile di Montepulciano, Chianti Colli Senesi, Montecucco, etc…
Molte aziende produttrici di vino aprono le loro cantine per visite guidate e degustazioni.

I segreti della Maremma Toscana | Podere Santa Pia

 

Podere Santa Pia

Podere Santa Pia
 
Podere Santa Pia, giardino
 
Parco Naturale della Maremma
         

Grazioso gioiello di architettura rustica toscana, Podere Santa Pia è situata situata sulle splendide colline del valle d'Ombrone nel cuore della Maremma, da cui si gode una splendida vista sull’intera vallata, dai Monti dell’Uccellina fino al mare e Montecristo.

         
   
Anello – Serre di Rapolano – Asciano

   
Percorso tra Serre di Rapolano e Asciano nelle Crete senesi
Punto di partenza di arrivo: Serre di Rapolano
Lunghezza sentiero : 21 chilometri (circa)
Punti di interesse : Serre di Rapolano Rapolano Asciano Torre di Sant’Alberto Grancia Spedale di Santa

Maria della ScalaDa Serre di Rapolano (370 mslm), anticaGrancia dello Spedale di Santa Maria alla Scala di Siena (vedere stemma sulla porta) si volge verso Torre di Sant’Alberto (485 mslm) vecchio e diruto castello. Proseguendo su strade bianche che seguono il crinale dei poggi con magnifiche viste sul paesaggio aspro e arso (spesso) delle crete (da cretto, cioè terra spaccata dall’arsura) si arriva ad Asciano (183 mslm) dove conviene rifocillarsi con prodotti tipici e visitare il paese che merita una sosta. Lasciato Asciano si torna ad immergersi nel paesaggio senese raggiungendo di nuovo Serre che ci appare presto in alto davanti a noi.

[Fonte: Club Alpino Italiano | CAI Sez. Valdarno Superiore, Via Cennano 105 - Montevarchi (AR)]

APT SIENA | Informazioni e Servizi Turistici
Piazza del Campo 56 | Tel. +39 0577 280551




Da Buonconvento a Monte Oliveto Maggiore

   
A Buonconvento si prende il bivio che si diparte dalla SS2 Cassia, in direzione di Monte Oliveto-Chiusure e si segue la strada asfaltata per circa un chilometro, dove si prende a destra il Sentiero delle Crete n. 515 (3a del Trenonatura).

Tralasciata, poco dopo, una stradina a sinistra, si comincia a salire e l’itinerario diventa molto spettacolare, dopo il podere S.Carlo, con ampie vedute sulla Val d’Arbia, Montalcino e l’Amiata. Si prosegue in mezzo ad oliveti e piccole banditelle fino al podere Caggiolo. Qui ci troviamo di fronte ad una visione di incredibile bellezza sull’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, Chiusure ed i calanchi delle Crete. Si prosegue ancora su strada bianca (sent.515) fino al piccolo e caratteristico paese di Chiusure, si percorre la via principale e si prosegue per la strada asfaltata in direzione di Asciano. Dopo le ultime case, all’altezza di un deposito dell’acqua, un piccolo sentiero taglia a sinistra ed in breve si giunge all’Abbazia.

   
Da Buonconvento a Montalcino

   
Da Buonconvento a Montalcino | Montalcino - Abbazia di Sant’Antimo | Da Montalcino a San Quirico d'Orcia

   
L'itinerario inizia a Buonconvento dove, chi parte da questo borgo, invece di prendere il tratto asfaltato della Cassia per Torrenieri, prende la strada a destra per Bibbiano. Chi arriva invece da Ponte d'Arbia, in prossimità di Buonconvento, invece di girare a sinistra per il borgo, gira a destra per Bibbiano. Il percorso ricalca quello tracciato dal CAI sulla carta dei sentieri della Val d'Orcia al 25.000, anche se ci sono alcune imprecisioni. Circa 1 Km da Buonconvento si trova a sinistra l'inizio del tratto sterrato segnalato come 5d della direttrice Buonconvento - Castiglion del Bosco. Si seguono le frecce blu per circa 2,5 Km su strada sterrata girando intorno alla Villa di Castelrosi e percorrendo bosco e campi arati, tenendo la direzione per la torre (vedi foto) Usciti dal campo di gira a destra e si arriva in 500 mt a Segalari; alla piazzetta con il pozzo (Km 3,62) (senza arrivare alle case di Bibbiano) si gira a sinistra e poi ancora a sinistra sulla strada asfaltata per Montalcino che lasceremo quasi subito per dirigerci verso il podere Casalone in discesa. Aggiriamo questo agriturismo sulla destra giungendo ad una sterrata che prenderemo a sinistra. Ci sono dei segnali che ci indurrebbero a svoltare subito dopo a destra per Murlo, ma dobbiamo invece andare dritti fino a raggiungere e attraversare la ferrovia Siena-Grosseto alla Torre di Bibbiano. Si continua sulla sterrata oltrepassando l'agriturismo PiamPetrucci (Km 5,92) e poi si attraversa il ponte sull'Ombrone. (...)

Trekking in Toscana | Da Buonconvento a Montalcino | Montalcino - Abbazia di Sant'Antimo | Da Montalcino a San Quirico d'Orcia

[Comunità Toscana Il Pellegrino a.p.s.| www.francigenaintoscana.org]

 
Via Francigena | Da Gambassi Terme a San Gimignano

Partenza: Gambassi Terme, Chiesa del Cristo Re.
Arrivo: San Gimignano, Piazza della Cisterna.

   
Una tappa breve, comunque interessante per la bellezza del panorama che circonda la Via Francigena. Uscendo dal centro di Gambassi Terme ci si dirige verso il podere di Luiano attraversando terreni coltivati a vigne. Superato il podere incontriamo il Ponte della Madonna, sul Torrente dei Casciani che segna il confine tra la provincia di Firenze e quella di Siena e l'ingresso nel comune di San Gimignano. Da qui il percorso risale attraverso campi coltivati e bellissimi cipressi fino a giungere a Pancole, sede di un santuario mariano e tappa per il rifornimento di acqua. Il percorso prevede l'attraversamento del sottopoassaggio del grande edificio di culto. Poco dopo si intravede già il profilo turrito di San Gimignano, Ma prima di giungervi incontriamo l'incantevole pieve romanica di S. Maria a Cellole, terminata nel 1238, come ricorda un'iscrizione a fianco del portale. Dalla chiesa, attraversando le case di Sferracavalli è anche possibile una breve deviazione per la visita ad una necropoli etrusca con tombe a camera ipogea ben conservate, databil itra il IV e il I secolo a.C..

Si parte dal centro storico di Gambassi Terme e scendendo lungo la via Francigena si passa dal castello di Riparotta, ricordato nel XII secolo, e dalla Torre, antico casale posto nelle vicinanze del ponte sul Rio dei Casciani.
La strada continua fino ad arrivare al villaggio di Luiano di Sotto, dove si incontra la strada che portava a Volterra. Oltrepassato il Ponte della Madonna si entra nella terra di San Gimignano.
Lungo il tratto valdelsano senese si incontrano i resti del castello di Montecarulli e la piccola chiesa di Santo Pietro, citata nel XII secolo. Più avanti si passa per il Santuario di Pancole e per l'antico borgo fortificato di Collemuccioli con la sua caratteristica torre. Subito dopo appare la Pieve di Sant'Ilario di Cellole.
Proseguendo si arriva a San Gimignano, una delle mete più frequentate della Toscana, che appare tale e quale come fu costruita nel Medioevo.
Rifornimento idrico a Pancole, nessun punto di ristoro lungo il percorso.

 
Walking in Tuscany | Via Francigena | Da Gambassi Terme a San Gimignano


   
Da San Giovanni d’Asso a Monte Oliveto Maggiore

   

Itinerario circolare a piedi con partenza e arrivo alla stazione di San Giovanni d’Asso (linea Siena-Asciano-Monte Antico).
Lunghezza: km 18. Dislivello: 326 metri.
Tempo medio di percorrenza: 3/4 ore.
Condizioni del percorso: strade carrabili sterrate; nessuna difficoltà, sconsigliabili solo in caso di piogge recenti. Ristoro a Chiusure (bar) e a Monte Oliveto.

Walking in Tuscany | Da San Giovanni d’Asso a Monte Oliveto Maggiore

   

Wine in Tuscany, Strada del Vino Orcia | Castelnuovo Tancredi
La Strada del Vino Orcia è nata nel 2003 ed ha la sua sede ai piedi della Rocca a Tentennano di Castiglione d'Orcia. Tredici sono i comuni compresi nella DOC Orcia: Buonconvento, Castiglione d'Orcia, Pienza, Radicofani, San Giovanni d'Asso, San Quirico d'Orcia, Trequanda, Abbadia San Salvatore, Chianciano Terme, Montalcino, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Torrita di Siena.
L'elemento che accomuna il territorio su cui si snoda la Strada del Vino Orcia è il paesaggio, tra i più caratteristici e affascinanti della Toscana, forse la più bella campagna del mondo.


Vini della Toscana | Strada del Vino Orcia

La Tenuta di Castelnuovo Tancredi si estende per oltre 600 ettari sulle dolci colline senesi, tra Siena, le pendici di Montalcino e la Val d'Orcia. Note famiglie feudatarie si sono succedute nel tempo: Guglieschi, Borghese, Tancredi da cui ne deriva il nome, fino ai Venturini Del Greco attuali proprietari.
Questi ultimi, ormai presenti da 5 generazioni, hanno mantenuto intatto il sapore e la tradizione di un tempo riuscendo tuttavia a modernizzare tutte le attività.
Già nel 1315 infatti, le colline intorno al castello presentavano piccole estensioni boschive di querce, terreni seminativi e culture diffuse di olivo e vite. Agli inizi del 1700 le coltivazioni di olivi e viti erano notevoli, tali da giustificare un vivaio, un frantoio e numerose cantine.

Vini: Orcia Rosso L'Assedio DOC, Castelnuovo Tancredi Orcia bianco DOC, L'Ambasciatore Rosso IGT. [read more]
Castelnuovo Tancredi | Az.Ag. Castelnuovo Tancredi - 53021 Buonconvento - Siena | www.castelnuovotancredi.it



Castelnuovo Tancredi
Castelnuovo Tancredi

 

 

Podere Ferranesi

Situato vicino ad Asciano, il Podere Ferranesi è una vecchia fattoria, completamente rinnovata e ricostruita negli anni 2002-03 (Conix Architects, Belgio). Originario della metà del XIX sec. e abbandonato negli anni 50, l’edificio è rimasto un rudere fino al 2002.