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the castle of Montemassi


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Montemassi, la comunità e i culti tradizionali


   
   

Ripercorrendo i luoghi di culto tradizionali è possibile rintracciare, attraverso le testimonianze materiali, le trasformazioni della sensibilità religiosa della comunità di Montemassi. Sino dal secolo XI la storia del villaggio è intrinsecamente connessa a quella della chiesa di S.Andrea, che venne edificata per iniziativa degli Aldobrandeschi, signori del castello. L'intento dei fondatori era quello di promuovere lo sviluppo di una chiesa parrocchiale a discapito dell'antica chiesa battesimale di Caminino, posta nella vicina campagna. Secondo una radicata tradizione, il fulcro religioso del territorio di Montemassi era rappresentato da quest'ultima chiesa intitolata a S.Genziano, dove tra l'altro, i fedeli venivano battezzati e ricevevano una cristiana sepoltura. Nell'arco di un paio di secoli l'azione dei conti Aldobrandeschi fu in grado di scardinare queste antiche usanze a vantaggio della chiesa di Montemassi. Il culto ancor vivo di san Feriolo rappresenta la massima espressione delle resistenze opposte dalla popolazione a questo processo di trasferimento: la figura del martire, infatti, è rimasta strettamente legata alla fonte d'acqua posta presso la chiesa di Caminino, meta anche oggi delle processioni provenienti da paesi vicini e lontani.
In età moderna accanto al culto di Feriolo, rinvigorito ad opera di figure eremitiche, si svilupparono forme di religiosità più comuni, che determinarono anche la costruzione di nuovi edifici religiosi, come la chiesa della compagnia di S.Sebastiano e la chiesa della Madonna delle Grazie, che per motivi diversi erano molto care alle popolazioni afflitte da malaria e pestilenze.[1]

   
   

Il percorso

 

Montamassi mappa

Montemassi, secondo percorso


L'itinerario prende avvio dalla chiesa della Madonna delle Grazie, edificio dalle forme tipicamente moderne dell'oratorio a pianta quadrata, con facciata caratterizzata da un semplice portale affiancato da finestre e sovrastato da un piccolo oculo. La cappella è circondata su tre lati da un tozzo porticato ad archi sorretto da robusti pilastri in laterizio, la cui costruzione non sembra anteriore al XVII secolo. Alla cura della cappella provvedevano le fanciulle del paese e la popolazione vi si recava a venerare un dipinto su tavola della Madonna.
Probabilmente l'oratorio occupò il sito ove sorgeva nel Trecento una cappella dedicata alla Vergine, che era stata eretta ai piedi dell'altura ove era stato edificato il battifolle del 1328 e che, secondo una tradizione locale ancora viva, era sorta proprio a metà strada tra la rocca di Montemassi e l'accampamento senese, vale a dire nel luogo in cui sarebbe stata concordata la cessazione delle ostilità, come ex voto per la pace riconquistata.
Percorrendo via del Capezzolo si entra all'interno delle mura del borgo e si giunge in piazza della Chiesa, da dove si risale un vicolo posto sulla sinistra che conduce alla chiesa di S. Sebastiano. Si tratta di un edificio religioso realizzato attorno al 1590 per iniziativa di una compagnia laicale, i cui confratelli vestivano nelle occasioni rituali una cappa di sacco di colore bianco. Successivamente l'edificio venne trasformato in stanza mortuaria, nell'Ottocento venne riconsacrato e poi di nuovo sconsacrato per divenire sede della Società Operaia.

Tornati sui propri passi, sulla piazza della Chiesa si affaccia la parrocchiale di S.Andrea. La prima notizia di questo ente religioso risale al secolo XI, quando era intitolata a S. Maria, S. Andrea apostolo e S. Genziano. Non conosciamo l'ubicazione orginaria dell'ente, che per un certo periodo occupò il pianoro sommitale della rocca di Montemassi, ma siamo a conoscenza di una sua ricostruzione nel sito attuale attorno ai primi anni del Trecento, per iniziativa di Nello Pannocchieschi. Come detto, attualmente la chiesa appare fortemente rimaneggiata, soprattutto nella facciata, frutto dell'accostamento di elementi decorativi eterogenei. La chiesa trecentesca aveva un impianto ad aula, sui cui fianchi in età moderna furono aperte le cappelle laterali, in origine dedicate a San Feriolo e a San Sebastiano. Il campanile risale al 1762, come ricorda una lapide, mentre la copertura dell'edificio venne realizzata tra il 1839 e il 1845.
Ultimata la visita, si risale alla volta della rocca per fare ritorno al punto di partenza dell'itinerario.


 
Chiesa di Sant'Andrea Apostolo a Montemassi
Chiesa di Sant'Andrea Apostolo a Montemassi
Mappa Sassofortino Montemassi

Mappa Sassofortino Montemassi


Sassofortino

   

Dal paese di Sassofortino si possono raggiungere i resti di Sassoforte. Il castello, citato per la prima volta nel 1076, apparteneva, come gran parte dei castelli maremmani, ai conti Aldobrandeschi.
Ma già all’inizio del XIII secolo il controllo sulla zona degli Aldobrandeschi si indebolisce tanto che i detentori del potere sono di fatto i Signori locali legati da rapporti di “fidelitas” agli Aldobrandeschi stessi . In seguito i Signori di Sassoforte, dopo un periodo di relativa autonomia, iniziarono ad estendere la loro influenza su gli altri castelli contrastando la potente città di Siena fino a provocare l’intervento militare della città. Della sconfitta subìta ne approfittarono nuovamente gli Aldobrandeschi che nel 1330 lo vendettero a Siena. Questa, per timore di nuove turbolenze, fece distruggere le mura ed il cassero. Dopo alterne vicende, nel castello, sebbene distrutte le fortificazioni, continuarono a vivere un consistente numero di persone in condizioni sempre più disagiate. Gli abitanti, decimati dalla povertà e dalla peste, nel 1438 scesero dal monte e iniziarono la costruzione del nuovo villaggio di Sassofortino.
Su Sassoforte scese l’oblio dei secoli e la vegetazione ne prese possesso.[2]



Montemassi

 

Montemassi alto

 

 

Montemassi è un piccolo borgo medioevale posto su un poggio, appartenente al comune di Roccastrada. La sua importanza è legata a quella del suo castello.
La sua rocca fu immortalata da Simone Martini nell’affresco “Guidoriccio”, conservato nel palazzo pubblico di Siena, che rappresenta il successo militare di Guidoriccio da Fogliano all’assedio di Montemassi del 1328. Si vede in primo piano un cavaliere e sullo sfondo il castello di Montemassi e un altro castello, forse Roccatederighi, ed un pendio scosceso, forse la salita del Sassoforte.
Il castello di Montemassi, ricordato per la prima volta nella storia nel 1076 , alla fine del XIII secolo era divenuto uno dei punti di maggior forza delle innumerevoli rocche che la potente famiglia degli Aldobrandeschi possedeva nella Maremma, in quanto dal feudo si poteva agevolmente controllare “ la via del sale”.
Nel 1260 la Rocca venne quasi completamente demolita durante un assedio.
In seguito alle aspre lotte sorte tra gli Aldobrandeschi e le varie famiglie nobili che si succedettero nel possedimento del castello contro la Repubblica di Siena, Montemassi subì la stessa sorte di altri castelli della zona : fu assediato dai senesi e poi abbandonato da questi perché impegnati nella guerra con Firenze. Ma, nuovamente cinto d’assedio, cadde definitivamente e le sue mura vennero smantellate (1404).
Prima assegnato come feudo, poi venduto, fu lentamente lasciato andare in rovina dal 1770.
Recentemente sono stati eseguiti lavori di consolidamento e restauro.[2]

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Vista da la Rocca di Campiglia Marittima a le Colline Metallifere   Panorama di Gerfalco   RoccastradaPanorama1

Vista da la Rocca di Campiglia Marittima a le Colline Metallifere

 

  Panorama di Gerfalco   Panorama Roccastrada


[1] Fonte testo e mappa: Libro Trekking | I percorsi del Trekking Roccastrada | www.comune.roccastrada.gr.it

[2] Trata da Trekking Bagno a Ripoli |www.trekkingbagnoaripoli.it



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La Maremma è caratterizzata da colline armoniose dove si respira un'atmosfera rilassante. La Casa Vacanze Podere Santa Pia è situato in un contesto paesaggistico di suggestiva bellezza, con vista sulle colline che conducono al mare e l'isola Montecristo