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Talamone

E N G

Talamone, un pittoresco e solitario villaggio di pescatori, sorge su un piccolo promontorio, dominato da un'antica fortezza senese, all'estremo sud del Monti dell'Uccellina.


Walking trails in Tuscany Travel guide for Tuscany
       
   

Talamone


   
   


La leggenda vuole che il nome di Talamone arriva direttamente dall’ eroe greco Telamone, figlio di Eaco e Endeide, fratello del padre di Achille, Peleo. Dice che Telamone sia atterrato qui sulla via del ritorno dalla Calabria ed è sepolto proprio sotto la fortezza.

Storia

Antica e fiorente città già in epoca etrusca, vide combattere nel 225 a.C. sul suo territorio una decisiva battaglia tra romani e celti diretti verso Roma. Sin dalle epoche più remote è conosciuta dagli etruschi come Tlamun, dai latini come Talamo, e ancor prima, dai greci, come Telamòn (Θηλαμ?ν) o Thalamòn (Θαλαμ?ν). Talamone fu poi rasa al suolo da Silla per l'appoggio che i suoi cittadini diedero a Gaio Mario nel suo tentativo di marciare contro Roma al ritorno dal suo esilio africano.

Dominio degli Aldobrandeschi in epoca altomedievale, i quali costruirono l'imponente rocca nel corso del XIII secolo, passò ai senesi nella prima metà del secolo successivo. Tuttavia, le condizioni insalubri della Maremma e la malaria portarono Talamone a vivere secoli di degrado e abbandono, nonostante alcuni tentativi di recupero delle fortificazioni del borgo. Nel 1559 fu ceduto alla Spagna, entrando a far parte dello Stato dei Presidii, ma neanche questo riuscì a risollevare le sorti della decadente Talamone. Dopo il 1646 si verificò anche un grande spopolamento delle campagne, in seguito all'occupazione francese. Nel corso del XVIII secolo iniziò una lenta ripresa: la località è stata una tappa della spedizione in Egitto dell'ammiraglio Horatio Nelson, che partì nel 1798 da Tolone per Napoli, sostando a «la rade de Tagliamon sur les côtes de Toscane», come ha scritto Napoleone nelle sue Memoires.

Tuttavia, il nome della città è sicuramente legato all'impresa di Giuseppe Garibaldi e i suoi Mille, che qui fecero scalo nel 1860 per rifornirsi di acqua ed armi e per sbarcare trecentotredici garibaldini repubblicani. La casa dove soggiornò il patriota italiano, distrutta da alcuni bombardamenti, è stata recentemente ricostruita e vi è stata apposta una targa in ricordo dell'evento. Oggi Talamone è una rinomata località balneare del litorale maremmano e della Costa d'Argento, che vede nel turismo la sua principale risorsa.


   
   
Talamone, situato su un piccolo promontorio, sorge su di un promontorio roccioso, che si trova sul confine meridionale del Parco naturale della Maremma, in posizione dominante su tutto il tratto di costa che da Talamone arriva al Monte Argentario, il cosiddetto golfo di Talamone. Il territorio circostante è caratterizzato dalla presenza della vegetazione tipica della macchia mediterranea e da lunghe spiagge sabbiose, costeggiate da pinete.
La spiaggia situata sotto la fortezza è un vero gioiello, si lascia l’auto e si scende lungo una stradina fino a raggiungere lo storico stabilimento balneare denominato Bagno delle Donne.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa di Santa Maria Assunta, chiesa parrocchiale della frazione, è stata ricostruita nel 1949 dopo i bombardamenti del 1944 che distrussero il precedente edificio risalente al 1374 e rifatto nel XVII secolo. All'interno sono custodite alcune pregevoli opere seicentesche.
Chiesa della Madonna delle Grazie, piccola cappella rurale situata nei pressi del podere Santa Francesca lungo la strada provinciale che collega Talamone a Fonteblanda. Risalente al XVII secolo, si presenta con la facciata preceduta da un porticato con tre ordini di archi e con campanile a vela.
Cimitero di Talamone: si tratta di un piccolo e pittoresco camposanto situato lungo la strada che da Fonteblanda conduce al borgo di Talamone, poco prima dell'arrivo al porto. Al suo interno si trovano alcune cappelle funerarie, tra cui spicca il monumentale Mausoleo Vivarelli (1906), in stile liberty, opera dell'architetto Lorenzo Porciatti. Oltre alla chiesetta cimiteriale con semplice facciata a capanna si trovano tre cappelle funerarie, la cappella De Casa, la cappella Giovani e la cappella Valentini-Catani, pregevolmente decorate.


Architetture militari

 

Talamone
Talamone



Mausoleo Vivarelli

Cappella del Cimitero Talamone, il Mausoleo Vivarelli



Mura di Talamone: una prima cinta muraria fu costruita nel corso del XIII secolo dai conti Aldobrandeschi, mentre a partire dal 1465 iniziò un'opera di ristrutturazione affidata ai lombardi Elia Mattei, Pietro Giovanni e Giovanni Albini. Nel 1541 l'architetto Antonio Maria Lari diresse ulteriori lavori di restauro dopo consistenti danneggiamenti dovuti ad una violenta incursione di pirati. La fortificazione fu ristrutturata e potenziata dagli spagnoli nel corso dei secoli XVI e XVII. La struttura fu ulteriormente danneggiata da bombardamenti nel 1944 e lentamente iniziò nell'immediato dopoguerra un'attenta opera di restauro. Gli ultimi restauri sono stati effettuati nel 2012. Delle antiche porte d'accesso al borgo rimane oggi solo la cosiddetta Porta Garibaldi.
Rocca aldobrandesca, imponente fortezza che domina il borgo di Talamone, fu costruita verso la metà del XIII secolo per volontà degli Aldobrandeschi, con funzioni di avvistamento e di difesa sull'approdo sottostante. Ampliata e ristrutturata dai senesi nel secolo successivo, fu ulteriormente modificata nel corso del XV secolo. Semidistrutta da alcune incursioni di pirati, fu restaurata nella seconda metà del XVI secolo, con l'entrata della località nello Stato dei Presidii. Da ricordare, inoltre, che la rocca fu il punto di raccolta per i volontari che si imbarcarono a Talamone per la spedizione dei Mille, a seguito del temporaneo sbarco di Giuseppe Garibaldi. Nel 1944 la fortificazione ha subito alcuni danneggiamenti a causa di un bombardamento, a cui seguirono opere di restauro che hanno riportato la rocca agli antichi splendori.
Faro di Talamone, faro marittimo risalente al 1865, venne attivato dalla Marina Militare (all'epoca Regia Marina) per l'illuminazione del promontorio di Talamone. Il suo aspetto attuale è stato conferito dalla ristrutturazione avvenuta nel 1947.
Torre delle Cannelle, situata a nord del paese su un promontorio a picco sul mare nei pressi di Cala di Forno, è stata costruita dai Medici nella seconda metà del XVI secolo ai confini meridionali del Granducato di Toscana. Ristrutturata nel XVIII secolo, è stata dismessa nella seconda metà del secolo successivo. Attualmente è adibita a struttura alberghiera.
Torre di Capo d'Uomo, situata poco a nord di Talamone, all'interno del Parco naturale della Maremma, risale alla seconda metà del XVI secolo ed è stata edificata su di una fortificazione già esistente di epoca medievale. La struttura svolgeva importanti funzioni di avvistamento lungo il tratto costiero più a nord dello Stato dei Presidii. Restaurata nel XVIII secolo, è stata dismessa nella prima metà del secolo successivo, con l'ingresso di Talamone nel Granducato di Toscana. Attualmente è una residenza privata.
Altro[modifica | modifica wikitesto]
Monumento a Giuseppe Garibaldi, scultura situata nell'omonima piazza, vi è stata posta nel 1960 in occasione nel centennale dell'arrivo di Garibaldi a Talamone. Sul piedistallo in marmo sono incise le parole: «A GARIBALDI IL POPOLO DI TALAMONE 1860-1960».
Monumento ai caduti per la patria, imponente obelisco situato nel centro del paese, sulla terrazza panoramica che domina il perimetro est delle mura, è posizionato su di un piedistallo in marmo dove è posta una lapide in ghisa, decorata con motivi liberty e sormontata da un volto infantile scolpito. Nel marmo e sulla lapide sono incise alcune iscrizioni in onore dei caduti della prima guerra mondiale.

     
La cala Bagno delle Donne, sotto la fortezza, è circondata dalla scogliera e dal selvaggio promontorio dominato dalla rocca di Talamone. Vi si accede solo tramite una ripida scalinata. L'unica spiaggia di ghiaia è situata proprio in fondo ed è attrezzata con ombrelloni e sedie sdraio.
  Talamone, Bagno delle donne
Cala Bagno delle Donne è una cala di piccole dim ensioni 

Parco Regionale della Maremma

   

Il Parco Regionale della Maremma, noto anche come Parco dell’Uccellina, si estende lungo il tratto di costa compreso tra Principina a Mare e Talamone ed è delimitato verso l’interno dalla ferrovia Livorno-Roma. Ai quasi 9.000 ettari del Parco si aggiungono circa 8.500 ettari di area contigua.
Per visitare il parco si accede dai Centri Visita, situati ad AlberesCollecchio e Talamone, pagando un biglietto d’ingresso.

Il Centri Visite del Parco sono situati a Alberese e a Talamone.

Gli itinerari che interessano la zona di Talamone offrono la possibilità di affacciarsi sulla costa rocciosa del Parco e ammirare il panorama sul Mar Tirreno e sulle isole dell'Arcipelago Toscano.
Passato il cancello di entrata del Parco si cammina per un tratto sul crinale della collina con splendide aperture verso il mare e giunti all'incrocio, si gira a destra scendendo per un sentiero immerso nella macchia mediterranea. Si costeggia un'ampia e bella radura per poi immergersi nuovamente in una parte di bosco caratterizzata da alte piante di leccio. Si continua a salire incontrando numerose vecchie piazzole usate nel passato per fare il carbone. In una di queste è possibile vedere una carbonaia allestita a scopi didattici. Poco più avanti il sentiero continua attraversando un tratto di macchia più bassa e più rada. Raggiunto il crinale, il percorso si fa quasi pianeggiante. Si gira a sinistra e si riprende il sentiero principale continuando a camminare in mezzo alla macchia. Più avanti si incontra, sulla destra, una deviazione che permette di raggiungere in pochi minuti un "affaccio" panoramico. Da qui bisogna tornare indietro e, ripreso l'itinerario principale, si prosegue sul crinale ritornando sulla parte iniziale e quindi ritornando verso il paese.[1]

Walking in Tuscany | Parco Regionale della Maremma daTalamone

T1 - Punta del Corvo | 4 km circa, 2 ore e 1/2 circa

Partenza: Centro Visite Talamone
Percorso: 4 Km circa
Durata: 2 ore e 1/2 circa
Difficoltà: media.

Gariga e macchia caratterizzano questo itinerario che permette in tempi brevi di raggiungere il crinale di Punta del Corvo. Bellissima la costa che si può ammirare dagli squarci panoramici che si aprono lungo il percorso.


T2 - Cannelle | 9 Km circa, 5 ore circa

Partenza: Centro Visite Talamone
Percorso: 9 Km circa
Durata: 5 ore circa
Difficoltà: impegnativo

Da Talamone l'itinerario si collega all’antico sentiero doganale. Cisti e rosmarini costeggiano il percorso che poi si immerge nella fitta macchia.
La prima parte dell'itinerario T2 è in comune con il T1, si prosegue sul crinale fino al bivio in cui le segnalazioni ci inducono a scendere verso il mare.


T3 - Poggio Raso | 16 Km circa, 8 ore circa

Partenza: Centro Visite Talamone
Percorso: 16 Km circa
Durata: 8 ore circa
Difficoltà: impegnativo

Tra magnifici panorami della costa e dell'entroterra maremmano il sentiero raggiunge una zona dove la fitta vegetazione e la presenza di grotte ha consentito nel passato la latitanza di pericolosi e leggendari briganti.
La prima parte del sentiero T3 è comune ai percorsi T1 e T2.



Per visitare il parco si accede dai Centri Visita, situati ad Alberese, Collecchio e Talamone, pagando un biglietto d’ingresso.
Centro Visite Talamone

Via Nizza, 12 - Talamone (Gr)
Tel. +39 0564 887173 - Fax. +39 0564 887173
Open every day including holidays with the following timetable: from September 1 to June 30, 8.00 a.m. to 1.00 p.m.; from July 1 to August 31, 8.00 a.m. to 12.00 noon and from 5.00 p.m. to 8.00 p.m.

More info

Il Parco Regionale della Maremma | Gli itinerari ed i percorsi ed il costo dei biglietti

Il Parco della Maremma è aperto tutto l'anno, nessuno escluso.
L'ingresso, per tutti gli itinerari, è a pagamento.
Il costo dei biglietti varia di anno in anno ... controllate il sito ufficiale.

I biglietti di ingresso si acquistano presso il Centro Visite di Alberese o presso il Centro Visite di Collecchio o presso l'info point ed acquario di Talamone.

In base al periodo dell'anno alcuni itinerari possono essere limitati o con obbligo di guida od addirittura chiusi per motivi tecnici. Ad esempio in autunno, inverno e primavera le visite agli itinerari T1, T2 e T3, partenti da Talamone, sono sempre a pagamento, ma liberi ovvero sono senza obbligo di guida. In estate le visite agli itinerari T1 e T2 sono invece con obbligo di guida, mentre il T3 è chiuso.

 

 

 


Parco Naturale della Maremma

Punta del Corvo mappa
T1

 

T2
T2

 

T3

 

La Rocca aldobrandesca di Talamone presenta una sezione rettangolare, con quattro torri che si innalzano agli angoli; tre di queste presentano un aspetto molto simile, mentre la torre nord risulta più alta e massiccia rispetto alle altre. Nell'insieme, le pareti della rocca risultano rivestite in pietra.

Attorno alla rocca una serie di cortine murarie, facenti parte del circuito delle Mura di Talamone, circondano l'area sui lati che si affacciano verso il mare.

 

Talamone, La rocca senese

Rocca aldobrandesca di Talamone

 

Cenni storici

La fortificazione medievale sorse verso la metà del Duecento per volontà degli Aldobrandeschi, con funzioni di avvistamento e di difesa sul porto sottostante.

Nel corso del secolo successivo, la famiglia Aldobrandeschi concesse ai Senesi una serie di diritti sull'utilizzo del Porto di Talamone che, in cambio, provvederono ad eseguire una serie di lavori di ampliamento e di ulteriore fortificazione alla struttura preesistente; un'ulteriore serie di ristrutturazioni venne portata avanti nella seconda metà del Quattrocento.

Nella prima metà del Cinquecento, la rocca subì una serie di devastazioni piratesche. La fortificazione fu definitivamente recuperata nella seconda metà dello stesso secolo, quando la località entrò a far parte dello Stato dei Presidii; la ristrutturazione tardocinquecentesca ha conferito al monumento architettonico l'aspetto attuale.

In epoca moderna, la rocca fu il punto di raccolta per i volontari che si imbarcarono a Talamone per la Spedizione dei Mille, a seguito del temportaneo sbarco di Giuseppe Garibaldi.

Durante la Seconda guerra mondiale, la fortificazione ha subito alcuni danneggiamenti a cui seguirono opere di restauro che hanno riportato la rocca agli antichi splendori.

 

Tempio di Talamonaccio

La posizione strategica sulla costa tirrenica del poggio di Talamonaccio ha favorito la presenza di insediamenti umani già dal periodo Eneolitico. Tra la media età del Bronzo e la prima del Ferro fu un probabile centro marittimo e, dopo un periodo di abbandono, alla sommità del colle venne eretto un oppidum dotato di cinta muraria e necropoli (IV secolo a.C.).

Il tempio di Talamonaccio fu fondato verso la alla fine dello stesso secolo sulle pendici sud-est del poggio e rimase in uso anche dopo la conquista romana.

L'edificio, di tipo etrusco-italico, era posto su un alto basamento di roccia. Dal pronao, formato da quattro colonne, si accedeva alla cella centrale che ospitava la statua della divinità, ai lati due stretti ambulacri. La parte posteriore era chiusa e il tetto a doppio spiovente era costituito da una travatura in legno protetta da tegole in terracotta. Del tempio, oggi, sono visibili le sole strutture di base.

Intorno al 150 a.C. il tempio fu arricchito dal celebre frontone che rappresenta il mito dei "Sette a Tebe", la lotta fratricida Eteocle e Polinice, figli di Edipo re di Tebe, per la supremazia della città.

Nel 1982 fu esposto al Museo archeologico di Firenze. Da allora, il Frontone è stato inserito in varie mostre itineranti in tutta Italia. Stabilmente, il Frontone è custodito all'interno della Caserma Umberto I ad Orbetello, in Toscana.
[2]
La mostra, ospitata in un'ala della struttura, espone un raro esempio di frontone in terracotta risalente al 150 a.C., reperto di epoca etrusco-ellenistica venuto alla luce nei pressi di Talamone, che costituiva la parte superiore frontale dell'antico tempio etrusco di Talamonaccio. Esso costituisce l’iconografia artisticamente più importante che ci sia pervenuta del mito dei Sette contro Tebe, in quanto viene raffigurata la scena del combattimento tra i fratelli Eteocle e Polinice, figli di Edipo, durante l'assedio di Tebe. Nel 1982 fu esposto al Museo archeologico di Firenze. Da allora, il Frontone è stato inserito in varie mostre itineranti in tutta Italia.

Coordinate 42°33′06″N 11°10′11″E

 

 

Frontone di Talamone
Frontone di Talamone [Photo by Nicolò Musmeci]

Il Frontone di Talamone è un raro esempio di frontone in terracotta risalente al 150 a.C., reperto di epoca etrusco-ellenistica venuto alla luce nei pressi di Talamone. Nel 1982 fu esposto al Museo archeologico di Firenze

 

Museo archeologico di Firenze, frontone di Talamone 2
Museo archeologico di Firenze, frontone di Talamone[5]

Talamonaccio

I ruderi del tempio di Talamonaccio[3]

 

Il Frontone di Talamone è un raro esempio di frontone in terracotta risalente al 150 a.C., reperto di epoca etrusco-ellenistica venuto alla luce nei pressi di Talamone (GR), che costituiva la parte superiore frontale dell'antico tempio etrusco di Talamonaccio. Esso costituisce l’iconografia artisticamente più importante che ci sia pervenuta del mito dei Sette contro Tebe, in quanto viene raffigurata la scena del combattimento tra i fratelli Eteocle e Polinice, figli di Edipo e Giocasta, durante l'assedio di Tebe.
Nel 1982 fu esposto al Museo archeologico di Firenze. Da allora, il Frontone è stato inserito in varie mostre itineranti in tutta Italia. Stabilmente, il Frontone è custodito all'interno della Caserma Umberto I ad Orbetello, in Toscana.



Storia

 

La località fu fin dall’antichità sede di insediamenti prima Etruschi (tracce della città etrusca di Tlamu sono state scoperte nel 1888 su una collina, detta Talamonaccio, a breve distanza dall’attuale borgo) e poi Romani. L’importanza di Talamone le deriva dalla scoperta, avvenuta negli ultimi anni del XIX secolo, dei resti di uno splendido frontone di un tempio etrusco di età ellenistica in cui è rappresentato il mito dei Sette contro Tebe. La scoperta è avvenuta in più fasi in seguito alla costruzione di un fortilizio militare, che portò alla distruzione di due cinte murarie, di case, di strade, riferibili sia al centro etrusco di IV secolo a.C. sia all’abitato altomedievale.
Furono recuperate le decorazioni in terracotta di un tempio, il primo nucleo di frammenti del ben noto frontone. Scavi regolari nella zona sono stati possibili solo dopo la smilitarizzazione dell’area, negli anni ’60. È stata quindi possibile una nuova e spettacolare ricostruzione del frontone. Il tempio si innalzava sulla pendice sud-est di Talamonaccio; la fronte era rivolta verso il mare e costituiva un punto di riferimento per le navi provenienti da sud, mentre il monumento non era visibile dalla baia sottostante. Il frontone presenta al centro Edipo cieco e inginocchiato, ai lati i suoi due figli morenti Eteocle e Polinice; a sinistra è Adrasto che fugge su una biga, mentre a destra è Anfiarao che sprofonda negli Inferi con il suo carro. Il frontone presenta alcune peculiarità che lo rendono unico nel panorama di analoghe creazioni nell’intera Etruria. Innanzi tutto il fatto che gli scultori si siano preoccupati di creare le figure inclinate in avanti, in modo che dal basso si potesse avere una visione migliore. L’altra particolarità non trascurabile è data dalla ricchezza dei personaggi e dalla complessità del “racconto” scultoreo. Subito dopo il ritrovamento i reperti furono trasportati a Firenze e il fro ntone venne ricomposto in una sala del Museo archeologico. Dopo i successivi scavi del 1962-1969, ma soprattutto dopo lo straripamento dell’Arno che danneggiò in maniera grave il Museo fiorentino, si pensò di procedere ad una nuova ricomposizione dell’intero rilievo, depurandolo di alcune imprecisioni e arricchendolo di nuovi contributi. Nel 2001 fu deciso di trasferirlo ad Orbetello dove si trova tuttora.
Nei primi decenni del III secolo a.C., in seguito alla caduta di Vulci e alla deduzione della colonia di Cosa, cominciò la lenta decadenza, anche se l’area urbana continuò a essere occupata, come indicano i resti di alcuni luoghi di culto dell’avanzato II secolo a.C. trovati all’interno delle mura. L’acropoli era collocata forse nei pressi della Porta Medina Caeli. Le necropoli si estendono a est, sulla penisola, lungo circa tre chilometri. Le principali sono situate nelle località il Brilletto, il Sale e Poggio alla Campana. Le tombe, scavate nella roccia o costruite a forma di camera o di cassone, furono esplorate fin dall’Ottocento e nella maggior parte furono trovate già gravemente depredate. A Orbetello è allestito il Museo Archeologico Comunale, nei locali della ex polveriera Guzman, che raccoglie materiali ritrovati nelle necropoli del circondario. Si segnalano dei frammenti di sfingi, espressione della statuaria funeraria arcaica di stile vulcente; il rivestimento di uno scudo circolare con un gorgoneion nel centro circondato da un fregio di animali in lotta; un cinturone bronzeo del VII secolo a.C. con disegni graffiti, oltre a statuette votive, specchi di bronzo e una serie di terrecotte ellenistiche votive e architettoniche. In
Piazza della Repubblica, in un locale appositamente destinato, è esposto il famoso frontone del tempio di Talamone rinvenuto tra i resti di un tempio etrusco di età ellenistica in cui è rappresentato il mito dei Sette contro Tebe.[4]

 

   

note

[1] Tratto da "Parco Regionale della Maremma, itinerari tra storia e natura" edito da Improgress s.r.l.
[2] Fonte: Le Vie degli Etruschi |www.inetruria.movimentolento.it
[3] This illustration was made by louis-garden, licensed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported license.
[4] Fonte: Il Frontone sul sito del comune di Orbetello
[5] Foto da Sailko - Opera propria, rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License.


 

Bibliografia

Aldo Mazzolai, Guida della Maremma. Percorsi tra arte e natura, Le Lettere Firenze, 1997;

Giuseppe Guerrini (a cura di), Torri e Castelli della Provincia di Grosseto (Amministrazione Provinciale di Grosseto), Nuova Immagine Editrice Siena, 1999.

Bruno Santi (a cura di), Guida storico-artistica alla Maremma. Itinerari culturali nella provincia di Grosseto, 2007, Nuova Immagine, Siena, p. 264.


 

 
   

San Qurico d'Orcia
Santa Fiora
Bagno Vignini, terme

Parco Naturale della Maremma | www.parks.it | Map | Itineraries | (Eng) (Deutsch) (It)

Parco Regionale della Maremma | http://www.parco-maremma.it | Itineraries | (Eng) (It)

Walking in Tuscany

ature reserves and beaches | The Tuscan and Etruscan coast

Il Parco Regionale della Maremma, noto anche come Parco dell'Uccellina (Parco dell'Uccellina) si estende su un'area rettangolare di 100 chilometri quadrati, e confina a sud e sud-ovest con il mare. Il Parco della Maremma, con la sua gamma di colline che scende verso il mare offre enormi possibilità per alcune delle passeggiate più spettacolari ed interessanti d'Italia. La flora protetta è di tipo mediterraneo a cuore (pinete, paludi, erbe aromatiche, antichi oliveti) e solo una bellezza mozzafiato. sentieri siano firmate fuori e mantenute in buone condizioni.

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Questo articolo è basato sugli articoli Rocca aldobrandesca (Talamone) e Talamone dell' enciclopedia Wikipedia ed è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License.