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Trekking in Toscana
             
 
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Monte Amiata [0]

 

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Trekking sul Monte Amiata: percorsi a piedi | Attraverso la riserva naturale de "il Pigelleto"


   
   

Il Monte Amiata | La Riserva Naturale Il Pigelleto

Il bosco del Pigelleto è per buona parte un bosco ad alto fusto, struttura dovuta al tipo di taglio che era in uso durante il periodo di attività mineraria e che ha probabilmente contribuito a perpetuare la rinnovazione spontanea dell’abete bianco. La riserva interessa un eterogeneo comprensorio boscato caratterizzato da numerose specie vegetali, prima fra tutte, l’abete bianco, che s’ipotizza possa essere specie spontanea. [00]

 

Percorso a piedi | Attraverso la riserva naturale de "il Pigelleto"

 

PUNTO DI PARTENZA E ARRIVO: Centro informazioni della Riserva Naturale Del Pigelleto – “La Direzione” 820 m s.l.m. La struttura del reparto amministrativo del parco, dove inizia il sentiero, si trova direttamente sulla strada tra Piancastagnaio e Castell’Azzara (Strada Provinciale dell’Abetina) ed è ben indicata. Parcheggio disponibile. (Sentiero circolare).
LUNGHEZZA: circa 10 Km. DURATA: 3 ore 1/2 circa.
TIPO DI STRADA E PAESAGGIO: Strada sterrata, sentiero sterrato e sentiero di bosco attraverso vegetazione mista; percorso molto ombreggiato.
GRADO DI DIFFICOLTÀ: da facile a mediodifficile: all’inizio e alla fine ci sono dei tratti in salita. DISLIVELLO COMPLESSIVO: 170 m.
FLORA E FAUNA: Cinghiali, istrici, martore, caprioli, tassi, poiane, falchi, circa 20 diversi tipi di orchidee selvatiche. SEGNALETICA: Itinerario segnato (rosso-bianco).
PUNTI DI RISTORO: Nessuno. È possibile fare un picnic alla cascata dopo circa 2 ore e 1/2 di cammino.

Indirrizzo: Riserva Naturale Pigelleto, Loc. La Direzione, 2, Piancastagnaio

L'area è dominata da Poggio Pampagliano (969 m.), che con Poggio La Roccaccia e Poggio Roccone, di poco più bassi, forma una dorsale arcuata verso nord-est, che fa da spartiacque tra il bacino del fiume Paglia e quello del fiume Fiora. La Riserva protegge un eterogeneo comprensorio boscato, ricco di specie vegetali, tra le quali assume un particolare rilievo la presenza dell'abete bianco come specie spontanea. Il bosco del Pigelleto è per buona parte un bosco ad alto fusto, erede del tipo di taglio che vi si praticava durante il periodo di attività mineraria, che ha probabilmente contribuito a mantenere ottimale la rinnovazione spontanea dell'abete bianco.[2]

 

Il percorso inizia direttamente da “La Direzione”, il centro informazioni del parco naturale. (I cani che salutano abbaiando, sono amichevoli!). A destra della struttura c’è una strada sterrata che si addentra nel bosco. Arrivati a un gruppo di cipressi americani molto alti, deviare a destra in un sentiero di bosco, all’inizio del quale c’è una sbarra verde. Salire per un sentiero ripido fino a raggiungere, poco prima di un casolare (Podere La Roccaccia), il cartello con su scritto “Sentiero Natura”. Seguire questa indicazione a sinistra. Il sentiero si fa sempre più stretto: seguire i cartellini didattici, che descrivono la flora e fauna della riserva naturale e orientarsi con i segnali rossi e bianchi. Una volta usciti dall’abetina ci si trova di fronte a una faggeta. Qui proseguire in alto a destra lungo il sentiero segnato da contrassegni rossi e bianchi (a sinistra c’è la faggeta e a destra l’abetina). Davanti a un massiccio roccioso, a un bivio, tenere la sinistra e proseguire in su. Il sentiero sale e scende attraverso la faggeta fino a raggiungere una radura (a sinistra). Qui proseguire a dritto fino a raggiungere, dopo una salita, il punto più alto di questo percorso (Poggio Pampagliano – 969 m s.l.m.). Sfortunatamente non è possibile ammirare il panorama, ma in compenso c’è un tavolo e due panche! Da qui il sentiero scende in direzione Sud, per cui la vegetazione cambia. Camminare ora attraverso la riserva di aceri e querce lungo un sentiero che diventa sempre più ampio, fino a raggiungere un incrocio. Prendere il sentiero sassoso che scende a destra. Qui si abbandona il sentiero naturalistico. Arrivati a una sbarra verde, davanti a una strada asfaltata, svoltare a sinistra e scendere lungo la strada sterrata. Il sentiero che si percorre ora è fiancheggiato dai cartelli bianchi di metallo della riserva naturale. Dopo circa 200 m (dopo la strada asfaltata) si incontra una diramazione: mantenersi sulla sinistra. A una piccola radura sulla sinistra, proseguire a dritto per la strada principale. A destra il panorama dà sul Monte Penna con i suoi pendii rocciosi e il Monte Civitella con le antenne TV! Poco dopo una curva ripida si raggiunge il Podere San Francesco, una fattoria abbandonata con vista sul Monte Amiata. Proseguendo lungo il sentiero si vedono, a destra giù nella valle, le serre da floricoltura. Un po’ più avanti, in lontananza si riconosce il paese di Radicofani con la sua torre. Subito dopo si arriva a un altro sentiero abbastanza largo dove bisogna girare a sinistra. Ora la vista è su Piancastagnaio. Il sentiero si snoda verso il basso attraverso i prati. Al bivio del Podere San Filippo (i cani sono amichevoli!) scendere per la strada a sinistra. Dopo aver attraversato un ponte su un fiume, si raggiunge un punto con una vistosa struttura in legno. Qui svoltare a sinistra in un sentiero di bosco; attraversare un ponticello di legno che si incontra dopo circa 150 m e arrivati a una cascata tenersi sulla sinistra. Questa piccola deviazione vale la pena! Questo posto si presta molto per un picnic e per un pediluvio rinfrescante. Tornare indietro alla strada principale e prendere il sentiero massicciato che sale. La salita finisce in una abetina. Da qui il sentiero inizia a scendere, passa davanti al gruppo di cipressi che avevamo incontrato all’inizio fino a ritornare al punto di partenza.

 

Riserva Naturale Pigelleto, map

Mappa Riserva Naturale Pigelleto[2]

 

   
   

Riserva naturale Pigelleto

 

   
     

La riserva naturale Pigelleto è un'area naturale protetta della regione Toscana istituita nel 1996. Occupa una superficie di 862 ha nella provincia di Siena.[1]

Territorio

La zona è situata nel comune di Piancastagnaio (Monte Amiata, a 827 m s.l.m.). Dominata dal poggio Pampagliano, poggio la Roccaccia e dal poggio Roccone, funge da spartiacque tra il bacino del fiume Fiora e quello del Paglia. La zona, come gran parte del territorio amiatino, ha un sottosuolo ricco di cinabro (il minerale da cui si estrae il mercurio, un tempo utile per la produzione bellica) e, per questo, in passato è stata sfruttata minerariamente.

Fauna

La fauna, rappresenta il variegato estratto delle specie presenti sull'Amiata: caprioli, daini, cinghiali tra gli ungulati, ma anche istrici, tassi, martore, lepri, faine, volpi e una crescente popolazione di lupi, reinseriti, allo scopo di controllare il numero delle specie da essi predate (cinghiali e caprioli), ma già presenti prima del rilancio alcuni esemplari autoctoni.Tra i rettili, sono presenti alcune specie di serpenti, come il biacco, il colubro liscio, le vipere e la biscia. e tra gli anfibi: il rospo comune, il tritone, la particolare rana rossa e la ormai rarissima salamandra tergiditata (detta anche dagli occhiali) anfibio endemico, tipico dell'habitat. Tra gli uccelli è presente una consistente presenza di rapaci, come l'allocco, il barbagianni, la civetta, la poiana e il falco pellegrino.Tra i faggi e gli abeti, nidifica anche il ciuffolotto e la cincia bigia, che è un passeriforme. Sono presenti le specie del picchio rosso, picchio verde e il "torcicollo" (particolare picchio che usa picchiare gli alberi con la testa girata di sessanta gradi).

Flora

La zona protegge un vasto comprensorio buscato, tra cui spiccano specie vegetali tipicamente montane, anche in via di estinzione come l'abete bianco, caso più unico che raro negli Appennini e i tassi, conifere decimate dalle glaciazioni, quindi anch'essi alquanto rari. A queste specie, si aggiungono i più comuni faggi e cerri e, dove il bosco si dirada il posto è generalmente occupato dall'acero, l'ornello, il rovere e il ciavardello. Tra gli arbusti sempreverdi si menzionano l'agrifoglio, il ginepro, il pungitopo, il vischio e l'edera, erroneamente considerata una specie parassita.

Mappa

 

 

Abete biancoAbies alba

 

Illustration Abies alba0.jpg
Illustrazione di A.alba[3]

L'Abete Bianco è facilmente riconoscibile per il tronco liscio di colore grigio e per i coni (pine) eretti verso l'alto e di colore dal grigio al bruno arancio. L’abete bianco più alto d'Europa, con i suoi ben 54 m, si trova sull'Altipiano di Lavarone (TN)

 

Sentieristica Riserva Naturale Pigelleto

 

   
Sentieristica Riserva Naturale Pigelleto

 

Arrivati al centro didattico "La direzione" si possono percorrere quattro diversi sentieri chiamati:

  • Sentiero natura
  • Sentiero del tasso
  • Sentiero del ponte
  • Sentiero ciclabile
Il Sentiero Natura, lungo circa 2,5 Km, si snoda all’interno della Riserva e coincide in parte con il sentiero n.16 della Comunità Montana dell’Amiata che conduce  alla miniera del Siele.

Il sentiero è percorribile a piedi ed è dotato di cartelli didattici, che illustrano la flora e la fauna presenti al Pigelleto, e di due aree di sosta attrezzate con tavoli e panche. 

Il primo tratto del percorso attraversa un bosco di grossi faggi tra i quali si insinuano l’abete bianco e, nel sottobosco, lucenti arbusti di agrifoglio. Con una relativa facilità qui si incontrano caprioli e cinghiali. I tronchi degli alberi monumentali accolgono le cavità scavate dal picchio verde e dal picchio rosso maggiore. Il bosco di faggio, con i suoi frutti, le faggiole, offre ospitalità anche a piccoli mammiferi quali lo scoiattolo e il ghiro, molti uccelli ne sono assidui frequentatori, prima fra tutti la Ghiandaia.

Talvolta si apre qualche radura dove è possibile avvistare rapaci come la Poiana, il Falco Pecchiaiolo e il raro maestoso Biancone.

 

 


[0] Fonte fotografica Larry Ferrante Riserva Naturale Pigelleto |
[00] Fonte: Life Natura Pigelleto | Riserva Naturale Pigelleto | www.lifepigelleto.it
"Conservazione di abies alba in faggeta abetina nel Pigelleto – M. Amiata: Inventario naturalistico" (2.6 MB) Year: 2005 Editor: D.R.E.Am. Italia s.c.a.f., p.15
All’abete si consociano il faggio, l’acero di monte e l’acero opalo, il cerro, la roverella, la farnia, il carpino bianco e nero, frassini, pioppi e il tasso. Nelle esposizioni più calde, la dominanza delle specie quercine prevale nettamente su quella di abete, che è presente solo in forma sporadica. Il sottobosco è ricco di specie sempreverdi come il ginepro, l'agrifoglio, il corniolo, il ligustro e il pungitopo oltre all’ampio corteggio di specie erbacee che qui collocano le presenze più meridionali del loro areale.
Dal punto di vista faunistico l'area è notevolmente ricca. Le popolazioni ungulate, siano caprioli o cinghiali, sono facilmente avvistabili nelle radure o ai margini del bosco. La presenza d’individui di martora e lupo contribuiscono al valore di quest’area. L’avifauna è molto eterogenea e ben rappresentata; si segnala la presenza di specie protette, quali l’astore, di rapaci diurni e notturni.
In prossimità dei corsi d’acqua e dei ruscelli che attraversano la riserva è facile avvistare la salamandrina dagli occhiali, anfibio endemico della nostra penisola. La possibilità di certificare una provenienza amiatina e la quota alla quale l’abete si trova nel comprensorio del Pigelleto, ha reso necessario uno studio approfondito dei popolamenti della conifera sul territorio. Gli scarsi valori altitudinali ai quali si trova l’abete lo rendono un caso pressoché unico in Appennino. La sopravvivenza dei popolamenti, siano essi autoctoni che alloctoni, è garantita dalle posizioni riparate dai venti marini, dalle esposizioni più fresche (Nord, Nord-Ovest) e dal particolare microclima fresco e umido.
[1]Fonte: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del MareElenco Ufficiale delle Aree Naturali Protette - 5º Aggiornamento 2003.
[2] Fonte: Riserva Naturale Pigelleto | www.parks.it
[3] "Illustration Abies alba0". Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons. Fonte: Prof. Dr. Otto Wilhelm Thomé Flora von Deutschland, Österreich und der Schweiz 1885, Gera, Germany
[4] Fonte: Il Pigelleto | www.spazioweb.inwind.it

Per approfondimenti: www.parchinaturali.toscana.it

Riserva Naturale Pigelleto | www.parks.it

www.lifepigelleto.it | "Conservazione di abies alba in faggeta abetina nel Pigelleto – M. Amiata: Inventario naturalistico" (2.6 MB) Year: 2005 Editor: D.R.E.Am. Italia s.c.a.f. - No of pages: 121 

 

 

Pigelleto, Carta della vegetazione

Carta della vegetazione

 

 
 
   


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Case vacanza in Toscana | Podere Santa Pia

     

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Trekking sul Monte Amiata | Sentieri per scoprire le meraviglie del Monte Amiata

 

      Dal Vivo d'Orcia all'Eremo e all'Ermicciolo fino alle sorgenti del Vivo [LUNGHEZZA: 10 Km circa. DURATA: 3 ore circa]

      Trekking in Toacana | 
Nell' Oasi WWF del Bosco Rocconi

      Nei castagneti di Arcidosso [LUNGHEZZA: 6.2 Km. DURATA: 3 ore circa]

      Da Tepolini attraverso i castagneti de.."la strada della castagna" [ LUNGHEZZA: 4.2 Km circa. DURATA: 1 ora e 1/4 ]

      Da Abbadia San Salvatore a Piancastagnaio [LUNGHEZZA: 13 Km circa. DURATA: 3 ore 1/2 circa ]

      Attraverso la riserva naturale de "il Pigelleto" [LUNGHEZZA: circa 10 Km. DURATA: 3 ore 1/2 circa ]

      Dal parco faunistico del Monte Amiata alla cima del Monte Labbro [LUNGHEZZA: circa 6,5 Km. DURATA: 3 ore circa]

      Da Bagno Vignoni, un'immersione nella Val d'Orcia [LUNGHEZZA: circa 12 Km. DURATA: 4 ore circa ]

      Da Semproniano al piccolo borgo di Rocchette di Fazio [LUNGHEZZA: circa 10 Km. DURATA: 3 ore e 1/2 circa ]

      Da Seggiano al castello di Potentino [LUNGHEZZA: circa 13 Km. DURATA: 3 ore e 1/2 circa ]

      Dal Prato delle macinaie alla vetta del Monte Amiata [LUNGHEZZA: circa 7 Km. DURATA: circa 2 ore e 1/2 ]

 

RoccaSilvanaCastellAzzara5

Rocca Silvana, Selvena, Castell’Azzara, Monte Amiata [1]

 

[1] Foto LigaDue, licenziato in base ai termini della licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale