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L'eremo di Montespecchio
L'eremo di Montespecchio[1]
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L'eremo di Montespecchio

   
   

Murlo è un delizioso borgo medievale a circa 20 chilometri a sud di Siena. Dal 1966, anno di inizio degli scavi in località Poggio Civitate, è diventato un centro importante per la conoscenza degli abitati etruschi. 
La campagna toscana ha conservato un fitto reticolo di pievi, da riferirsi tra la fine del X e la prima metà del XIII secolo,
L'eremo di Montespecchio si trova nel Comune di Murlo, in Provincia di Siena, all'interno della Riserva Naturale Basso Merse. Nonostante l'abbandono e l'avanzato stato di degrado, è tutt'oggi uno degli edifici romanici più belli ed affascinanti della provincia.
All'interno della Riserva Naturale del Basso Merse si svolge questo bell'itinerario che ha come meta principale le cave di serpentinite, il cosiddetto marmo nero di Vallerano. [3]
I frati di questo eremo agostiniano avevano la gestione delle cave di serpentinite di Vallerano e pare che gran parte dei loro proventi derivassero proprio dalla vendita del “marmo nero di Vallerano”, ricercatissimo nell’architettura romanica perché utilizzato per le decorazioni dicromiche degli edifici sacri. La stessa pietra è stata utilizzata nella chiesa alternandola a blocchi di una pietra calcarea rosa di provenienza locale.[1]

Questo eremo, difficile da raggiungere, cosi viene descritto in un documento del 1650: "L'antico eremo di S. Maria di Monte Specchio, unico luogo di Regolari dentro la felicissima Signoria di Mons. illustrissimo e Reverendissimo Arcivescovo di Siena dodici miglia distanze dal istessa Città, Monastero dello Ordine eremitano di S. Agostino della Congregazione dell'osservanza di Lecceto, è posto detto Monastero in Valle Orrida, in mezzo a selva di macchia cassa, e spessa".[2]

   
   
 
   
Mappa | L'eremo di Montespecchio


   

 

Informazioni e contatti

Associazione Pro Loco di Murlo
Telefono: 0577.814050
Mobile: 335.6859146
e-mail: prolocomurlo@gmail.com


[1] foto: Francesco Viti |www.panoramio.com
[2] Fonte:/www.cassiciaco.it
Montespecchio è l'unico fra i cinque eremi senesi di cui si conosca l'esatta data di fondazione e il nome dei fondatori. Il documento che ne attesta l'istituzione è datato 15 ottobre 1190; si tratta della registrazione di una donazione effettuata da Guazzolino Capolungo a nome suo e del fratello Aldobrandino. Essi donavano a Giovanni dell'eremo di Montespecchio tutto quello che possedevano in un luogo detto Piano degli altari, affinché vi si costruisse un eremo.

[3] Ci sono attestazioni generiche di trasporto di marmo nero (marmoribus nigris), senza citazioni di località, già per il 1227 nel libro I di Biccherna, mentre un documento successivo dell’Opera del Duomo (1264) attesta il trasporto di pietre dalla zona di Montepescini.Questo Ranieri, che anche se originario di Casciano abitava a Siena, si occupava di “organizzare” il trasporto del marmo con gli animali da soma degli uomini di Montepescini che come tutti i cittadini del contado senese, a quanto sembra dai regolamenti del Comune di Siena in vigore in quegli anni, erano obbligati a fare almeno due viaggi all’anno per il cantiere del duomo. Il problema del trasporto di questo materiale da Poggio alla Croce a Siena non doveva comunque essere da poco. Dai documenti di pagamento dell’Opera del Duomo si desume che il trasporto dei marmi dalle cave, almeno per tutto il Duecento, avvenne con animali da soma piuttosto che con carri, probabilmente per la scarsa presenza di strade carrabili. C’era bisogno quindi di un gran numero di viaggi e di persone in possesso di animali da soma, e per questo l’Opera del Duomo utilizza “faccendieri” come Ranieri di Giovanni da Casciano per coordinare i trasporti.

Il problema del trasporto di questo materiale da Poggio alla Croce a Siena non doveva comunque essere da poco. Dai documenti di pagamento dell’Opera del Duomo si desume che il trasporto dei marmi dalle cave, almeno per tutto il Duecento, avvenne con animali da soma piuttosto che con carri, probabilmente per la scarsa presenza di strade carrabili. C’era bisogno quindi di un gran numero di viaggi e di persone in possesso di animali da soma, e per questo l’Opera del Duomo utilizza “faccendieri” come Ranieri di Giovanni da Casciano per coordinare i trasporti.
Fonte: Barbara Anselmi, Il marmo nero di Vallerano, MurloCultura 2013 - Nr. 5| www.murlocultura.com




Notizie storiche su questo edificio sono reperibili sulla Carta Archeologica del Comune di Murlo al seguente link:http://www.bibar.unisi.it/node/346

Göran Söderberg, Annalisa Coppolaro, Chiese, pievi e segreti sula collina di Siena, Il Leccio 2013

Giorgio Botarelli, La cappella dell’Orsa, sotto il titolo della Madonna del Buon Consiglio |www.murlocultura.com
Lungo la strada che da Casciano porta a Montepescini, ai piedi della ripida discesa dall’Imposto, e cinquecento metri circa prima di Campopalazzi, proprio in corrispondenza del sentiero che sulla sinistra si stacca dalla via e conduce alle rovine dell’eremo di Montespecchio, si nota un modesto fabbricato rurale a pianta rettangolare, il cui aspetto odierno poco o nulla lascia trasparire della sua primitiva funzione di edificio adibito al culto sacro: una volta cappella dell’Orsa, aveva preso il nome dal pertinente podere, dotato di una casa colonica ubicata nelle immediate vicinanze, sul retro della dismessa chiesetta.




Bibliografia


Scali Luciano, L'eremo di Montespecchio. Un monumento da non perdere, Associazione Culturale di Murlo, Quaderni culturali, n. 3/2010.

Scali Luciano, Le finestre della chiesa di Santa Maria di Rocamadour a Montespecchio, Associazione Culturale di Murlo, Quaderni culturali, n. 2/2008.



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