Abbadia San Salvatore

Abbadia di Sant'Antimo


Acquapendente


Arcidosso


Arezzo


Asciano


Badia di Coltibuono


Bolsena Lago


Bomarzo


Buenconvento

Campagnatico


Castell'Azarra


Castellina in Chianti


Castiglione d’Orcia

Castelnuovo Bererdenga


Castiglioncello Bandini


Castiglione della Pescaia

Celleno


Città di Castello

Cività di Bagnoregio


Gaiole in Chianti

Iris Origo

La Foce


Manciano


Maremma


Montalcino


Monte Amiata


Montecalvello

Montefalco


Montemerano


Monte Oliveto Maggiore

Monticchiello

Monticiano

Orvieto

Parco Naturale della Maremma

Piancastagnaio

Pienza


Prato

Pitigliano


Rocca d'Orcia

Roccalbegna


San Bruzio


San Galgano


San Quirico d'Orcia


Sansepolcro


Santa Fiora


Sant'Antimo


Sarteano


Saturnia


Scansano


Sinalunga


Sorano

Sovana

Sovicille


Talamone

Val di Chiana

Val d'Orcia

Vetulonia

Volterra




                     
 
Trekking in Toscana
             
 
E N G
La Via Francigena in Toscana

Walking trails in Tuscany Travel guide for Tuscany
       
   

La Via Francigena in Toscana

   
   

La Via Francigena è un itinerario che appartiene alla storia, una via maestra percorsa in passato da migliaia di pellegrini in viaggio per Roma. La storia narra che fu Sigerico, Arcivescovo di Canterbury che, recandosi a Roma in visita al Papa Giovanni XV, segnò l’inizio del cammino, noto come Via Francigena, determinando la nascita di uno dei più importanti itinerari di pellegrinaggio.
La Via Francigena fra tante "Francigene". Attraverso quali percorsi gli antichi pellegrini giungevano a Roma? Fra i numerosi tracciati “romei” che da varie parti d’Europa e d’Italia raggiungevano la capitale della cristianità, uno dei più anticamente documentati è l’itinerario detto "Via Francigena” o via “Francesca”, cioè proveniente dalla Francia. La sua origine risale all’età longobarda: quando infatti i Longobardi nel secolo VI stabilirono il proprio dominio sull’Italia settentrionale e centro-meridionale, creando un regno con capitale Pavia, si trovarono costretti, per raggiungere i propri ducati al di là dell’Appennino, a cercare un percorso sicuro, lontano dagli itinerari romagnoli e liguri, di origine romana e certamente più comodi, ma ormai controllati dai bizantini, i loro nemici irriducibili.
Diedero così impulso al percorso di Monte Bardone (‘Mons Langobardorum’), fra Fornovo, Berceto e Pontremoli, corrispondente grosso modo all’attuale passo della Cisa, attraverso cui raggiungere l’antico scalo marittimo di Luni, alla foce del Magra, e la Tuscia. Quando poi ai Longobardi subentrarono i Franchi, il percorso venne ampliato e consolidato in direzione della Francia (da cui il nome di “francigena”, attestato per la prima volta, non a caso, in documenti di questo periodo) e in direzione di Roma e del papato, che in Carlo Magno e nei Franchi aveva trovato preziosi alleati. Probabilmente fu allora che, con il consolidarsi dei traffici in direzione nord-sud, prese deciso impulso anche il pellegrinaggio verso i luoghi sacri della Città Eterna. Va sempre ricordato, però, che non si trattava propriamente di “una” strada ma di un insieme di percorsi usati in tempi diversi e forse con funzione diversa, a seconda dei tipi di traffico e delle vicende politiche, topografiche e climatiche delle varie zone. Non una sola Francigena, dunque, ma “tante” Francigene, confluenti tra di loro in alcuni punti nodali.


Il tracciato (o i tracciati) della Via Francigena

I più frequentati valichi “francigeni” attraverso le Alpi erano il Monginevro e il Moncenisio, confluenti, nel versante italiano, nel nodo viario di Susa. Altri punti di accesso erano il Grande e il Piccolo San Bernardo, il cui sbocco sul versante italiano è la valle d’Aosta. Fra tutti questi valichi, uno dei più frequentati dai pellegrini fu certamente quello del Moncenisio, il cui percorso di accesso all’Italia è segnato dall’antichissima abbazia di Novalesa e dalla Sacra di S. Michele, sorta nelle vicinanze del luogo che vide l’esercito di Carlo Magno aggirare a sorpresa lo sbarramento posto dall’esercito di Adelchi, figlio di Desiderio, ultimo re longobardo, di manzoniana memoria.
Altre tappe fondamentali furono Pavia, ex capitale longobarda, Piacenza, nodo viario importantissimo, Fidenza, punto di snodo fra i percorsi di pianura e il valico di Monte Bardone, e sul tratto appenninico, le città di Fornovo e di Berceto. Al di là degli Appennini, il percorso toccava Pontremoli e Luni. La decadenza del porto di Luni, avvenuta a partire dal secolo VIII, portò allo sviluppo di Sarzana, di Massa e Pietrasanta che, collocate lungo l’antica direttrice della via consolare Aurelia, divennero punti fondamentali del transito francigeno. Dopo Pietrasanta, lasciata la zona costiera, insicura a causa delle incursioni piratesche, il percorso più frequentato toccava Camaiore, Lucca, Altopascio, splendido esempio di centro di assistenza ed ospitalità tra i meglio organizzati dell’Europa medioevale.
Dopo Altopascio, il tracciato della Francigena toccava la Val d’Elsa e Siena. Da lì si innestava sulla Cassia romana, toccando Acquapendente, Bolsena, Montefiascone, Viterbo, Capranica, Sutri, Monterosi. Alla Storta, nei pressi di Roma, i pellegrini preferivano lasciare la Cassia, che attraversava zone malsane e pericolose, per seguire l’antica Via Triumphalis ed arrivavano al Vaticano dal monte Mario, detto Mons Gaudii (‘monte della gioia’).
L’accesso al piazzale della basilica di S. Pietro avveniva dal lato destro, dalla via del Pellegrino e dalla Porta Sancti Pellegrini lungo un tratto di strada che, non a caso, venne a lungo chiamato “ruga francisca” (strada dei francesi).
La Via Francigena strada d’Europa. La Via Francigena, arteria di traffici e di pellegrinaggio, divenne una via di collegamento importantissima fra il nord e il sud Europa e un fecondo terreno di scambio culturale. Monumenti e tesori d’arte arricchirono i principali centri del percorso: cattedrali splendide, come quelle di Lucca, di Sarzana o di Fidenza, chiese dove si custodivano preziose reliquie connesse al pellegrinaggio, come quella proveniente, secondo la tradizione, dal pretorio di Gerusalemme custodita nella cripta della Cattedrale del Santo Sepolcro di Acquapendente o come il misterioso Volto Santo di Lucca, prefigurazione della Veronica romana.
Lungo il percorso sorsero santuari e oratori dedicati ai santi protettori del cammino, come Giacomo, Cristoforo, Michele arcangelo, Donnino, o, più tardi, Rocco. Miracoli strepitosi accaddero lungo la Francigena, come quello di Bolsena che, avvenuto nel sacello della martire Cristina, riportò alla fede un sacerdote dubbioso, anch’egli pellegrino a Roma, e diede alla Chiesa la festa del Corpus Domini. Sulla Francigena, come sul Cammino di Santiago, si è fatta la comune civiltà europea. Per queste ragioni nel 1994 il Consiglio d’Europa ha riconosciuto alla Via Francigena la dignità di “Itinerario Culturale Europeo”, al pari del Cammino di Santiago diretto alla tomba dell’apostolo Giacomo, difensore della cristianità.


La Via Francigena oggi

 

Vicinanza Montalcino


Chi oggi ripercorre la Via Francigena, magari a piedi, con il ritmo lento e naturale del viandante, può scoprire itinerari meno noti, ma ricchi di storia e di tradizioni, e ritrovare i segni di una devozione “minore”, ma determinante per capire lo spirito che animava gli antichi pellegrini: edicole sacre, ex voto, croci segnavia, pie iscrizioni. Altri segni, leggibili solo dai cultori del “viaggio lento”, sono, sul cammino per Roma, le effigi del Volto Santo che costellano le strade da e per Lucca, o le belle “maestà” (effigi della Vergine) in marmo di Carrara poste da artigiani sapienti e fedeli devoti sulle facciate delle case lungo le strade della Lunigiana e della Versilia. I tesori del cammino romeo non sono solo i “luoghi del sacro”, ma anche numerosi “luoghi del profano”: le terme romane naturali di Bagnaccio presso Viterbo, o la vasca termale medioevale di Bagno Vignoni, presso Siena. È possibile, infine, percorrere tratti intatti dell’antico cammino: a Castellonchio, prima di Berceto, presso l’antico valico di Monte Bardone, o, in Toscana, a Galleno, o, nel Viterbese, a Capranica, dove, fra i noccioleti, in luoghi legati al ricordo di Carlo Magno e delle chansons de geste, è possibile ancora camminare sul basolato della via Cassia romana affiorante nell’erba. Addirittura, nella zona di Baccano, presso Roma, la via Cassia romana affiora intatta. A piedi o in bici si possono scoprire anche le antiche infrastrutture del viaggiare: granai e ponti fortificati, ospedali, stazioni di posta, cisterne, mulini, antiche locande.


Come si percorre

Un viaggio di questo tipo, svolto soprattutto a piedi, facilita il contatto con la natura e con le persone, richiamo straordinario e ben conosciuto dai pellegrini. Nel pellegrinaggio infatti il viaggio è importante come la meta. Ci si ferma per meditare, per scoprire, per capire l’arte, la storia, la cultura, la natura, la religiosità del luogo. Ripercorrere oggi questi antichi cammini può contribuire a mettere a confronto, far dialogare, unire i popoli, favorendo la trasmissione di valori, lo scambio di culture, la reciproca conoscenza. La ricchezza di contenuti, dimensioni e valori del pellegrinaggio è parallela alla ricchezza di motivazioni che inducono a “mettersi in cammino”. C’è dunque una motivazione molteplice: religiosa, culturale, storico-artistica, di comunicazione e di incontro, di valorizzazione della natura e del paesaggio. Vanno riconosciuti e valorizzati anche aspetti sportivi (sforzo fisico, autosuperamento) così come il ruolo delle attività sviluppatesi di conseguenza (economiche, turistiche, di ricerca).
Per quanto riguarda la pianificazione, bisogna tenere conto dell’itinerario, del numero e della durata delle tappe e del tempo disponibile. In genere una velocità di marcia di 30 km al giorno è considerata un ritmo eccellente che richiede un allenamento precedente. Non è il caso di esagerare con le precauzioni: le raccomandazioni sono qui le stesse di una marcia o di un percorso di trekking, con l’unica possibile differenza della maggior durata nel tempo e nello spazio.
Quanto all’alimentazione, è conveniente ingerire più zucchero, sotto forma di dolci o miele, di quanto se ne prenderebbe di solito. I grassi devono essere consumati in piccole dosi e ripetutamente. Le proteine sono più indicate nei momenti di riposo, allenamento e preparazione. Il fabbisogno di vitamine è coperto dall’apporto di frutta fresca e secca. Si consiglia un pasto più forte alla fine di ogni tappa. Infine, si tenga conto che la sensazione di sete si placa meglio non con l’apporto di liquidi freddi ma con zuppe o brodi tiepidi.[1]

 


Visualizza Francigena BSA in una mappa di dimensioni maggiori
 
   
   
   

 
La Via Francigena in Provincia di Sien | Da Passo a Cisa a Siena


1

Da Passo della Cisa a Pontremoli
- 19,4 km


2

Da
Pontremoli a Aulla
- 32,9 km


3

Da
Aulla a Avenza
- 32,4 km


4

Da Avenza a Pietrasanta - 27,8 km


5

Da
Pietrasanta a Lucca
- 32,3 km


6

Da
Lucca a Altopascio
- 17,8 km


7

Da
Altopascio a San Miniato
- 23,5 km


8

Da
San Miniato a Gambassi Terme
- 25,6 km

   

Da Gambassi Terme a San Gimignano


 

Visualizza Tappa 09 in una mappa di dimensioni maggiori
   

9

Da Gambassi Terme a San Gimignano
- 13,4 km

 

Partenza: Gambassi Terme, Chiesa del Cristo Re.
Arrivo: San Gimignano, Piazza della Cisterna.

Come raggiungere il punto di partenza:
-in bus: da Empoli, Castelfiorentino, Certaldo, Montaione;
-in treno: linea FS Siena-Empoli, stazione di Certaldo, da qui bus per Gambassi Terme.

Si parte dal centro storico di Gambassi Terme e scendendo lungo la via Francigena si passa dal castello di Riparotta, ricordato nel XII secolo, e dalla Torre, antico casale posto nelle vicinanze del ponte sul Rio dei Casciani.
La strada continua fino ad arrivare al villaggio di Luiano di Sotto, dove si incontra la strada che portava a Volterra. Oltrepassato il Ponte della Madonna si entra nella terra di San Gimignano.
Lungo il tratto valdelsano senese si incontrano i resti del castello di Montecarulli e la piccola chiesa di Santo Pietro, citata nel XII secolo. Più avanti si passa per il Santuario di Pancole e per l'antico borgo fortificato di Collemuccioli con la sua caratteristica torre. Subito dopo appare la Pieve di Sant'Ilario di Cellole.
Proseguendo si arriva a San Gimignano, una delle mete più frequentate della Toscana, che appare tale e quale come fu costruita nel Medioevo.
Rifornimento idrico a Pancole, nessun punto di ristoro lungo il percorso.[2]

From Gambassi Terme to San Gimignano - 13,4 km

Da Gambassi Terme a San Gimignano
- 13,4 km


Da San Gimignano a Monteriggioni

 

Visualizza Tappa 10 in una mappa di dimensioni maggiori
   
10 Da San Gimignano a Monteriggioni - 29,8 km

Partenza: San Gimignano, Piazza della Cisterna
Arrivo: Monteriggioni, Piazza Roma

Come arrivare al punto di partenza:
Linea ferroviaria Firenze-Siena, stazione di Poggibonsi, autobus Train-linea 133 per San Gimignano
  Una delle tappe più belle della Via Francigena. Si esce da San Gimignano dalla Porta San Giovanni diretti verso l'abbazia benedettina di Monte Oliveto Minore. Si prosegue per il villaggio di Santa Lucia, si attraversa un guado e dopo aver risalito un vallone si arriva al castello di Montauto. Si supera un altro guado e si risale verso la Torraccia di Chiusi, torre-castello degli Abbracciabeni.
Si scende poi, attraversando il torrente Foci, fino al Molino d'Aiano, dove si trovava una delle stazioni citate da Sigerico (Sce Martin in Fosse). Si continua per una strada alberata fino a Badia a Coneo, abbazia di origine longobarda appartenuta ai monaci vallombrosiani.
Si attraversano i villaggi di Quartaia, di Fabbrica, si passa sotto Onci e davanti al mulino di Calcinaia e si arriva quindi al guado dell'Elsa all'altezza di Gracciano, dove si trovava la stazione di Aelsa. Poco più avanti ci sono i Bagni delle Caldane, di epoca etrusca-romana.
La strada si dirige verso il borgo fortificato di Strove, costruito nel 994 dai signori di Staggia, e verso il castello di Petraia. Costeggiando un antico muro si arriva a Badia a Isola, importante monastero sorto nel X secolo, che Sigerico chiama stazione Burgenove.
Infine si arriva al castello di Monteriggioni, cittadella fortificata dai senesi nel 1213 contro l'avanzata fiorentina. Ancora oggi la sua cinta muraria appare come una corona di torri.[2]

From San Gimignano to Monteriggioni - 29,5 km

Da San Gimignano a Monteriggioni - 29,5 km
   

Da Monteriggioni a Siena

 
 
Visualizza Tappa 11 iin una mappa di dimensioni maggiori
   
11
Da Monteriggioni a Siena
- 20,5 km
  Partenza: Monteriggioni, Piazza Roma
Arrivo: Siena, Piazza del Campo

Come arrivare al punto di partenza:
Linea ferroviaria Firenze-Siena, stazione Castellina Scalo, poi a piedi fino a Monteriggioni
  Si esce dalla Porta Romana a Monteriggioni e si continua il cammino sulla costa del Monte Maggio. Si percorrono le strade bianche della montagnola senese verso Cerbaia, antico borgo medievale. Durante il percorso si incontrano luoghi carichi di storie e di simbologie come Caminata, Ponterosso, antico ponte sul borro con basamento medievale e Uccellatoio.
Usciti dal fitto bosco di lecci si intravede il castello della Chiocciola, che deve il suo nome a una scala elicoidale presente nella sua caratteristica torre cilindrica, divenuto famoso per la sua resistenza alle milizie imperiali nel 1555. Da qui si giunge a Villa, altro castello posto a difesa della città.
Si attraversa poi Pian del Lago, oggi pianura prosciugata, ma in passato un lago di origine carsica, dove si trova l'eremo di San Leonardo al Lago. Arrivati alle Cerretaie, si riprende la strada asfaltata fino a Siena, dove si entra dalla Porta Camollia.
La tappa, relativamente breve e facile, è resa complicata dalla totale mancanza d'acqua e di punti di ristoro.[2]

From Monteriggioni to Siena - 20,5 km

Da Monteriggioni a Siena - 20,5 km
   
   
La Via Francigena in Toscana | Da Siena a Viterbo
   

Da Siena a Ponte d'Arbia


 
Visualizza Tappa 12 in una mappa di dimensioni maggiori
 

12

La Via Francigena | Da Siena a Ponte d'Arbia - 28.5 km

Partenza: Siena, Piazza del Campo
Arrivo: Ponte D'Arbia, Centro Cresti
Lunghezza Totale: 28.5 km
Percorribilità: A piedi, in mountain bike
Tempo di percorrenza a piedi: 6,20 ore

Come arrivare al punto di partenza:
Linee ferroviarie Siena-Grosseto, Firenze-Siena, Siena-Chiusi, stazione Siena
 

Se percorsa in una bella giornata di sole, questa tappa può diventare indimenticabile grazie ai panorami che si godono dai crinali della Val d'Arbia; vengono percorse interminabili strade bianche con alle spalle il profilo di Siena.
Si esce da Siena dalla Porta Romana prendendo per la Certosa di Maggiano e poi imboccando una stretta strada asfaltata che porta a S. Pietro a Paterno. Da qui dopo una serie di discese e risalite si arriva a Borgo Vecchio e poi a Colle Malamerenda. Si ridiscende ancora e, attraversati i binari della ferrovia, ci si dirige verso Isola d'Arbia, caratterizzato dalla chiesetta di Sant'Ilario.
Da questo momento in poi la strada costeggia la via Cassia con continui saliscendi sui crinali e arriva a Ponte a Tressa e poi alla Grancia di Cuna, immenso granaio fortificato medievale appartenuto allo Spedale del Santa Maria della Scala, la principale attrattiva storica di questo tratto. Di seguito si attraversano Monteroni d'Arbia, Quinciano fino ad entrare nel paese di Ponte d'Arbia. Qui si supera il ponte medievale e si arriva al Centro Culturale Cresti.[2]

From Siena to Ponte d'Arbia
-28.5 km

Da Siena a Ponte d'Arbia -28.5 km

   

Da Ponte d'Arbia a San Quirico d'Orcia


 
Visualizza Tappa 13 in una mappa di dimensioni maggiori
 
13 La Via Francigena | Da Ponte d'Arbia a S. Quirico d'Orcia - 27,47 km
  Partenza: Ponte D'Arbia, Centro Cresti
Arrivo: San Quirico D'Orcia, Collegiata
Lunghezza Totale: 27.4 km
Percorribilità: A piedi, in mountain bike
Tempo di percorrenza a piedi: 6 ore

Come arrivare al punto di partenza:
Linea ferroviaria Siena-Grosseto, stazione Buonconvento e linea bus 112
  Da Ponte d'Arbia si supera il fiume e la linea ferroviaria Siena-Buonconvento, si costeggiano i binari, arrivando alla pieve di Sant'Innocenzo a Piana, documentata già nell'XI secolo e fortificata nei primi anni del Quattrocento.

La pieve di Sant'Innocenza a Piana è un edificio sacro che si trova in località Piana a Buonconvento. Documentata dal 1081, si presenta come un organismo fortificato, con i caratteri tipici dell'architettura militare senese del XIII-XIV secolo. All'interno sono visibili tracce di un affresco trecentesco con San Cristoforo e di un altro affresco, anch'esso frammentario, dove rimane la figura del Beato Franco da Grotti.

Si continua su strada bianca in direzione sud e, superato il fiume Arbia, si entra nel borgo medievale di Buonconvento, tipica 'città-strada' lungo la via Francigena, ricordata perchè nel 1313 vi morì l'imperatore tedesco Arrigo VII.
Usciti dal borgo, si ritorna sulla via Cassia salendo la valle dell'Ombrone fino a Torrenieri; qui si attraversa il paese fino alla chiesa di Santa Maria Maddalena. Citato da Sigerico con il nome di Turreiner, era importante per la posizione vicina al guado del torrente Asso, affluente dell'Orcia, e per questo dotata di un ospedale fortificato e da un castello.
Superata la linea ferroviaria, si riprende il percorso della vecchia Cassia. Oltrepassato il ponte sul torrente Asso, si inizia a salire con tornanti la collina, fino ad arrivare a Bellaria. Si scende e si risale verso il paese di San Quirico d'Orcia con la sua stupenda Collegiata.[2]

Trekking in Toscane | La Via Francigena | Da Ponte d'Arbia a S. Quirico d'Orcia - 27,47 km
   

Da San Quirico d'Orcia a Radicofani




 
Visualizza Tappa 14 in una mappa di dimensioni maggiori
 
14

La Via Francigena | Da San Quirico d'Orcia a Radicofani - 32,7 km

Partenza: S. Quirico d'Orcia, Collegiata
Arrivo: Radicofani, chiesa di San Pietro
Lunghezza Totale: 32.7 km
Percorribilità: A piedi, in mountain bike
Tempo di percorrenza a piedi: 7,15 ore

Come arrivare al punto di partenza:
Dalle stazioni ferroviarie di Siena o Buonconvento, prendendo la linea autobus 112
  Uscendo da San Quirico d'Orcia si imbocca una strada in direzione Ripa d'Orcia, costeggiando la collina su un itinerario che diventa sterrato. Poi si scende verso Vignoni, si attraversa il borgo caratterizzato dalla rocca centrale, si prosegue in discesa su una sterrata e si arriva a Bagno Vignoni, centro termale già attivo al tempo dei Romani e frequentato nel Rinascimento da Lorenzo il Magnifico.
Si prosegue in discesa sulla carrozzabile fino a ritornare sulla via Cassia, si supera il fiume Orcia e poco dopo si sale verso la Rocca d'Orcia, costeggiando il paese di Castiglione d'Orcia, sul quale svetta il castello Aldobrandesco. Riscendendo verso la vallata, si percorre un ambiente collinare con campi coltivati ai lati e qualche azienda agricola. La strada prosegue costeggiando la via Cassia, passando per le Briccole, antico ospedale e stazione citata da Sigerico come Abricula. Attraversato il torrente Formone, si risale il crinale su una strada asfaltata, passando per i casali Le Conie, fino alla rocca di Radicofani.[2]
Acqua e punti di ristoro a Bagno Vignoni e Gallina (bar a 500 m dal tracciato, sulla via Cassia).

La Via Francigena | Da San Quirico d'Orcia a Radicofani - 32,7 km

   

Da Radicofani a Acquapendente


Visualizza Tappa 15 in una mappa di dimensioni maggiori

15 La Via Francigena | Da Radicofani a Acquapendente - 31,8 km

Radicofani, La Novella (Km 8), Ponte Rigo (Km 10,4), Centeno (Km 15,8) Acquapendente (Km 23,8).
  Partenza: Radicofani, chiesa di San Pietro
Arrivo: Acquapendente, chiesa del Santo Sepolcro
Lunghezza Totale: 31.8 km
Percorribilità: A piedi, in mountain bike
Tempo di percorrenza a piedi: 7 ore

Come arrivare al punto di partenza:
Stazione ferroviaria di Chiusi e autobus Autolinee Ferroviaria Italiana
 

La discesa da Radicofani lungo la vecchia Cassia è uno dei tratti più belli ed emozionanti dell'intera Via Francigena: tutto attorno colline a perdita d'occhio e il Monte Amiata, alle spalle la Rocca.
Da Radicofani la strada scende nella valle del torrente Rigo per congiungersi alla vecchio tracciato della Via Francigena all'altezza dell'omonimo ponte nei pressi della confluenza col fiume Paglia.
Giunti a Ponte a Rigo si percorre qualche chilometro di asfalto prima di entrare nel Lazio, e percorrere una strada sterrata che regala splendidi panorami sulla val di Paglia, fino a Proceno.
Scendiamo a Ponte Gregoriano, prima di affrontare l'ultima breve salita verso Acquapendente.[2]

La Via Francigena | Da Radicofani a Acquapendente - 31,8 km

   
San Quirico Pieve
 
La cappella della Madonna di Vitaleta tra San Quirico d'Orcia e Pienza
   
 
   
   
Val d'Orcia" tra Montalcino Pienza e San Quirico d’Orcia.
Abbazia di Monte Oliveto Maggiore
Siena, Palazzo Publico


         



Case vacanza in Toscana | Podere Santa Pia

     

Podere Santa Pia
 
Podere Santa Pia
 
La Maremma e Isola Monte Christo, vista dal terrazza Podere Santa Pia
         
Siena, Duomo

Piazza della Santissima Annunziata, Firenze



Florenceirenze, Duomo
Crete Senesi, nella vicinanza di Podere Santa Pia


 
   



[1] Fonte: ia Francigena, storia, tracciati e istruzioni per l'uso | www.regione.toscana.it
[2] Fonte: La Via Francigena | www.francigena.provincia.siena.it


   
Guide

   
 
Renato Stopani, L'altra Francigena. La quotidianità del pellegrinaggio medievale, Le Lettere, 2010

   
 

Guida alla Via Francigena: 900 chilometri a piedi sulle strade del pellegrinaggio verso Roma, by Monica d'Atti and Franco Cinti. (Supplemento al numero 132, aprile 2006, di "Terra di Mezzo." Piazza Napoli 30/6, 20146 Milano.) ISBN: 88-8938-565-0.
In 38 tappe, il percorso dell’antica Via Francigena, dal Monginevro fino a Roma. Un’opera unica, per rigore e completezza, che riporta alla luce l’intero tracciato che ha visto camminare verso Roma generazioni di europei.
Tappa per tappa attraverso Piemonte, Lombardia, Emilia, Toscana e Lazio: e, per ogni giorno, la descrizione dettagliata del percorso, le cartine, i chilometraggi, dove trovare ospitalità, i luoghi da visitare.
Il percorso è suddiviso in tratti e ognuno può scegliere le distanze in base alle proprie forze e al tempo disponibile, ma ogni tappa è un frammento di un cammino unico che attraversa scenari di indescrivibile bellezza ricchi di storia e di tradizioni.

La prima e unica cartografia completa e dettagliata della Via Francigena: il percorso principale e tutte le varianti. 38 tappe, 900 chilometri a piedi, dal Monginevro a Roma, lungo il tracciato storico attraverso Piemonte, Lombardia, Emilia, Toscana e Lazio: le cartine e tutte le informazioni necessarie per orientarsi.
ISBN 9788889385609

   
Mappe

   
  Monica D’Atti & Franco Cinti, La Via Francigena. Cartografia e GPS. Dal Monginevro a Roma lungo l’itinerario storico, Milan: Terre di Mezzo Editore, 2007. ISBN: 978-88-8985-60-9

La prima e unica cartografia completa e dettagliata della Via Francigena: il percorso principale e tutte le varianti. 38 tappe, 900 chilometri a piedi, dal Monginevro a Roma, lungo il tracciato storico attraverso Piemonte, Lombardia, Emilia, Toscana e Lazio: le cartine e tutte le informazioni necessarie per orientarsi.
ISBN 978888938560

   
 
Index to Italian Official 1/50 000 and 1/25 000 Mapping | www.themapshop.co.uk

   
Scarica gratuitamente il road book dettagliato con la descrizione e le mappe del percorso | www.camminafrancigena.it