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Val d'Orcia

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Campagnatico
Walking trails in Tuscany Travel guide for Tuscany
       
   


Campagnatico


   
   

Campagnatico sorge su un rilievo che si affaccia sull'ultimo tratto della Valle dell'Ombrone. Il centro sorse come possesso dell'Abbazia del San Salvatore al Monte Amiata, da cui passò sotto gli Aldobrandeschi, a cui apparteneva nel 973. L'uccisione di Omberto Aldobrandeschi nel 1259, citata da Dante Alighieri nella Divina Commedia [1], determinò il passaggio del castello sotto il Comune di Siena. I Visconti di Campiglia d'Orcia e i Tolomei di Siena si contesero il dominio, che passò quindi definitivamente alla città. Insieme a Siena, entrò a far parte, alla metà del XVI secolo del Granducato di Toscana, del quale poi ne seguì le sorti.[2]

 
Monumenti e luoghi di interesse

 
Chiesa di Santa Maria della Misericordia, attestata nel 1188, sorse all'ingresso del paese sui resti di una preesistente cella conventuale. Presenta una facciata a capanna, modificata con l'inserzione di un oculo agli inizi dell'Ottocento. L'interno, con pianta a croce latina, conserva dell'originario impianto medioevale il transetto e il presbiterio, con resti di affreschi trecenteschi di scuola senese (Cristoforo di Bindoccio e Meo di Pero), nella cappella maggiore centrale, e altri quattrocenteschi, riscoperti da un recente restauro, nelle cappelle laterali, attribuiti ipoteticamente a Francesco di Giorgio Martini.
Pieve di San Giovanni Battista, edificata nella seconda metà del Duecento secondo lo stile di transizione romanico-gotico. La facciata presenta un portale centrale a tutto sesto, con lunetta decorata e un piccolo rosone. L'interno è ad unica navata, sulla quale si aprono con archi a sesto acuto le cappelle laterali. Fu riutilizzata in funzione di campanile una delle torri della cinta muraria, a cui la chiesa si addossa. Conserva una duecentesca Madonna con Bambino di Guido di Graziano e un ciborio ligneo dipinto del XVI secolo.
Ex Chiesa di Sant'Antonio Abate, di stile romanico. La facciata, unica nel suo genere in Maremma, presentava in origine un portale centrale con ai lati due finestre, che vennero successivamente trasformate in porte. L'interno, ad unica navata è coperto nelle prime due campata da una capriata lignea e nella terza da una volta a botte in muratura. L'antico edificio religioso venne trasformato in teatro, inaugurato nel 1893, ma conserva ancora al suo interno alcuni frammenti di affreschi trecenteschi.
Convento di Santa Maria, complesso religioso di epoca medievale, successivamente abbandonato e trasformato in abitazione.


Campagnatico, Chiesa di Santa Maria della Misericordia


La Rocca aldobrandesca di Campagnatico si trova nella parte più alta del centro storico.
Una prima fortificazione venne costruita nel corso del X secolo dagli Aldobrandeschi e, nel corso dei secoli successivi, vennero completati i lavori di incastellamento del borgo che ebbero termine nel Duecento con la realizzazione della rocca e della cinta muraria.
La Rocca aldobrandesca di Campagnatico si trova in posizione dominante sull'intero abitato, sulla Valle dell'Ombrone e su tutto il territorio collinare circostante.
Il complesso è costituito da una torre a sezione quadrangolare, con un imponente basamento a scarpa. Le pareti sono completamente rivestite in pietra, con alcune finestre che si aprono ad altezze diverse; su un lato, la torre è addossata ad un'alta cortina muraria che rende il complesso ancora più possente.

Attorno alla torre si trovano alcuni edifici in pietra, originariamente facenti parte del complesso, che hanno subito alcune modifiche nei secoli scorsi.

Proprio in epoca Duecentesca iniziò a farsi sentire l'influenza senese che determinò una serie di conflitti che culminarono con l'uccisione di Omberto Aldobrandeschi, episodio ricordato anche da Dante Alighieri nella Divina Commedia (Purgatorio, XI, 52-72).

Tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento il luogo venne completamente assoggettato alla Repubblica di Siena. Dopo alcuni danneggiamenti subiti dalla rocca e dalla cinta muraria tra la seconda metà del Trecento e gli inizi del Quattrocento, l'intero complesso fortificato fu completamente ristrutturato utilizzando i materiali di recupero in pietra.
A metà Cinquecento, con la definitiva caduta della Repubblica senese, Campagnatico e la sua rocca entrarono a far parte del Granducato di Toscana e, da allora, ne seguirono le sorti.
Nei secoli successivi la rocca ha subito alcuni interventi di ristrutturazione e rimaneggiamento che hanno modificato in parte il suo aspetto originario.

 

Rocca aldobrandesca di Campagnatico
Le Mura di Campagnatico

 
La cinta muraria fu costruita dagli Aldobrandeschi tra il XII e il XIII secolo, su preesistenti strutture difensive risalenti al X secolo, per racchiudere e difendere il borgo castellano di Campagnatico. L'opera ultimata includeva anche alcune torri di avvistamento e la rocca.

Nella seconda metà del Trecento Campagnatico subì alcuni assedi, durante i quali la cinta muraria e le relative fortificazioni subirono danneggiamenti, in alcuni casi anche consistenti. Soltanto nel tardo Quattrocento, i Senesi riuscirono a completare l'opera di ristrutturazione delle mura.
Nel corso dei secoli successivi, la cinta muraria ha subito una serie di modifiche e rimaneggiamenti, che però non hanno fatto perdere, nel complesso, le originarie caratteristiche.

Le Mura di Campagnatico conservano, nell'insieme, gli elementi stilistici del XII e XIII secolo.
Presentano alcuni tratti a vista rivestiti in pietra, che delimitano le corrispondenti aree del borgo, ed altri tratti parzialmente o completamente addossati o incorporati alle pareti esterne di edifici del centro storico.
Delle originarie strutture fortificate lungo la cinta muraria si sono ben conservati il complesso della Rocca aldobrandesca ed un'altra torre, originariamente di guardia, in seguito trasformata nel campanile della Pieve di San Giovanni Battista, la cui area absidale è situata in prossimità del corrispondente tratto delle mura.

La Pieve di San Giovanni Battista, situata sui resti del sistema difensivo della rocca, del quale utilizza una torre come campanile, è un edificio dell'epoca di transizione dal romanico al gotico
Adotta uno schema a unica navata con presbiterio rialzato e cappelle inquadrate da ampi archi ogivali. Il portale centrale è architravato sotto un arco a tutto sesto decorato e la parte superiore della facciata presenta un paramento murario bicromo, ove si apre un piccolo occhio con elegante rosone.
All'interno, una duecentesca Madonna con Bambino attribuita a Guido di Graziano; un ciborio ligneo con sportelli dipinti del XVI secolo, e alcuni affreschi staccati dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie, raffiguranti Storie della Vergine, di Cristoforo di Bindoccio (1393).

 
Chiesa di Santa Maria della Misericordia, attestata nel 1188, sorse all'ingresso del paese sui resti di una preesistente cella conventuale.La chiesa di Santa Maria della Misericordia, nota storicamente come pieve di Santa Maria, è ricordata dal 1188.
La facciata in pietra è a capanna con unico portale sormontato da arco a tutto sesto e scandita da due finestre rettangolari e da un oculo centrale, risalenti al XIX secolo. L'interno è a croce latina, molto manomesso dopo il restauro degli inizi del XIX secolo. Le uniche parti antiche sono il transetto rialzato, coperto a travature lignee, e la zona presbiterale con la cappella maggiore con volta a crociera, affiancata da due cappelle laterali con altari barocchi.
Gli affreschi della cappella centrale, di maestri senesi tardo trecenteschi (Cristoforo di Bindoccio e Meo di Pero), sono in parte nascosti da vari strati di tinteggiature. Tracce di dipinti murali quattrocenteschi sono venute alla luce nella cappella a destra.

Il Convento di Santa Maria si trova in Via del Convento, strada che costeggia l'area absidale della chiesa di Santa Maria della Misericordia.

Il complesso religioso sorse in epoca medievale, più precisamente nel corso del Trecento, in posizione attigua rispetto alla più antica Pieve di Santa Maria, luogo di culto attualmente denominato chiesa di Santa Maria della Misericordia.

La struttura conventuale, rimasta attiva per diversi secoli, fu definitivamente abbandonata in epoca moderna, andando incontro da allora verso un lento ma inesorabile degrado, che ha portato l'antico complesso fino ai giorni nostri in stato di abbandono.

Il fabbricato, pur necessitando di interventi di restauro, si articola a forma di L e conserva le originarie strutture murarie esterne interamente rivestite in pietra, ove sono ben riconoscibili alcuni elementi architettonici di epoca medievale, come ad esempio un portale d'ingresso con arco a tutto sesto, sopra il quale si apre una finestra rettangolare a sua volta sovrastata da un arco tamponato a sesto acuto, con la lunetta in laterizio. Un altro elemento originario dell'epoca di costruzione è il possente basamento a scarpa che caratterizza la parte angolare destra della facciata, adattandosi all'orografia del poggio su cui è situato.

 
Chiesa di Santa Maria della Misericordia
Chiesa di Santa Maria della Misericordia


Chiesa di Sant'Antonio Abate
La chiesa di Sant'Antonio Abate è un edificio sacro, oggi soppresso, situato a Campagnatico.

Di origine medievale, fu sconsacrata nel XIX secolo e destinata a teatro, inaugurato nel 1883. L'edificio è stato restaurato nel 1993-95.

La facciata in arenaria conserva in gran parte l'originario aspetto romanico; è scandita da un portale centrale archivoltato affiancato da due ampie arcate a tutto sesto.

L'interno è ad aula unica divisa in tre campate, le prime due con copertura a travi lignee, l'ultima con volta a botte. Nei recenti restauri sono stati scoperti dipinti murali frammentari riferibili a Meo di Pero e Cristoforo di Bindoccio. Si tratta di un Cristo salvatore entro mandorla e di Tre Santi, racchiusi entro cornici dipinte con l'effigie della campana, simbolo del Comune.
 
     
Nei dintorni

   

Pieve Vecchia, situata a sud di Campagnatico nei pressi del fiume Ombrone, vicino all'agriturismo Fontepietri, fu costruita attorno all'anno Mille in aperta campagna, riutilizzando la cisterna di un'antica villa romana situata in loco.
Consacrata nel 1018 con l'intitolazione a Sant'Angelo, l'edificio religioso svolse nel corso del tempo la funzione di pieve per la popolazione residente nelle campagne a sud di Campagnatico.
Il progressivo abbandono dell'area pianeggiante per il rischio malaria, a vantaggio dei borghi situati nelle vicine aree collinari, determinò un lento ma inesorabile declino per la pieve, le cui funzioni vennero successivamente svolte dalla pieve di San Giovanni Battista a Campagnatico.

In seguito, fu inevitabile un lunghissimo periodo di degrado per l'edificio religioso.

La Pieve Vecchia si presenta come un tipico edificio religioso rurale ad aula unica e dalle linee semplici.
Nel complesso, la struttura architettonica è costituita da un basamento in cementizio, corrisponente all'antica cisterna romana, a sua volta sovrastato da pareti rivestite prevalentemente in pietra.
Al centro della facciata si apre il portale ad arco ribassato in laterizio, sopra il quale si trova una grande apertura di forma quadrangolare.

 

 

Pieve Vecchia

Cicloturismo nella Maremma in Toscana | La bassa valle dell’ Ombrone

Campagnatico - Marrucheti - Istia d’Ombrone - Arcille - Sant’Antonio - Campagnatico

Punto di partenza e arrivo: Campagnatico
Distanza: 42.3 km
Dislivello: 340 m
Tipo di strada: asfalto
Bicicletta: strada e tuttoterreno
Difficoltà: media
NOTE: L’itinerario compie un anello intorno alla valle dell’Ombrone nella sua ultima parte tra i contrafforti dell’Amiata e la città di Grosseto.

 

 

 

Surroundings of Asciano  
Il Monte Leoni è un gruppo collinare che si sviluppa nei territori comunali di Grosseto, Campagnatico e Roccastrada in provincia di Grosseto, Toscana. Con la sua vetta di 616 m s.l.m. segna il punto più elevato del comune di Campagnatico, oltre ai limiti amministrativi nord-occidentali. Il versante situato nel comune di Roccastrada comprende l'Oasi Faunistica di Monte Leoni.
Sulle propaggini del Monte Leoni si svilupparono borghi e paesi, tra i cui sono da annoverare Batignano e Montepescali, Montorsaio e Sticciano.

Tra le architetture rilevanti ricordiamo il Convento di San Benedetto alla Nave, e la Chiesa di Monteleoni.

L'Abbazia di San Bartolomeo a Sestinga si trova nel comune di Castiglione della Pescaia, a circa un chilometro a nord della frazione di Vetulonia, in provincia di Grosseto.
Sorge sul poggio di Badia Vecchia, inglobata in un complesso rurale.
Nell'XI secolo era stato fondato qui il primo monastero, poi spostato alla fine del XII secolo nella località "Il Convento", dove si trovano i ruderi di un'imponente costruzione a pianta rettangolare con una torre angolare.
Divenne un insediamento di grande potenza e mantenne intatto il suo potere fino alla metà del Duecento quando, nell'ambito della generale decadenza dell'ordine benedettino, passò agli Eremitani Agostiniani e iniziò una fase di progressiva decadenza.
All'inizio del Settecento il convento era completamente diruto mentre la chiesa ancora officiata necessitava di restauri; in seguito alla soppressione leopoldina tutto il complesso cadde in rovina.

 

 
Abbazia di San Bartolomeo a Sestinga

La chiesa di Monteleoni era un edificio religioso situato presso l'omonimo insediamento castellano situato sulla vetta collinare di Monte Leoni.
Di origini medievali, la chiesa rientrava originariamente nei confini pastorali della diocesi di Grosseto, in base al contenuto di una bolla papale risalente al 1188. In seguito, il luogo di culto entrò in orbita senese, seguendo il destino dell'insediamento fortificato presso il quale si trovava; dopo l'abbandono definitivo del castello avvenuto in epoca rinascimentale, la chiesa risultava tra i beni posseduti dello Spedale di Santa Maria della Scala di Siena. Dal Cinquecento in poi si perdono completamente le notizie, essendo plausibile il definitivo abbandono anche dell'edificio religioso, a causa della sua posizione decentrata ed isolata alla sommità di un'altura impervia.
Della chiesa di Monteleoni, di cui sono state perse completamente le tracce, non è ancora nota quale fosse l'originaria intitolazione. La sua ubicazione è stata facilmente identificata grazie ai vari documenti storici e al toponimo.

Il Castello di Stertignano, denominato anche Castello di Fondona, si trova su un'altura nella parte sud-occidentale del territorio comunale di Campagnatico (GR), raggiungibile imboccando la strada per Istia d'Ombrone e deviando a destra poco prima della chiesa di Marrucheti, presso la località rurale di Stertignano che si caratterizza per un insieme di poderi e coloniche nel cuore dell'area faunistica venatoria Il Grasceton.
Il castello venne edificato nel corso del Duecento dalla famiglia Aldobrandeschi, che lo controllò per circa un secolo, fino alla vendita effettuata nel corso del Trecento alla famiglia Orlandini.
Dopo un breve passaggio di proprietà in favore dei Cerretani, il complesso entrò nelle mire espansionistiche di Siena, venendo inglobato nel Quattrocento all'interno del territorio controllato dalla Repubblica di Siena.
A metà Cinquecento, la definitiva caduta di Siena consegnò il complesso fortificato ai Medici, sotto il Granducato di Toscana; nei secoli successivi, il complesso è rimasto sempre di proprietà privata.

Il Castello di Stertignano si presenta attualmente come un complesso rurale agrituristico, nel quale sono ben evidenti le originarie strutture murarie medievali in pietra risalenti al castello duecentesco, che furono inglobate durante i lavori di ricostruzione settecentesca.
Del periodo medievale, rimangono anche alcuni tratti delle originarie mura difensive disposte attorno al complesso principale, costituito da due corpi di fabbrica addossati tra loro, di cui quello occidentale a pianta quadrata e leggermente rialzato rispetto al corpo di fabbrica orientale caratterizzato da una planimetria a sezione rettangolare.


Montorsaiosi trova sulla vetta di una collina a nord-est di Batignano, che costituisce una delle propaggini sud-orientali del massiccio di Monte Leoni. Il paese sorse in epoca medievale e venne controllato nel corso del tempo da varie famiglie, tra le quali gli Ardengheschi, che detenevano numerosi feudi tra gli attuali territori comunali di Civitella Paganico e Roccastrada.
A metà Duecento il centro passò sotto il controllo dei Senesi, divenendo possesso della famiglia Salimbeni fino al tardo Trecento. Il dominio senese, esercitato anche tramite nobili famiglie, proseguì fino al 1555, anno che sancì la definitiva caduta della Repubblica di Siena ed il passaggio nel Granducato di Toscana di tutti i territori e le località, Montorsaio compreso.
Nelle vicinanze di Montorsaio sono presenti alcune cave di pietra, tra le quali anche una di sabbia silicea, e numerose miniere che in passato furono sfruttate per l'estrazione di argento, piombo ed antimonio.

Il paese conserva i resti delle mura perimetrali e dell'antico Cassero Senese, ravvisabili in un edificio che si affaccia su Piazza della Cisterna, dove si trova la monumentale Cisterna di Montorsaio.

La chiesa dei Santi Cerbone e Michele è di origine medievale, mentre un'altra struttura religiosa è la chiesa del Crocifisso, ricostruita nel dopoguerra, ospita un Crocifisso ligneo del Seicento: quest'ultimo edificio religioso è noto anche con la denominazione di Chiesa della Compagnia di Santa Croce.

Nei pressi di Montorsaio, alle pendici di Monte Leoni, si trovano i resti del Convento di San Benedetto alla Nave, prima benedettino e poi dei Frati minori osservanti, che ospitò nel XIV secolo fra' Dolcino. Il convento, abbandonato nel 1751, fu in seguito trasformato in casale rurale.

Gli abitanti del paese sono noti come "albatrellai" a causa dell'abbondanza di "albatri" (Corbezzolo) nei boschi circostanti.


Campagnatico and its Surrounding Castles [in Google maps]
   
   

Frazioni di Campagntico: Arcille, Marrucheti, Montorsaio, Sant'Antonio
Altri nuclei sono Migliorini, Marrucheti, Pianetto, Granaione, Sabatina, Sticcianese e Sant'Antonio.


Visualizzazione ingrandita della mappa


Comuni vicini a Campagnatico

Cinigiano 9,7km | Civitella Paganico 12,3km | Roccastrada 16,5km | GROSSETO 18,4km | Castel del Piano 21,6km | Arcidosso 21,6km | Roccalbegna 22,1km | Scansano 22,2km | Seggiano 23,7km | Montalcino (SI) 26,2km | Santa Fiora 27,3km | Semproniano 27,8km | Monticiano (SI) 29,5km | Gavorrano 30,0km | Castiglione d'Orcia (SI) 31,0km | Magliano in Toscana 31,8km | Abbadia San Salvatore (SI) 32,3km | Buonconvento (SI) 32,6km | San Quirico d'Orcia (SI) 33,1km | Murlo (SI) 33,3km

 
   


[1] « L'antico sangue e l'opere leggiadre
d'i miei maggior mi fer sì arrogante,
che, non pensando a la comune madre,
ogn'uomo ebbi in despetto tanto avante
ch'io ne morì, come i Sanesi sanno
e sallo in Campagnatico ogni fante
Io sono Omberto ... »
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, Canto XI, 66)
[2] Campagnatico appartiene ai conti Aldobrandeschi dall'anno 973 fino alla metà circa del tredicesimo secolo, quando la Repubblica di Siena avviò il processo di assoggettamento di questo castello insediandovi nel 1249 un ufficiale cittadino ed una guardia della torre. Allo stesso periodo risale l'assassinio di Umberto Aldobrandeschi, riferito da dante nel canto undicesimo del Purgatorio (versetti 52-72).
All'autorità senese si contrappone il dominio dei Tolomei e dei Visconti di Campiglia. A Deo Tolomei venne assegnato nel 1274 il possesso del Comune di Siena per 20 mila lire dalla vedova di Deo. Tra il 1296 e il 1299 vennero acquistati da Siena anche i rimanenti 8/30 del castello rimasti ai Visconti. Nel 1317, Siena cedette il dominio di Campagnatico all'Ospedale di Santa Maria della Scala a garanzia di un prestito riscattato poi nel 1339. Nel 1363, il castello fu danneggiato dalla compagnia di ventura del Cappelletto.

Bibliografia

Federico Selvi, Paolo Stefanini, Biotopi naturali e aree protette nella Provincia di Grosseto: componenti floristiche e ambienti vegetazionali, "I quaderni delle Aree Protette", Vol. 1, cit. in maremmariservadinatura.provincia.grosseto.it.

Giulia Marrucchi. Chiese medievali della Maremma grossetana. Architettura e decorazione religiosa tra la Val di Farma e i Monti dell'Uccellina. Empoli, Editori dell'Acero, 1998.

Giuseppe Guerrini (a cura di). Torri e Castelli della provincia di Grosseto (Amministrazione Provinciale di Grosseto). Siena, Nuova Immagine Editrice, 1999.


Comune di Campagnatico | Piazza G. Garibaldi 2, 58042 Campagnatico GR | www.comunedicampagnatico.it

Il Palio dei Ciuchi

Abbazia di San Bartolomeo a Sestinga (it)

Riserva Naturale La Pietra (Map).
La Pietra Nature Reserve protects a territory almost entirely covered with woodlands between the stream Farma and the last stretch of the stream Farmulla.

Maremma Riserva di Natura - Provincia di Grosseto | www.maremmariservadinatura.provincia.grosseto.it


In questa area del portale puoi trovare le mappe interattive di tutte le aree protette della Provincia di Grosseto, realizzate con Google Maps e Google Earth.

Questo articolo è basato sugli articoli Campagnatico, Rocca aldobrandesca (Campagnatico), Chiesa di Monteleoni, Castello di Stertignano, Chiesa di Santa Maria della Misericordia (Campagnatico), Pieve di San Giovanni Battista (Campagnatico), Convento di Santa Maria (Campagnatico) e Chiesa di Sant'Antonio Abate, dell' enciclopedia Wikipedia ed è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License.
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Campagnatico.

I migliori ristoranti a Campagnatico

I sapori della Sardegna in Toscana | Agriristoro la casalinga | Ristorante La Casalinga Tamantino Campagnatico (GR)
Localita Podere Tamantino Snc, 58042 Campagnatico, Italia
+39 331 280 0953

Specialità sono i piatti della tradizione sarda, come il maialino arrosto, le seadas e i culurgiones.
Sito web | www.lacasalingatamantino.it

 

Travel guide for Tuscany

Podere Santa Pia si trova a Cinigiano tra Grosseto e Siena sulle colline della Maremma.
Il suo bellissimo panorama e la posizione strategica, immersa nella natura più incontaminata del Monte Amiata, rendono Podere Santa Pia una seconda casa per molti dei nostri ospiti che spesso tornano in questi luoghi magici.
Il Podere Santa Pia si trova sul crinale della collina di Cinigiano, principale centro storico dell’alta Maremma toscana e Cinigiano, capoluogo dell'omonimo comune e posto al centro dell'area del vino Montecucco DOC.

Itinerari e idee per visitare la Toscana | Case vacanza in Toscana | Podere Santa Pia

 

Podere Santa Pia
Podere Santa Pia, giardino
Podere Santa Pia
         

Monticchiello
Abbazia Sant 'Antimo
San Qurico d'Orcia
         



Bagni San Filippo
Santa Fiora
Paganico


         
     

La vicinanza di Podere Santa Pia, cipressi tra Montalcino e Pienza


La costa d'Argento | Il Mare e il Monte Argentario

   

Monte Argentario è fra i luoghi più famosi della Maremma e della Toscana; le sue bellezze naturali e i confort che offre ne hanno fatto un polo di grande richiamo turistico.

Il Promontorio è caratterizzato da coste alte e rocciose ed è ricoperto da una folta macchia mediterranea intervallata dalle coltivazioni di olivi e viti, produttrici di ottimi vini, come l'Ansonico e il Riminese. Originariamente era un'isola detta Insula Matidiae perché di proprieta di Matidia, nipote di Traiano. Per effetto di accumulo di detriti, si uni alla costa tirrenica tramite due cordoni sabbiosi che si formarono, Il Tombolo della Feniglia a sud e il Tombolo della Giannella a nord. Prese il nome di Promontorio Cosano, dalla antica città di Cosa colonia romana del 273 avanti cristo, ed è ricordato per la prima volta con il nome di Argentario nel poemetto 'De reditu' di Rutilio Namaziano (quinto secolo dopo Cristo). Il nome deriva forse dalla lucentezza delle rocce micacee o dall'ufficio di banchieri tenuto dalla famiglia romana dei Domizi Enobardi, proprietaria del luogo.

Dopo un lungo periodo di abbandono, sia i Pisani che i Senesi fortificarono il promontorio per difendere la costa dalle incursioni saracene. Porto Santo Stefano Il maggior centro di Monte Argentario e Porto Santo Stefano. Il paese digrada lungo le pendici del promontorio in una pittoresca baia della costa settentrionale. E' diventata una rinomata e frequentata stazione balneare grazie allo splendido mare e alle bellezze paesaggistiche che la circondano. Attorno al paese disposto a gradoni, splendide ville e antiche torri di avvistamento popolano i fianchi del golfo, mentre la costa, scoscesa è ricca di anfratti, e intervallata da terrazze a vigneti e dalla sempre verde macchia mediterranea.

Grazie ai suoi due porti, Porto Nuovo e Porto Vecchio, il paese svolge un'intensa attività commerciale e turistica basata sulla navigazione da riporto e sui collegamenti con le isole del Giglio e Giannutri. Testimonianze storiche rivelano che Santo Stefano sorse fra il quindicesimo e il sedicesimo secolo per mano di pescatori liguri ed elbani, che vi si stabilirono esercitando insieme la pesca e l'agricoltura.
A ricordo delle tradizioni marinare e di un peschereccio scampato all'assalto dei Saraceni, ogni 15 di Agosto, si disputa il 'Palio marinaro', manifestazione preceduta da uno spettacolare corteo in costumi spagnoli. Porto Ercole Il suggestivo borgo marinaro sorge sulla costa orientale dell'Argentario, in una baia riparata da un piccolo promontorio.
Le sue antichissime origini si fanno risalire agli Etruschi o ai Fenici, mentre deve il suo nome ai romani che lo chiamarono Portus Herculius, in onore del mitico Ercole. Dopo essere stato amministrato dalle casate degli Aldobrandeschi e degli Orsini, divenne possedimento senese e nel 1555 entro a far parte dello Stato dei Presidi.
Gli Spagnoli lo fortificarono ulteriormente con la costruzione di due fortezze: il Forte Stella e il Forte Filippo che, con la loro imponenza, dominano e rendono ancor piu affascinante il paesaggio. Oggi Porto Ercole è una delle più prestigiose località della costa Toscana, centro di vita cosmopolita frequentato da numerosi turisti e villeggianti.
Lungo il piccolo porto si affacciano negozi, locali alla moda e ritrovi notturni animati durante le sere estive. Molto vicino si trova Cala Galera, una suggestiva insenatura naturale in cui e sorto il nuovo porto.

Tombolo di Feniglia, situata nel comune di Orbetello. La Riserva naturale Duna Feniglia è una area naturale protetta statale istituita nel 1971.


In Maremma ci sono 3 strade del vino: Strada del Vino e dei Sapori Colli di Maremma, Strada del Vino e dei Sapori Monteregio di Massa Marittima, Strada del Vino Montecucco e dei Sapori d’Amiata.
Strada del vino Colli di Maremma
La Strada del Vino e dei Sapori Colli di Maremma è situata a nord-est della provincia di Grosseto, rappresenta l'essenza ed il cuore della Maremma stessa. Nata su un territorio che e legittimo definire il 'fiore della Maremma', comprende 13 Comuni e 4 DOC dei vini della zona.
Questo è un posto che racconta attraverso la sua cultura, la storia dell'uomo degli etruschi e forse anche prima, fino ai nostri tempi, ove il moderno ha preso spunto dalle tradizioni antiche e dagli usi più genuini. Dove la natura esprime il meglio di se con i suoi colori, il clima, i profumi e le colline quasi si specchiano nel mare. Ecco la campagna, l'agricoltura, un caposaldo dell'economia della zona. Dire agricoltura in questi posti e ricordarsi delle cose buone come formaggi, olio ma soprattutto vino è un tutt'uno.

Il Morellino di Scansano, Bianco di Pitigliano, Ansonica, Parrina, tutti i vini DOC riconosciuti su un territorio che parte dall'Isola del Giglio attraversa i Comuni di Monte Argentario, Capalbio, Orbetello, Grosseto, Magliano in Toscana, Scansano, Manciano, Sorano, Campagnatico, Roccalbegna e Pitigliano che sono meta di turismo di massa e di élite, per questo è stata prevista un'organizzazione strutturata ed atta alla realizzazione del massimo sviluppo delle risorse e delle attività economiche coinvolte. A Pitigliano, città del tufo, sorgerà il Centro d'Informazione e d'accoglienza.

ASSOCIAZIONE "STRADA DEL VINO COLLI DI MAREMMA
Ufficio del Comune di Scansano
Piazza del Pretorio, 4 58054 Scansano (Gr).

Strada del Vino e dei Sapori Monteregio di Massa Marittima

La Strada del Vino e dei Sapori Monteregio di Massa Marittima attraversa otto comuni della Maremma: Massa Marittima, Monterotondo, Montieri, Follonica, Scarlino, Gavorrano, Roccastrada e Castiglione della Pescaia. Lungo questo percorso troviamo il Vino Monteregio D.O.C.

Associazione Strada del Vino e dei Sapori Monteregio di Massa Marittima
Via Garibaldi 10, 58024 Massa Marittima


Strada del Vino Montecucco e dei Sapori d'Amiata

   
La Strada del Vino Montecucco e dei Sapori d’Amiata attraversa dieci comuni maremmani: Arcidosso, Campagnatico, Castel del Piano, Castell’Azzara, Cinigiano, Civitella Paganico, Roccalbegna, Santa Fiora, Seggiano e Semproniano. Su questo percorso troviamo il Vino Montecucco D.O.C.

Associazione Strada del Vino Montecucco e dei Sapori d'Amiata
Piazzale Capitano Bruchi 1, 58044 Cinigiano
www.stradadelvinomontecucco.it

Wines in Tuscany | Il Vino Montecucco D.O.C.
 

Da Paganico a Campagnatico | La Valle dell'Ombrone

   

Sviluppo: 8 km, Percorrenza: 0 min, Dislivello in salita: 280 m, Dislivello in discesa: 50 m.
Sulla destra orografica dell'Ombrone, questo percorso su strade sterrate conduce dalle mura medievali di Paganico al borgo di Campagnatico. Segnavia senza numero.

Anche se per la geografia la Valle dell'Ombroneè il cuore della Provincia di Grosseto, le colline sulle due sponde del fiume sono poco note ai visitatori di questa parte della Toscana, che le attraversano velocemente sulla superstrada che collega il capoluogo con Siena e Firenze. Boschi e fiumi, centri storici e monumenti isolati rendono la valle meritevole di una visita attenta. Dal punto di vista naturalistico, la zona più interessante coincide con le Riserve Naturali del Farma (1301 ettari, già citata nella sezione dedicata alle Colline Metallifere) e del Basso Merse (1778 ettari), al confine tra le Provincie di Grosseto e di Siena, che includono boschi di cerro e roverella e una ricca macchia mediterranea. La fauna comprende la martora, l'istrice, il cinghiale, il capriolo, il biancone, il merlo acquaiolo e probabilmente la lontra. Sulle due rive dell'Ombrone il paesaggio diventa più dolce, e alterna i campi coltivati ai boschi, agli incolti e ai filari di cipressi che ricordano la vicina Val d'Orcia. Una fitta macchia mediterranea riveste le colline di Sticciano, Batignano e Roselle, affacciate sulla pianura di Grosseto. Tra i numerosi centri storici meritano una visita Casal di Pari, Pari, Civitella Marittima, Paganico, Campagnatico, Sasso d'Ombrone, Batignano e Sticciano. La città etrusca e romana di Roselle è tra le più importanti della Toscana. Alle Terme di Petriolo ci si può collegare con i sentieri della Provincia di Siena, al castello del Belagaio si incontrano quelli del Trekking Roccastrada, a Cinigiano e Castiglioncello Bandini ci si collega con i percorsi dell'Amiata.
[Fonte: www.provincia.grosseto.it]

 

 

 

Tramonto dal Maremma
Parco Naturale della Maremma
Vini della Toscana