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Santuario di San Giorgio, Montorgiali, Scansano


Santuario di San Giorgio, Montorgiali, Scansano


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Santuario di San Giorgio, Montorgiali, Scansano

   
   

Il Santuario di San Giorgio è situato a Montorgiali, nel comune di Scansano.
Il
Santuario di San Giorgio, situato fuori dal paese lungo la strada che conduce a Polveraia, era in origine una pieve rurale, trasformata prima in romitorio e poi in santuario. Ancora oggi è la meta finale di una suggestiva cavalcata che si svolge nel giorno dei festeggiamenti del santo. Come da antico statuto San Giorgio viene festeggiato in paese nella domenica più vicina alla ricorrenza del 23 aprile. 


Santuario di San Giorgio

Santuario di San Giorgio

In occasione della festa del santo, il 23 aprile, il santuario costituisce il punto di arrivo della cavalcata di San Giorgio, suggestiva cerimonia a cui partecipano gli abitanti di Montorgiali e quelli dei paesi vicini. Tale antica usanza intende riproporre la lotta di San Giorgio col drago.


   
   

Esterno


Santuario di San Giorgio, archi

Santuario di San Giorgio

L’origine del complesso non è certa. Una pieve di San Giorgio è citata del XIII secolo, ma solo nel Seicento si hanno notizie riferibili con sicurezza al santuario.
L'oratorio, di forme architettoniche piuttosto rustiche e rimaneggiate nel corso dei secoli, è preceduto da un portico; l'interno è ad aula unica con soffitto a capriate. Sull'altare maggiore, costruito in gesso e stucco secondo moduli settecenteschi, è esposta la statua di San Giorgio col drago, caratteristico manufatto ottocentesco in cartapesta dipinta che costituisce un espressivo e raro documento di arte popolaresca.[1]

Bibliografia

Nevia Grazzini, Montorgiali. Storia e tradizioni, Grosseto, Caletra, 1994.

Giuseppe Guerrini, Torri e castelli della provincia di Grosseto, Siena, Nuova Immagine, 1999.

Valentino Baldacci, I luoghi della Fede. Itinerari nella Toscana del Giubileo, Firenze, 2000.


Pro Loco Montorgiali | www.prolocomontorgiali.it

 

Santuario di San Giorgio

, archi
Santuario di San Giorgio

 

 

 
   



[1] Fonte: scheda nei "Luoghi della Fede", Regione Toscana
[2] Coordinate   42°44'11"N   11°18'6"E

[3] San Giorgio (Cappadocia, 275-285 circa – Nicomedia, 23 aprile 303) è stato, secondo una consolidata e diffusa tradizione, un martire cristiano, venerato come santo megalomartire da quasi tutte le Chiese cristiane che ammettono il culto dei santi[1]. Morì prima di Costantino I, probabilmente sotto le mura di Nicomedia, secondo alcune fonti nel 303. Il suo culto è molto diffuso ed è antichissimo risalendo almeno al IV secolo.

La leggenda aurea

Si narra che in una città chiamata Selem, in Libia, vi fosse un grande stagno, tale da poter nascondere un drago, che, avvicinandosi alla città, uccideva con il fiato tutte le persone che incontrava. Gli abitanti gli offrivano per placarlo due pecore al giorno, ma quando queste cominciarono a scarseggiare furono costretti a offrirgli una pecora e un giovane tirato a sorte. Un giorno fu estratta la giovane figlia del re, la principessa Silene. Il re, terrorizzato, offrì il suo patrimonio a metà del regno, ma la popolazione si ribellò, avendo visto morire tanti suoi figli. Dopo otto giorni di tentativi, il re alla fine dovette cedere e la giovane si avviò verso lo stagno per essere offerta al drago. In quel momento passò di lì il giovane cavaliere Giorgio, il quale, saputo dell'imminente sacrificio, tranquillizzò la principessa, promettendole il suo intervento per evitarle la brutale morte. Poi disse alla principessa Silene di non aver timore e di avvolgere la sua cintura al collo del drago; il quale prese a seguirla docilmente verso la città. Gli abitanti erano atterriti nel vedere il drago avvicinarsi, ma Giorgio li tranquillizzò dicendo loro di non aver timore poiché «Iddio mi ha mandato a voi per liberarvi dal drago: se abbraccerete la fede in Cristo, riceverete il battesimo e io ucciderò il mostro». Allora il re e la popolazione si convertirono e il cavaliere uccise il drago e lo fece portare fuori dalla città trascinato da quattro paia di buoi.
Questa leggenda era sorta al tempo delle Crociate, e probabilmente, fu influenzata da una falsa interpretazione di un'immagine dell'imperatore cristiano Costantino, trovata a Costantinopoli, in cui il sovrano schiacciava col piede un enorme drago, simbolo del «nemico del genere umano». La fantasia popolare ricamò sopra tutto ciò, e il racconto, passando per l'Egitto, dove san Giorgio ebbe dedicate molte chiese e monasteri, divenne una leggenda affascinante, spesso ripresa nell'iconografia. San Giorgio tuttavia non è l'unico personaggio che uccide un drago: anche ad altri santi le leggende riconoscono simili imprese. È facile confondere san Giorgio con san Demetrio o san Teodoro.
Nell'iconografia San Giorgio spesso compare con l'epiteto "O Τροπαιοφ?ρος" (il vittorioso).
Nel Medioevo la lotta di san Giorgio contro il drago diviene il simbolo della lotta del bene contro il male e per questo il mondo della cavalleria vi vide incarnati i suoi ideali. La leggenda del soldato vincitore del drago contribuì al diffondersi del suo culto che divenne popolarissimo in Occidente ed in tutto l'Oriente bizantino, ove è per eccellenza il «grande martire» e il «trionfatore». Rapidamente egli divenne un santo tra i più venerati in ogni parte del mondo cristiano. Vari Ordini cavallereschi portano oggi il suo nome e i suoi simboli: l'Ordine della Giarrettiera, l'Ordine Teutonico, l'Ordine Militare di Calatrava; il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e molti altri.
Secondo vari studiosi, San Giorgio e San Michele sono eredi dell'immagine dell'eroe radioso che uccide un drago, parte della fase solare del mito della creazione il cui archetipo fu il dio babilonese Marduk[2].

 





 

 

 

Saint George - Carlo CrivelliCarlo Crivelli (1435 circa–1495 circa), San Giorgio, 1472, Metropolitan Museum of Art, New Yorkn

 


Mappa del Santuario di San Giorgio, Montorgiali, Scansano

 



 

 

 

 




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