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Montalcino
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Montalcino


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Montalcino


   
   

Montalcino è un comune della provincia di Siena in Toscana. È una località nota per la produzione del vino Brunello. Si colloca nel territorio a nord-ovest del Monte Amiata, alla fine della val d'Orcia, sul confine amministrativo con la provincia di Grosseto.
La collina su cui si trova Montalcino è stata abitata probabilmente già in epoca etrusca.

Montalcino è menzionato per la prima volta in un documento del 29 dicembre 814, quando l'imperatore Ludovico il Pio concesse il territorio sub monte Lucini all’abate della vicina Abbazia di Sant'Antimo.

Sull'origine del nome di Montalcino esistono almeno due ipotesi. Alcuni ritengono derivi dal Mons Lucinus citato nel documento dell'814, nome in onore dalla dea Lucina o riferimento alla parola latina lucus, che significa "bosco sacro", o più genericamente "piccolo bosco". Altri, invece, fanno derivare il toponimo da Mons Ilcinus, dal latino mons (monte) e ilex (leccio), cioè "monte dei lecci", pianta assai diffusa nella zona rappresentata anche nello stemma cittadino. Con il trascorrere dei secoli il nome, ad ogni modo, si sarebbe poi trasformato, da Mons Lucinus o Mons Ilcinus, in Mons Elcinus e successivamente nell’attuale Montalcino.

Il primo nucleo abitativo si ritiene risalga al X secolo. In questo periodo la popolazione ebbe un notevole incremento demografico quando si trasferirono in città gli abitanti di Roselle. Il nucleo abitativo originario si sarebbe esteso nel corso dei secoli fino a raggiungere, nel XIV secolo, le dimensioni attuali.

Grazie alla posizione della città, dominante la cima di una collina, dai suoi viali la vista può spaziare sulle valli dell'Ombrone e dell'Asso.

In epoca medievale l'attività economica prevalente era la conceria e Montalcino disponeva di numerose fabbriche per la lavorazione del cuoio, fabbriche che erano celebri per la qualità dei loro prodotti. In seguito, come è successo a molti centri abitati della provincia di Siena, anche Montalcino conobbe una gravissima crisi economica e demografica.

Come molti dei borghi medievali della Toscana, Montalcino ha vissuto lunghi periodi di pace e che hanno consentito agli abitanti una certa prosperità. Questa pace e la prosperità, tuttavia, è stata interrotta da una serie di episodi estremamente violenti.

Nel corso del tardo Medioevo era ancora un comune indipendente di notevole importanza grazie della sua posizione sulla vecchia Via Francigena, la strada principale tra la Francia e Roma, ma col tempo Montalcino entrò nell'orbita della potente Siena.

Come un satellite di Siena, al momento della Battaglia di Montaperti 1260, Montalcino fu profondamente coinvolto nei conflitti in cui anche Siena era coinvolta, in particolare in quelli con la città di Firenze nel corso del XIV secolo e del XV. Come molte altre città dell'Europa centrale e dell Italia settentrionale, la città è stata anche coinvolti nelle lotte intestine tra i Ghibellini (sostenitori della Sacro Romano Impero) e i Guelfi (sostenitori del Papato). Fazioni dei due schieramenti controllarono la città in diversi momenti alla fine del periodo medievale.

Dopo la caduta di Siena 1555 i nobili senesi si arroccarono in città per 4 anni con la speranza di poter un giorno ritornare a Siena, dando vita alla Repubblica di Siena riparata in Montalcino. Ma alla fine anche Montalcino entrò a far parte del Granducato di Toscana fino all'Unita d'Italia 1861.

La situazione è radicalmente cambiata nella seconda metà del XX secolo. Nel caso di Montalcino la fortuna è stata quella di trovarsi nel mezzo di una delle più importanti zone di coltivazione di uva. Il territorio infatti è celebrato per la presenza dei vigneti di Sangiovese che producono il famoso Brunello di Montalcino e anche vengono utilizzati per la produzione di due DOC: il Rosso di Montalcino e il S.Antimo.
Forse il più famoso vino Toscano, deve il suo nome al colore particolarmente scuro degli acini del Sangiovese grosso (Prugnolo gentile) che i coltivatori del posto hanno ribattezzato appunto Brunello. E’ il classico esempio el prodotto agricolo quale veicolo di esportazione del nome e dell’immagine del territorio in tutto il mondo. La produzione, fiore all’occhiello dell’economia vitivinicola locale, si estende solo ed esclusivamente sul territorio comunale di Montalcino, ed ha visto riconosciuta la Denominazione di Origine Controllata e Garantita già dal 1980, uno dei primissimi vini in Italia. In questa terra di mezzo Toscana, immersa nel verde ed in equidistante da Siena, Grosseto ed il confine con l’Umbria, trova la sua massima espressione il vitigno Sangiovese di Toscana.


Montalcino, fortezza

 

Monumenti e luoghi di interesse

La fortezza di Montalcino

   
Le mura della città sono state costruite nel XIII secolo. La fortezza è stata costruita nel punto più alto della città nel 1361, ha struttura pentagonale ed è stata progettata dagli architetti senesi, Mino Foresi e Domenico di Feo. La fortezza incorpora alcune delle preesistenti strutture tra cui il mastio di Santo Martini, la torre di San Giovanni e un'antica basilica, che ora serve come cappella del castello.

Nei pressi della fortezza è la Chiesa di Sant'Agostino, con la sua semplice facciata romanica, costruita nel XIII secolo.
L'edificio adiacente alla chiesa era un tempo un convento, ma è sede del Musei riuniti, che è sia un museo civico che un museo diocesano. Il museo ospita varie opere, tra cui uno splendido crocifisso ligneo di ignoto artista di scuola senese, due bellissime sculture lignee XV secolo e alcune altre sculture in terracotta che sembrano essere della scuola dei Della Robbia. La collezione comprende anche un San Pietro e San Paolo di Ambrogio Lorenzetti e una Madonna col Bambino di Simone Martini.

Il Duomo, dedicato a San Salvatore, è stato originariamente costruito nel XIV secolo, ma ora ha un aspetto neo classico grazie ai lavori di ristrutturazione che ha subito nei primi anni del XIX secolo sotto la direzione dell'architetto senese Agostino Fantastici.

La piazza principale di Montalcino è Piazza del Popolo. L'edificio principale della piazza è il palazzo comunale, detto anche Palazzo dei Priori (fine XIII secolo inizi del XIV). Il palazzo è adornato con gli stemmi araldici dei numerosi podestà che hanno governato la città nel corso dei secoli. Un'altissima torre medievale è incorporata nel palazzo. Vicino al palazzo comunale, si trova una struttura rinascimentale con sei archi a tutto sesto, chiamata La Loggia, che è stata iniziata alla fine del XIV secolo, e finita nei primi anni del XV, ma che ha subito numerosi lavori di restauro nel corso dei secoli successivi.

 

Montalcino, Piazza del Popolo


Il Duomo di Montalcino

   

La concattedrale di San Salvatore è il Duomo di Montalcino. Fu eretta al posto dell'antica pieve di San Salvatore, che si ritiene sia stata costruita intorno all'anno 1000, ed elevata nel 1462 a cattedrale da Pio II.
La chiesa fu demolita e ricostruita dal 1818 al 1832 in stile neoclassico su disegno dell'architetto senese Agostino Fantastici.

Nel 1986 è divenuta concattedrale dell'Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino.

L'architettura è caratterizzata da un pronao formato da sei colonne con capitelli in stile ionico e trabeazione. Tre portali in facciata indicano la divisione dell'edificio in tre navate con volte a botte.

Il campanile è del secolo XVIII e per la sua costruzione vennero utilizzati materiali provenienti dalla pieve romanica di San Pietro in Asso.

Dell'altare maggiore, assemblaggio di elementi eterogenei, si conserva un disegno del 1828 del Fantastici. In fase esecutiva l'altare assunse dimensioni più contenute.

Tra le opere d'arte, da notare nel primo altare il dipinto con l'Immacolata Concezione con Gesù e Dio Padre, del 1588, capolavoro dell'attività giovanile del senese Francesco Vanni, che mostra un forte legame con la pittura di Federico Barocci.
Sull'altare di fronte, ancora di Francesco Vanni è il dipinto con San Giovanni Battista nel deserto, opera giovanile dell'artista.
Nell'altare della cappella del Suffragio si trova il dipinto, derivato dal Beccafumi, con San Michele Arcangelo che scaccia gli angeli ribelli dal Paradiso, di scuola senese dell'ultimo quarto del secolo XVI.
Nella prima cappella della navata sinistra sono stati ricomposti alcuni frammenti in travertino scolpito raffiguranti Cristo nella mandorla fra due angeli con turibolo, della seconda metà del secolo XI, che appartenevano al portale dell'antica pieve demolita nel 1817.
Nella sagrestia nella parete di fondo si trova attualmente il dipinto di Francesco Nasini raffigurante la Madonna Assunta tra angeli con i Santi Ippolito vescovo e Cipriano martire (1647), commissionato da Ippolito Senesi per l'altare di Sant'Ippolito e Sant'Antonio, poi demolito.

 

   
     
Montalcino
Montalcino



Il Museo Civico e il Museo Diocesano

   

Questo riunisce due entità museografiche, il Museo Civico e il Museo Diocesano; questo trova spazio dal 1997 negli antichi locali dell'ex Convento di Sant’Agostino, già intitolato ai Santi Filippo e Giacomo, eretto alla meta del XIV secolo (la data 1360, rinvenuta sotto l'affresco raffigurante "Santa Caterina delle Ruote", costituisce indubbiamente un importante termine per la datazione). L'edificio ha un impianto architettonico puramente romanico-gotico riscontrabile nella facciata a capanna della chiesa, che presenta un portale a cuspide e pinnacoli; significativo il rosone in marmo che lo sovrasta. II Museo Civico e Diocesano di Montalcino è uno dei più importanti musei d'arte medievale, moderna e archeologia della Provincia di Siena, fa parte del Circuito dei Musei Senesi, assolutamente da non perdere la sua visita. Collocato su tre piani conta 12 sale aperte al pubblico contenenti quasi 200 opere d'arte, divise in sculture, tavole e tele dipinte, affreschi, paramenti sacri, codici miniati, ceramiche, oreficeria.


   


Eveni in Toacana| Sagra del Tordo and the Torneo di Apertura in Montalcino

 

 

   
Montalcino, vicinanza



La chiesa di San Michele si trova in località Castiglione del Bosco a Montalcino.
Castiglione del Bosco è un piccolo borgo della campagna senese, circondato da meravigliose colline decorate da vigneti, ulivi e cipressi, con le rovine di un antico castello e una chiesetta con affreschi del Lorenzetti.
Castiglione del Bosco, conosciuto nel medioevo come Castiglione sull'Ombrone, fu un'importante fortilizio grazie alla sua posizione strategica tra Montalcino e Buonconvento.

Molto rimaneggiata, la chiesa di San Michele si presenta attualmente a pianta rettangolare, ad unica navata con copertura a capriate e con campanile a doppia vela del XVIII secolo. Sulla parete di fondo è visibile un affresco suddiviso in tre scene di Pietro Lorenzetti, sua ultima opera sicura. Gli affreschi, di grande respiro, scoperti verso il 1876, furono eseguiti nel 1345, come riporta l'iscrizione sotto il riquadro centrale dell'Annunciazione. A destra sono raffigurati i Santi Michele Arcangelo, Bartolomeo e Francesco d'Assisi e a sinistra i Santi Antonio abate, Giovanni Battista e Stefano.

Castiglione del Bosco, oggi fattoria agricola, si raggiunge percorrendo la SS2 Cassia fino a Buonconvento, da qui si seguono le indicazioni per Bibbiano dove si iniziano a trovare anche quelle per Castiglione. L'ultimo tratto della strada è sterrato ma in buone condizioni.

 

   
   

Pietro Lorenzetti, Annunciazione dei Santi in the Chiesa di San Michele in Castiglione del Bosco

 

Abbazia di Sant’Antimo è Castelnuovo dell’Abate

L’Abbazia di Sant’Antimo


Se da Montalcino ci dirigiamo in direzione sud, dopo circa 10 km incontriamo l’Abbazia di Sant’Antimo, uno dei maggiori edifici romanici della Toscana, immerso fra olivi secolari, splendidamente isolata nella campagna. La grande chiesa è parte dell’antico monastero che, secondo la tradizione venne fondato da Carlo Magno attorno all’anno 780. Forse alcuni monaci benedettini già vi risiedevano ma si sa per certo che nell’812 il convento esisteva. Frutto di un ex voto imperiale, l’abbazia divenne molto potente, favorita da donazioni e privilegi di papi e di imperatori. All’abate di Sant’Antimo era attribuito addirittura il titolo di Conte Palatino. Fu così che, verso il Mille, i possessi del monastero si estendevano da Lucca all’Argentario. Agli inizi del ’200, tuttavia, iniziarono i contrasti con Siena e l’inevitabile declino. Ci saranno alcuni tentativi di riforma anche spirituale ad opera di Santa Caterina da Siena e dei Guglielmiti, ma senza particolare effetti. Nel 1462 un papa di queste terre, Pio II Piccolomini, ne decreterà la soppressione. Nel 1992 il culto è rinato grazie alla presenza di di una comunità di canonici che seguono la regola di Sant’Agostino.

La grande chiesa romanica viene edificata a partire dal 1118, usufruendo di una grossa donazione del conte Bernardo degli Ardengeschi. Il modello ispiratore è quello francese, in particolare la grande abbazia benedettina di Cluny. La semplice facciata lascia intravedere la presenza originaria di quattro grandi arcate cieche, probabilmente di un loggiato mai realizzato. Il portale riccamente decorato con animali fantastici e fogliami, è più antico rispetto all’attuale edificio, forse del secolo X. L’architrave, del sec. XII, reca il nome del monaco Azzone dei Porcari, uno degli architetti della chiesa. Sul fianco sinistro un piccolo ma elegante portale del sec. IX con figurazioni geometriche. In fondo sorge il possente campanile quadrato, con due ordini di monofore e la cella campanaria a bifore. Interessanti le sculture e i bassorilievi ("Toro alato con testa femminile" e "Madonna col Bambino" decorano le pareti esterne dell’abside semicircolare con ulteriore absidiole radiali. Sul fianco destro, vi è un altro piccolo portale del sec. XI con raffigurazioni di animali fantastici, aquile e grifi. Sul lato destro sono ancora visibili i resti dell’antico monastero, tra i quali spicca la Sala capitolare, più antica rispetto alla chiesa.
L’interno è di grande suggestione. Di origine francese è o schema a tre navate, con quella centrale alta e luminosa con matronei, divise da alte colonne alternate ogni tra da pilastri a croce. La grande abside ha forma semicircolare con deambulatorio con cappelle a raggiera e una grande bifora in alto che la illumina. Di particolare interesse e pregio sono i capitelli, nei quali le maestranze italiane e francesi hanno dato il meglio di sè. Fra di essi va segnalato quello della seconda colonna a destra ("Daniele nella fossa dei leoni") attribuito al cosiddetto maestro di Cabestany. Dietro l’altare maggiore è un grande "Crocifisso" in legno inagliato e dipinto del 1250 circa. Un’altra statua lignea dipinta raffigurante la "Madonna col Bambino" è, invece, del 1260 circa ed è di un artista di area umbra. Le pareti del deambulatorio sono decorate da arcatelle cieche con affreschi quattrocenteschi raffiguranti un "Santo pontefice" e "San Sebastiano".
Una porta sulla navata destra introduce a quella che era la primitiva chiesa altomedieva, la cosiddetta "Cappella carolingia", ora sagrestia, con resti di affreschi del sec. XV. L’edificio è a navata unica con piccola abside. Sotto la Cappella carolingia, con accesso esterno, si trova la Cripta, probabilmente la più antica del genere in Toscana. Si tratta di un ambiente a tre navate con quattro colonne e abside. Vi si trova un altare, ricavato da una lastra sepolcrale romana del sec. IV.
Una porticina accanto al portale destro porta, tramite una scala a chiocciola ricavata nello spessore della parete, conduce alla "tribuna destra", un ambiente diviso in cinque stanze, ricavate nel sec. XV.

Adagiato su una delle colline che circondano l’Abbazia di Sant’Antimo è Castelnuovo dell’Abate in origine sottoposto alla signoria di Sant’Antimo. Oggi è un delizioso borgo con strette vie e vecchie case in pietra, due bei palazzi e una chiesa dedicata ai Santi Filippo e Giacomo. Poco oltre il paese si trovano le cave, ora abbandonate, da cui furono estratte le pietre di onice utilizzate per l’abbazia.

 


L'abside della Cappella Carolingia, attualmente sagrestia della chiesa.

Bassorilievo sulla parete esterna del campanile

 

Castelnuovo dell'Abate è un piccolo borgo medioevale che sorge sopra una piccola collina a circa 10 km da Montalcino, nel cui territorio comunale sorge. Il paese, già piccolo castello fortificato medioevale, prende l'appellativo "dell'Abate" dalla decisione dell'abate dell'Abbazia di Sant'Antimo un suo palazzo all'interno del circuito murario. Poi, quando nel 1462 l'abbazia fu soppressa per volere di Papa Pio II, il palazzo degli abati passò al Vescovo di Montalcino ed il palazzo fu soprannominato "Palazzetto del Vescovo". Quando, con l'Unità d'Italia, Montalcino divenne un comune, il paese di Castelnuovo dell'Abate entrò a far parte di esso come frazione geografica. Attualmente l'economia del piccolo borgo è basata soprattutto sul turismo (data la vicinanza - 0,5 km ca. - con l'Abbazia di Sant'Antimo) e sull'agricoltura (è in questa zona che viene prodotto il famoso Brunello di Montalcino.

 



Castelnuovo dell'Abate


Sant’Angelo in Colle

   
Sant'Angelo in Colle, borgo medievale di forma circolare, è situato nel comune di Montalcino in un territorio che contiene tutti i classici temi paesaggistici della Toscana. Nella Piazza Castello, la principale del piccolo paesino, ci sono la chiesa di San Michele Arcangelo, documentata fin dal 1212 e due ristoranti dove poter gustare l’ottima cucina locale, Trattoria Il Pozzo e Il Leccio.
Sul versante che guarda il Monte Amiata, si trova la chiesa di San Pietro. Al suo interno si trovava una preziosa tavola raffigurante la Madonna con il Bambino di Ambrogio Lorenzetti. Attualmente è custodita nella Chiesa della Misericordia.
La chiesa fu iniziata a costruire nel 1889 per custodire la preziosa opera della cosiddetta Madonna della Misericordia che si trovava dal 1760 nella chiesa di San Pietro. I lavori durarono a lungo e furono portati a termine nel 1909, la sagrestia e il campanile furono costruiti nel 1935.

 

 
Sant’Angelo in Colle

Il Castello di Velona è un' imponente fortilizio in formidabile posizione sulla valle dell’Orcia formato da due alti edifici a pianta rettangolare, uno dei quali ripristinato in “ stile ”, collegati da strutture minori.  

Castello di Velona

Badia Ardenga

La badia Ardenga si trova nella località omonima a Montalcino. Già monastero vallombrosano fondato nel XI secolo dai conti dell'Ardenga, fu soppresso da papa Pio II nel 1462. Di architettura romanica con elementi di cultura artistica lombarda e francese, si presenta attualmente molto rimaneggiata. In origine l'edificio era a tre navate, ridotte ad una, ed abside, attualmente mancante.

Sul cortile interno si affacciano un loggiato e un porticato. Si distingue il campanile a vela con trifore su colonnette e capitello. Sotto il presbiterio è una cripta del XII secolo, il cui accesso è a destra dell'altare maggiore, che originariamente era formata da sette piccole navate.

DOCG Brunello di Montalcino | Member companies of the DOCG Brunello di Montalcino |Abbadia Ardenga
Abbadia Ardenga
|
Via Romana 139 53024 Torrenieri (Montalcino) - Siena


 
Badia Ardenga
A Camigliano, immediatamente a nord, è la pieve dei Santi Biagio e Donato con la facciata seicentesca. Sulla parete destra, l’architrave del portale laterale, ormai chiuso (la cosiddetta "porta dei Battezzandi", risale al XII-XIII secolo. Sugli altari, una cinquecentesca "Madonna del Rosario" di area senese (sec. XVI) e dipinti seicenteschi (Madonna col Bambino in gloria con i Santi Biagio e Donato di Giuseppe Nicola Nasini, Adorazione dei pastori di scuola di Francesco Vanni).
Non distante da Camigliano, nell’omonima località, si trova la pieve di Santa Restituta, menzionata fin dal VII secolo. A tre navate, con grande abside semicircolare, è stata molto modificata in epoca romanica. Sopra l’architrave del portale è un frammento di travertino scolpito di età altomedievale.
La pieve è ricordata fin dall'anno 650 nella controversia tra i vescovi di Siena e di Arezzo, dove si dichiara esistente fino dai tempi del generale Narsete. La chiesa attuale, frutto di vari interventi, si presenta a tre navate con ampia abside semicircolare. L'impianto più antico, cui appartiene anche l'abside e il fianco sinistro con un piccolo portale (ora tamponato), ha ricevuto interventi di età romanica. Seppur rimaneggiata, anche la facciata sembra riferibile a questa seconda fase. Sopra l'architrave del portale è inserito un frammento in travertino scolpito di epoca altomedievale.

 

Storia

Montalcino è una città medievale, si nomina per la prima volta il 29 dicembre 814 quando Lodovico il Pio, figlio di Carlo Magno concede tutto il territorio in feudo ad Apollinare, Abate di S. Antimo.

La collina su cui si trova Montalcino è stata abitata probabilmente già in epoca etrusca.
Montalcino è menzionato per la prima volta in un documento del 29 dicembre 814, quando l'imperatore Ludovico il Pio concesse il territorio sub monte Lucini all’abate della vicina Abbazia di Sant'Antimo.

Sull'origine del nome di Montalcino esistono almeno due ipotesi. Alcuni ritengono derivi dal Mons Lucinus citato nel documento dell'814, nome in onore dalla dea Lucina o riferimento alla parola latina lucus, che significa "bosco sacro", o più genericamente "piccolo bosco". Altri, invece, fanno derivare il toponimo da Mons Ilcinus, dal latino mons (monte) e ilex (leccio), cioè "monte dei lecci", pianta assai diffusa nella zona rappresentata anche nello stemma cittadino. Con il trascorrere dei secoli il nome, ad ogni modo, si sarebbe poi trasformato, da Mons Lucinus o Mons Ilcinus, in Mons Elcinus e successivamente nell’attuale Montalcino.

Il primo nucleo abitativo si ritiene risalga al X secolo. In questo periodo la popolazione ebbe un notevole incremento demografico quando si trasferirono in città gli abitanti di Roselle. Il nucleo abitativo originario si sarebbe esteso nel corso dei secoli fino a raggiungere, nel XIV secolo, le dimensioni attuali.
Grazie alla posizione della città, dominante la cima di una collina, dai suoi viali la vista può spaziare sulle valli dell'Ombrone e dell'Asso.

In epoca medievale l'attività economica prevalente era la conceria e Montalcino disponeva di numerose fabbriche per la lavorazione del cuoio, fabbriche che erano celebri per la qualità dei loro prodotti. In seguito, come è successo a molti centri abitati della provincia di Siena, anche Montalcino conobbe una gravissima crisi economica e demografica.

Come molti dei borghi medievali della Toscana, Montalcino ha vissuto lunghi periodi di pace e che hanno consentito agli abitanti una certa prosperità. Questa pace e la prosperità, tuttavia, è stata interrotta da una serie di episodi estremamente violenti.

Nel corso del tardo Medioevo era ancora un comune indipendente di notevole importanza grazie della sua posizione sulla vecchia Via Francigena, la strada principale tra la Francia e Roma, ma col tempo Montalcino entrò nell'orbita della potente Siena.
Come un satellite di Siena, al momento della Battaglia di Montaperti 1260, Montalcino fu profondamente coinvolto nei conflitti in cui anche Siena era coinvolta, in particolare in quelli con la città di Firenze nel corso del XIV secolo e del XV. Come molte altre città dell'Europa centrale e dell Italia settentrionale, la città è stata anche coinvolti nelle lotte intestine tra i Ghibellini (sostenitori della Sacro Romano Impero) e i Guelfi (sostenitori del Papato). Fazioni dei due schieramenti controllarono la città in diversi momenti alla fine del periodo medievale.
Dopo la caduta di Siena 1555 i nobili senesi si arroccarono in città per 4 anni con la speranza di poter un giorno ritornare a Siena, dando vita alla Repubblica di Siena riparata in Montalcino. Ma alla fine anche Montalcino entrò a far parte del Granducato di Toscana fino all'Unita d'Italia 1861.

La situazione è radicalmente cambiata nella seconda metà del XX secolo. Nel caso di Montalcino la fortuna è stata quella di trovarsi nel mezzo di una delle più importanti zone di coltivazione di uva. Il territorio infatti è celebrato per la presenza dei vigneti di Sangiovese che producono il famoso Brunello di Montalcino e anche vengono utilizzati per la produzione di due DOC: il Rosso di Montalcino e il S.Antimo.



Nell’ameno paesaggio della Val d’Orcia, a pochi chilometri a Sud di Montalcino (Siena), si erge, ad un’altitudine di 661 metri s.l.m., la collina di Poggio Civitella, che tra querce, cerri e castagni ospita un sito archeologico poco noto, ma di grande importanza, poiché rappresenta uno dei pochi esempi di fortezza etrusca conservata, studiata ed ora anche visitabile.
Questo sito, negli anni ’20 del secolo scorso, fu identificato dall’archeologo Bianchi Bandinelli come un ‘castelliere’ protostorico, data la presenza di una cinta muraria sulla cima pianeggiante del poggio e la quantità di materiali preistorici e protostorici rinvenuti nella sue vicinanze. Nel 1951, invece, alcuni appassionati locali rinvennero materiali etruschi (un’olla d’impasto con all’interno un’oinochoe ed una kylix entrambe in bucchero) all’interno della cinta muraria, ma questo ritrovamento ancora non fu sufficiente a mutare l’opinione su questo sito. Anche il toponimo parlava da solo, in quanto “civitella” sembrava serbare in sé il ricordo di qualche cosa di molto più complesso di un semplice castelliere protostorico.[a]


[a] Poggio Civitella: una fortezza etrusca, a cura di Francesca Bianco | www.saecula.it
Il villaggio nasce nei decenni centrali del VI sec. a.C. probabilmente ad opera della città di Chiusi, distante circa 40 km, e viene abbandonato verso la fine dello stesso secolo.

Bibliografia

Bruno Santi (a cura di), L'Amiata e la Val d'Orcia, collana "I Luoghi della Fede", Milano, Mondadori, 1999, pp. 59 – 60. ISBN 88-04-46780-0


Ufficio Informazioni Turistiche Montalcino
Costa del Municipio, 8 - Montalcino
Tel. (+39) 0577 849331 - Fax. (+39) 0

Mercato Settimanale Montalcino e Torrenieri.
Montalcino: Venerdì 07.00-13.00
Torrenieri: 1° e 3° martedì del mese Viale della Libertà 07.00-13.00

Mappa | Siti di interesse

Abbey of Sant’Antimo website

Trekking in Toscana | Anello – Abbazia di Sant’Antimo

Montalcino Trekking Urbano | www.assessoratoturismomontalcino.com


Ristauranti a Montalcino




  Ristauranti a S.Angelo in Colle

Castello Banfi La Taverna
Castello di Poggio alle Mura | Poggio Alle Mura, 53024 Poggio alle Mura
Aperto per Pranzo
Lunedì - Sabato, orario 12.30 - 14.30
(30 Gennaio - 08 Dicembre)
Lunedì - Domenica, orario 13.00 - 14.30
(8 Aprile - 4 Novembre)
Aperto per Cena
Lunedì - Domenica orario 19.30-22.00
(1 Marzo - 3 Novembre)
www.castellobanfi.com

Re di Macchia
Via Soccorso Saloni 21, Montalcino
Tel: 0577-846116 email: redimacchia@tiscalinet.it
Chiusura: giovedì

Taverna del Grappolo Blu
Scale di via Moglio 1, Montalcino
Tel: 0577-847150
Sempre aperto
www.grappoloblu.it

Osteria di Porta al cassero
Via della Libertà 9, Montalcino
Tel: 0577-847196
Chiusura: mercoledì

Boccon di Vino
Loc. Colombaio Tozzi 201, Montalcino
Tel: 0577-848233
email: boccon-di-vin@libero.it
Chiusura: martedì
www.boccondivinomontalcino.it


Leggere di più | Ristoranti a Montalcino pdf


Il Giglio
Via Soccorso Saloni 5, Montalcino
Tel: 0577-848167 email: hotelgiglio@tin.it
Chiusura: martedì


Le Potazzine - La Vineria
Piazza Garibaldi 8, Montalcino
Tel: 0577-846054
Chiusura: martedì
www.lepotazzine.it
Il termine "Potazzine" a Montalcino
viene usato per indicare le cinciallegre,
piccoli uccellini vivaci e colorati
abitatori delle campagne toscane,
è per questo che "Potazzine"
diventa spesso un appellativo
affettuoso con cui nonni e genitori
si rivolgono alle loro bambine.

Ristorante Al Giardino
Piazza Cavour 2, Montalcino
Tel: 0577-849076
Closed: Sunday

Ristorante Trattoria L'Angolo
Via Ricasoli 9, Montalcinio
Tel: 0577-848017
Chiusura: martedì

 
Trattoria Il Pozzo

www.trattoriailpozzo.com
S. Angelo in Colle, Piazza del Pozzo
Telefono 0577 844015
Nel cuore del borgo medievale di S. Angelo in Colle, dove la Val d'Orcia incontra la Maremma, Franca e Paola Binarelli propongono ogni giorno, in una calorosa atmosfera familiare, i migliori piatti della cucina tipica del territorio.

Ristorante Il Leccio | www.trattoriailleccio.it
S. Angelo in Colle, Via Costa Castellare
Telefono 0577. 844 175
Frazioni di Montalcino: Camigliano, Castelnuovo dell'Abate, S.Angelo in Colle, S. Angelo Scalo, Torrenieri e Tavernelle.
Comuni confinanti: Buonconvento, Castel del Piano (GR), Castiglione d'Orcia, Cinigiano (GR), Civitella Paganico (GR), Murlo, San Giovanni d'Asso, San Quirico d'Orcia


 
   



Case vacanza in Toscana | Podere Santa Pia


Siena
 
Podere Santa Pia
Podere Santa Pia, giardino
         
         
         

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Da Buonconvento a Montalcino | Montalcino - Abbazia di Sant’Antimo | Da Montalcino a San Quirico d'Orcia

   
L'itinerario inizia a Buonconvento dove, chi parte da questo borgo, invece di prendere il tratto asfaltato della Cassia per Torrenieri, prende la strada a destra per Bibbiano. Chi arriva invece da Ponte d'Arbia, in prossimità di Buonconvento, invece di girare a sinistra per il borgo, gira a destra per Bibbiano. Il percorso ricalca quello tracciato dal CAI sulla carta dei sentieri della Val d'Orcia al 25.000, anche se ci sono alcune imprecisioni. Circa 1 Km da Buonconvento si trova a sinistra l'inizio del tratto sterrato segnalato come 5d della direttrice Buonconvento - Castiglion del Bosco. Si seguono le frecce blu per circa 2,5 Km su strada sterrata girando intorno alla Villa di Castelrosi e percorrendo bosco e campi arati, tenendo la direzione per la torre (vedi foto) Usciti dal campo di gira a destra e si arriva in 500 mt a Segalari.
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Trekking in Toscana | Da Buonconvento a Montalcino | Montalcino - Abbazia di Sant'Antimo | Da Montalcino a San Quirico d'Orcia
 


Anello di Sant'Antimo

   
Lasciati i mezzi nel parcheggio presso l’Abbazia (318 mslm), si prende il sentiero che si snoda perpendicolarmente alla sua sinistra, salendo in leggere ma decisa salita verso Villa a Tolli (532 mslm). Abbiamo raggiunto la metà del percorso.

Trekking in Toscana | Anello – Abbazia di Sant’Antimo
 

Nearby the town of Sant'Angelo in Colle
L'Abbazia Sant'Antimo sorge in una piccola valle poco distante da Montalcino e la si raggiunge tramite un breve tratto di strada sterrata.



Da Sant'Antimo a Bagno Vignoni

Sant'Antimo - Castello di Ripa d'Orcia - Bagno Vignoni - [Km 18, tempo di percorrenza 6 ore e 30].

E' un percorso piuttosto impegnativo ma regala panorami stupendi su tutta la Val d'Orcia, costellata di Rocche e paesi fortificati: questa era terra di confine tra la Repubblica di Siena e lo Stato Pontificio. Il trekking finisce a Bagno Vignoni, il piccolo paese conosciuto da secoli per la sua piazza costituita da una piscina termale, dove, nei secoli, si sono "curati" personaggi illustri quali Santa Caterina.

 


Bagno Vignoni
Partendo da Pienza, s’imbocca una carrareccia sino ad arrivare al paese di Montichiello, borgo celebre per aver conservato magnificamente le sue vestigia medioevali e per dar vita al “Teatro Povero”, una forma di rappresentazione teatrale recitata dai contadini del posto. Da Montichiello, si domina non solo la Val d’Orcia, ma anche l’Amiata e la stessa Pienza.

Lungo una panoramica carrareccia posta su un crinale e a metà strada tra la Val di Chiana e la Val d’Orcia, si prosegue verso Montepulciano, la città “Perla del Cinquecento”, passando attraverso i vigneti del Nobile, e inoltrandoci dentro boschi di querce e macchia mediterranea.

L’arrivo è vicino ad una fila di stupendi cipressi, presso il Tempio di San Biagio, opera dell’illustre Antonio da San Gallo Il Vecchio.

Mappa

Walking in Tuscany | Walk around Pienza | Montepulciano - Pienza

Anello di Pienza | 6 km, 3 ore di cammino (soste escluse)

   
Il sentiero parte da Pienza, tocca l’antica Pieve di Corsignano e ci permette poi di gustare appieno il tipico paesaggio della Valdorcia con i suoi campi di grano, spaziando con l’occhio fino al Monte Amiata.
E’ possibile, dopo la passeggiata, visitare Pienza e degustare i prodotti tipici.


Mappa

 

Mappe

Multigraphic Val d'Orcia, Kompass nr. 662;
Lago trasimeno and Kompass nr. 653 Pienza-Montalcino-Monte Amiata.
Kompass map 653 Pienza - Montalcino - Monte Amiata (1:50.000)
Touring Club Italiano (map 8 Toskana, 1:200.000)

 
Pieve di Corsignano


   
Podere Santa Pia offre una splendida vista sulla Maremma Toscana, fino al paese di Castiglione della Pescaia e Isola Montecristo

Wines in Tuscany
Il Brunello di Montalcino è un vino rosso a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) prodotto nel territorio del comune di Montalcino. Il Brunello di Montalcino può essere considerato, insieme al Barolo, il vino rosso italiano dotato di maggiore longevità.La vocazione del territorio di Montalcino a produrre vini di grande qualità è nota da molti secoli. Già nel Medio Evo gli statuti comunali regolamentavano la data d'inizio vendemmia, mentre durante l'assedio del 1553, il vino non mancò mai e Blaise de Montluc, alla difesa delle mura montalcinesi, per dissimulare le sofferenze "si arrubinava il volto con il robusto vino". Secondo il bolognese Leandro Alberti (1550-1631), Montalcino è: "molto nominato per li buoni vini che si cavano da quelli ameni colli.". L'auditore granducale Bartolomeo Gherardini nella sua visita a Montalcino del 1676-1677 segnala la produzione di 6050 some di vino descritto come " vino gagliardo, non però in gran quantità". Charles Thompson nel 1744 dice che "Montalcino non è molto famosa eccetto che per la bontà dei suoi vini".

Fino alla seconda metà del 1800 il vino più conosciuto ed apprezzato della zona era un vino bianco dolce, il Moscadello di Montalcino; fu in quel periodo che Clemente Santi iniziò a studiare le potenzialità di un clone del vitigno Sangiovese, il Sangiovese Grosso, localmente chiamato Brunello a causa del colore particolarmente scuro degli acini. In seguito, intorno al 1860, il nipote di Clemente, Ferruccio Biondi-Santi (figlio di Jacopo Biondi e di Caterina Santi) iniziò a produrre un vino rosso che dimostrò subito di possedere eccellenti qualità.

Nel 1869 un Vino Scelto (Brunello) della vendemmia 1865 fu premiato con medaglia d'argento dal Comizio del circondario. Nel 1893 il Ministero dell'Agricoltura premia un vino di Raffaello Padelletti e all'inizio del '900 il Brunello di Riccardo Paccagnini vince molti prestigiosissimi riconoscimenti sia nazionali (Esposizione Franco Italiana di Roma nel 1910), sia internazionali (grand prix per il Brunello 1894 e medaille d'or per uno del 1899). Il professor Martini della Scuola di Viticoltura e Enologia di Conegliano Veneto, nel 1885, in una conferenza su "La ricchezza avvenire della provincia senese", mette in evidenza che il Senese "è ormai conosciuto su tutti i mercati vinicoli nazionali ed anche nei principali esteri, per vari tipi di vino tra cui il Brunello di Montalcino".

Tuttavia il Brunello rimase per molti anni un vino conosciuto ed apprezzato solo nei dintorni della zona di produzione, anche a causa dell'elevato prezzo di vendita.

Le vicissitudini dell'inizio del XX° secolo portarono ad un decadimento della produzione vitienologica e pochissimi produttori tennero viva la produzione montalcinese fra le due guerre. Il Brunello di Montalcino fu presentato da alcune aziende alla Mostra dei Vini Tipici Senesi tenutesi a Siena nel 1932, 1933 e 1935. Dopo la seconda guerra mondiale si iniziò nuovamente a pensare alla produzione vitivinicola e alcuni ebbero la lungimiranza di proiettarsi nel futuro, accordandosi sulle regole di produzione del Brunello di Montalcino.

Dopo il 1950 la fama del Brunello di Montalcino si estese prima in Italia e poi all'estero.

La qualità del vino, la sua longevità e le sue caratteristiche possono variare, anche sensibilmente, nelle singole annate.
Risulta fondamentale, a tal proposito, l'andamento climatico durante la fase vegetativa (aprile-settembre), con le precipitazioni, le temperature e le escursioni termiche giornaliere che incidono profondamente sulle caratteristiche finali del prodotto di ogni singolo anno.
Tra le annate eccezionali sono da ricordare il 1945, 1955, 1961, 1964, 1970, 1975, 1985, 1988, 1990, 1995, 1997, 2004 e il 2006.

Castello di Poggio alle Mura, 53024 Montalcino (SI) | www.castellobanfi.it

Le visite guidate della Cantina sono disponibili su prenotazione:
* Lunedì – Venerdì, alle ore 16.00 dal 1 Marzo al 2 Novembre (festivi inclusi)
* Lunedì – Venerdì, alle ore 15.30 dal 9 Gennaio al 29 Febbraio e dal 5 Novembre al 21 Dicembre (festivi esclusi)

 

 


 

 

 

 

 

 

 


Banfi, Castello di Poggio alle Mura,
vista da Podere Santa Pia

Castello di Poggio alle Mura e Castello di Argiano, nelle vicinanze di Podere Santa Pia



Pienza
Santa Fiora
Castel Porrona, tra Cinigiano, Castiglioncello Bandini e Podere Santa Pia

 
Produttori DOCG Brunello di Montalcino [1]


   
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Consorzio del Vino Brunello di Montalcino

Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino è nato nel 1967, all'indomani del riconoscimento della D.O.C., come libera associazione fra i produttori intenzionati a tutelare il loro vino ed a valorizzarne le caratteristiche. Il Consorzio ha favorito la nascita di un tessuto produttivo fatto di aziende vecchie e nuove, piccole e grandi, unite da intenti comuni di rispetto della natura e aspirazione all’alta qualità del vino.
Il Consorzio organizza gli eventi in Italia e all’estero e la partecipazione dei produttori alle fiere. Cura l’immagine delle denominazioni montalcinesi mediante un ufficio stampa, diffonde notizie attraverso un sito web e numerose pubblicazioni in più lingue. Un’attività meno visibile ma molto importante è l’assistenza alla stampa specializzata e agli opinion makers per i quali vengono organizzate degustazioni e visite. Altrettanto importante l’assistenza ai soci sulle normative che regolano la produzione del vino.

Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, Piazza Cavour n. 8, 53024 Montalcino | www.consorziobrunellodimontalcino.it

 


Siena, Duomo
San Gimignano
San Qurico d'Orcia

 

 


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