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E

Certaldo, affreschi del tabernacolo dei giustiziati (Deposizione dalla Croce, facciata principale, dettaglio), opera di Benozzo Gozzoli
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Benozzo Gozzoli | Tabernacolo dei Giustiziati

   
   
Il Tabernacolo dei Giustiziati è un piccolo edificio in muratura sito a Certaldo, in provincia di Firenze. La chiesa dei Santi Tommaso e Prospero si trova nella parte medievale dell'abitato di Certaldo. Attualmente non viene più officiata ed è di proprietà comunale e fa parte del complesso museale del Palazzo Pretorio. L'opera più importante ospitata al suo interno sono gli affreschi staccati del grande tabernacolo dei Giustiziati dipinto da Benozzo Gozzoli nel XV secolo.[1]


La struttura muraria

La struttura muraria del tabernacolo risale agli anni sessanta del Quattrocento, quando venne decorata da Benozzo Gozzoli e dalla sua bottega.
Si trattava di un tabernacolo dipinto che aveva la funzione di dare l'ultimo conforto ai condannati alla pena capitale (da qui il nome): a Certaldo dal 1415 risiedeva il Vicario, un magistrato incaricato dalla repubblica fiorentina di amministrare la giustizia in tutta la Valdelsa e la Val di Pesa.
Il tabernacolo si trova fuori dal circuito murario medievale, lungo la via Francigena, nei pressi del torrente Agliena, che scorre alle pendici del colle sul quale sorge Certaldo Alto.
Nel corso del XIX secolo una cappella era stata addossata al tabernacolo con la funzione di proteggere gli affreschi dalle intemperie.
Gli affreschi furono staccati nel 1957 sono stati ricomposti nell'ex chiesa dei Santi Tommaso e Prospero in Certaldo Alto, facente parte del percorso museale del Palazzo Pretorio.
Oggi la struttura in muratura è malridotta: tre pareti della cappella ottocentesca su quattro, furono abbattute da una maldestra manovra di un camion negli anni settanta del Novecento.


Gli affreschi di Benozzo Gozzoli


Esecuzione e datazione dell'opera


La realizzazione dell'opera certaldese viene solitamente ritenuta contemporanea agli affreschi delle Storie della vita di sant'Agostino nella chiesa del santo a San Gimignano ed è considerato il prototipo di tutti i tabernacoli che il Gozzoli e la sua bottega realizzeranno in seguito a Legoli, alla Dogana, a Castelfiorentino.

Giusto d'Andrea, figlio del pittore Andrea di Giusto, scrive nel suo Diario che l'impresa di Certaldo fu l'ultima al fianco del maestro Gozzoli: dal primo marzo 1465 prese in affitto una bottega di pittura dallo Spedale di Santa Maria Nuova a Firenze.

Oltre a Giusto d'Andrea troviamo Pier Francesco Fiorentino, che in seguito molto lavorerà proprio a Certaldo a partire dal 1483, e Giovanni della Cecca, nipote del Beato Angelico. Giovanni fu coinvolto in un fatto increscioso: in una lettera del 1467 di Benozzo Gozzoli indirizzata a Lorenzo il Magnifico, si chiedeva l'intervento risolutore del Medici per la liberazione del collaboratore imprigionato nelle carceri del Palazzo Pretorio di Certaldo con l'accusa di aver rubato delle lenzuola in un convento, verosimilmente quello di Sant'Agostino a San Gimignano, che lungamente lo aveva ospitato. Giovanni rischiava di dover passare davanti al tabernacolo, che aveva contribuito a dipingere, ma nella veste di condannato a morte.


Piano iconografico dell'opera

Benozzo Gozzoli e bottega, Annunciazione, facciata principale, arco
Benozzo Gozzoli e bottega, Deposizione dalla Croce, facciata principale
Bottega (Giusto di Andrea?), Padre Eterno benedicente e Evangelisti, sottarco
Bottega, santi Longino, Giovanni Battista, Jacopo e Antonio, sguanci
Bottega, Martirio di San Sebastiano, lato sinistro
Bottega, Crocifissione, lato destro
Bottega (Pier Francesco Fiorentino?), Resurrezione, retro


 
Tabernacolo dei Giustiziati, affreschi staccati


Deposizione dalla Croce, facciata principale

   
   
   

 

 

 
   
Opere di Benozzo Gozzoli


   
* Storie della Vergine (con Domenico Veneziano, Alesso Baldovinetti e Piero della Francesca), 1439 poi 1451-1453, affreschi perduti, già nella chiesa di Sant'Egidio, Firenze. ualche frammento è esposto nel Cenacolo di Sant'Apollonia, Firenze
* Crocifissione e santi, 1440-1441, affresco staccato, Ospedale di Santa Maria Nuova, Firenze
* Dio Padre, Santi e i quattro Evangelisti, affreschi, chiesa di San Zaccaria, Venezia
* Storie della Vergine, 1442-1443, cartoni per mosaici (con altri artisti), Basilica di San Marco, Venezia
     Visitazione
     Dormitio Virginis
* Deposizione, 1444, cartone per vetrata, cattedrale di Santa Maria del Fiore, Firenze
* Madonna col Bambino e santi, 1444, affresco staccato, Collezione Contini-Bonacossi, Firenze
* Cenacolo di Sant'Apollonia, 1447, affreschi e sinopie, ex-monastero di Sant'Apollonia, Firenze
     Ultima Cena
     Deposizione
     Crocifissione
     Resurrezione
* Cristo in pietà sorretto da due angeli, 1447-1448 circa, affresco staccato, ex-monastero di Sant'Apollonia, Firenze
* Ciclo degli uomini e donne illustri, 1448-1451, affreschi staccati, già a villa Carducci di Legnaia, Galleria degli Uffizi, Firenze
* Assunzione della Vergine tra i santi Miniato e Giuliano, 1449-1450, tempera su tavola, Gemäldegalerie di Berlino
* Crocifissione, 1450 circa, tempera su tavola, National Gallery, Londra
* David con la testa di Golia, 1450 circa, tempera su pelle applicata su tavola, National Gallery of Art, Washington
* Ritratto d'uomo, 1450-1457 circa, tempera su tavola, National Gallery of Art, Washington
* Adamo, Eva e Madonna col Bambino, 1450 circa, affreschi, villa Carducci di Legnaia, Firenze
* San Giuliano e il Redentore, affresco, 1451, basilica della Santissima Annunziata, Firenze
* Trinità e santi, 1455, affresco, basilica della Santissima Annunziata, Firenze
* Trinità e santi, 1455, sinopia, ex-monastero di Sant'Apollonia, Firenze
* Crocifissione di Santa Maria degli Angeli, 1455 circa, affresco staccato, ex-monastero di Sant'Apollonia, Firenze
* Monumento equestre di Niccolò da Tolentino, 1456, affresco, cattedrale di Santa Maria del Fiore, Firenze

 

Autoritratto (Opus Benotii) nella
Cappella dei Magi
   
[1] La chiesa dei Santi Tommaso e Prospero
Si tratta della più antica chiesa di Certaldo alto. Suffraganea fin dal secolo XIII della pieve di San Lazzaro a Lucardo.

Le più antiche testimonianze su questa chiesa si trovano murate nell'edificio stesso e sono due iscrizioni recanti le date 1215 e 1366. Nel 1415, dopo che era stato costruito il palazzo Pretorio, ne divenne l'oratorio. Nello stesso XV secolo il patronato spettava alla famiglia Gianfigliazzi.

Nel 1575, in occasione di una visita apostolica la chiesa venne trovata in precarie condizioni statiche: Quoad fabrica Ecclesiae minatur ruinam versus altare maius, unde indiget festina reparatione. Nel 1589 risulta che nella chiesa vi fosse già stato collocato il sepolcro di Giovanni Boccaccio e nel 1654, all'interno della chiesa, erano collocate altre sepoltue.

Fin dal XVI secolo il terreno retrostante il fabbricato iniziò a smottare a valle, causando anche il successivo crollo dell'abside. Nel XVIII secolo il borgo sorto nella piana sottostante era cresciuto di popolazione e nel 1757 il titolo di San Tommaso venne trasferito alla chiesa di Sant'Andrea a Certaldo; il 19 aprile 1788 la chiesa fu soppressa, sconsacrata e in seguito abbandonata per poi essere affittata ad un mercante di terraglie. Nel 1898 la chiesa era usata come deposito di fascine ma nel 1903 venne acquistata dal comune di Certaldo che a sua volta la cedette al pievano. Nel 1938 la casa canonica fu trasformata in un ristorante.

Nel 1946 la chiesa venne finalmente restaurata e nel 1962 gli affreschi tre-quattrocenteschi vennero consolidati. Oggi la chiesa viene usata come sede espositiva e come sala convegni.


Architettura e patrimonio artistico

La chiesa dei Santi Tommaso e Prospero consiste in un'ampia aula rettangolare coperta a tetto e originariamente conclusa da un'abside. Il paramento murario è in mattoni ma il fronte principale è stato costruito su un basamento in pietra arenaria appartenente, probabilmente, ad una costruzione più antica; si tratta di un edificio di stile romanico, ma con elementi di gusto gotico.


Esterno

La facciata a capanna mostra chiaramente i segni di una sopraelevazione ed è inquadrata da due lesene angolari; al centro si trova il portale con architrave poggiante su due mensole con arco crescente e ghiera decorata a zig-zag. Sopra al portale si trova una finestra a ricassatura multipla coronata, anch'essa, da una arco crescente.

Alla destra del portale è stata successivamente realizzata una nicchia destinata ad ospitare un'arca sepolcrale. Poco al di sotto della cuspide originaria erano collocati tre bacini ceramici dei quali rimane solo quello centrale (decorato di giallo, verde e bruno proveniente forse dall'area magrebina). Questi inserti ceramici permettono di datare l'edificio tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo. Tutto il paraento muario è statorelizzato in laterizio di tonalità arancio.

Nella fiancata settentrionale si trova un portale con arco estradossato a tutto sesto con ghiera a listello ed è sormontata da una monofora; qui si può notare l'inserimento di quattro mattoni disposti per fogli a formare una croce e sotto alla quale è inserita l'iscrizione recante la data 1366.
La zona della tribuna è stata assai rimaneggiata.


Interno e le opere d'arte

L'interno si presenta ad un'unica ampia navata. Un grande arco a sesto acuto segnala la presenza della diruta abside terminale.
Vi possiamo ammirare:
sulla parete sinistra
una teoria di santi del secolo XIV, di gusto popolare, opera probabilmente di un pittore locale
un' Annunciazione quattrocentesca, proveniente dalla loggetta esterna al Palazzo Pretorio, di scuola del Ghirlandaio
sulla parete destra
dentro una nicchia, un affresco del XIV secolo con Dolenti che facevano da sfondo dipinto ad un Crocifisso: con molta probabilità si tratta del Crocifisso trecentesco venerato dalla beata Giulia Della Rena, adesso trasferito nella chiesa moderna con la stessa dedicazione a Certaldo Basso.
un affresco staccato con Angeli reggicortine attribuito a Pier Francesco Fiorentino
Infine, il grande Tabernacolo dei Giustiziati di Benozzo Gozzoli, eseguito nel 1464 –1467 e collocato originariamente in una cappellina, sulla Via Francigena, nei pressi del torrente Agliena.
[2] 'Negli anni tra il 1464 e il 1465 Benozzo soggiornò a Certaldo, piccola cittadina situata al centro della Val d’Elsa, che dal 1415 era divenuta sede di uno dei tre Vicariati in cui si suddivideva amministrativamente la Repubblica fiorentina e la cui giurisdizione si estendeva dalla Val d’Elsa alla Val di Pesa fino a tratti del Valdarno. Dai resoconti vicariali abbiamo notizia che a Certaldo si tenevano tutti i processi penali dell'epoca e venivano giudicati coloro che risiedevano nel territorio del Vicariato. Per tale ragione il Vicario di Certaldo commissionò all’artista un maestoso tabernacolo che a quel tempo era collocato vicino al ponte sul torrente Agliena, fuori dalle mura della città, dove per tradizione era eseguita la pena capitale, praticata a Certaldo attraverso la decollazione. I condannati venivano accompagnati in questa cappella per essere confortati dai confratelli della “Compagnia della Giustizia”, un’istituzione laica che si prendeva cura delle loro ultime ore di vita, esortandoli alla preghiera e al pentimento. Per questa tradizione il tabernacolo fu chiamato “dei giustiziati”. Proprio in questo contesto fu scelto il soggetto iconografico degli affreschi, la passione di Cristo e il martirio di alcuni santi, storie tratte dai Sacri Testi che dovevano aiutare i condannati a meglio sopportare il supplizio a cui andavano incontro; così la deposizione di Cristo dalla croce che occupava la parete principale simboleggiava il momento culminante della storia della salvezza e la possibile redenzione per quanti ammettevano i propri peccati. Sull’arcata esterna è raffigurata l’Annunciazione della Vergine, mentre la parete interna rappresenta la Deposizione, con Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo che, eretti su due scale, tolgono Gesù ormai morto dalla croce; il suo volto non presenta alcun segno delle sofferenze patite, un particolare questo che poteva rinfrancare i condannati a morte, e solo la ferita sul costato dalla quale fuoriesce il sangue simboleggia la sua passione. Alla scena partecipano alcuni apostoli e la Madonna accompagnata da Maria Maddalena. Il sottarco della facciata principale è decorato con Dio Padre circondato a destra dagli Evangelisti Matteo e Marco e a sinistra Luca e Giovanni. Le pareti dell’estradosso sono decorate con le figure dei santi Longino, Battista, Iacopo e Antonio. Sulle pareti esterne sono dipinti la Crocifissione e il Martirio di San Sebastiano; la facciata posteriore era invece dedicata al tema della Resurrezione, la scena che per prima appariva ai condannati accompagnati dalla Sala delle Udienze del Palazzo Vicariale al “pratello della Giustizia”, il piccolo spazio erboso sul ciglio del torrente.

La critica è ormai concorde nell’attribuire a Benozzo l’impianto compositivo, i disegni, la direzione dei lavori e l’esecuzione di alcune parti, mentre un ruolo importante è assegnato alla bottega ed in particolare a Giusto di Andrea il quale ricorda, nel suo Diario, che questo fu l’ultimo lavoro da lui eseguito a fianco del maestro prima di trasferirsi a Firenze, dove nel marzo del 1465 prese in affitto una bottega di pittura. Questa testimonianza ha permesso di datare l’opera ai primi mesi di quell’anno. A convalidare questa ipotesi si può ricordare una lettera inviata da Benozzo a Lorenzo de’ Medici il 4 luglio 1467, per ringraziarlo della sua intercessione nei confronti di un altro collaboratore (Giovanni della Cecca di Mugello accusato dagli Agostiniani di San Gimignano del furto di alcune lenzuola): nella missiva, infatti, si fa esplicito riferimento al cantiere certaldese come ad un lavoro concluso da tempo. La lettera permette di confermare anche il proficuo rapporto e il profondo legame tra Benozzo e la famiglia Medici.

Anche in questo tabernacolo sono andate perdute alcune parti affrescate a causa dei danni provocati dall’umidità e per tale motivo nel 1957 le pitture furono staccate e collocate nell’ex chiesa dei Santi Tommaso e Prospero, annessa al Palazzo Vicariale.

[Serena Nocentini, Tabernacolo dei Giustiziati, BEGO - Museo Benozzo Gozzoli | www.museobenozzogozzoli.it]


 

La chiesa dei Santi Tommaso e Prospero

La chiesa dei Santi Tommaso e Prospero, interiore

 


Pier Francesco Fiorentino, Pietà, Certaldo, Palazzo Pretorio

Pier Francesco Fiorentino, Incredulità San Tommaso


Scuola del Ghirlandaio, Annunciazione, affresco, Certaldo, chiesa SS. Tommaso e Prospero, XV secolo

Bibliografia

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Francesca Allegri; Massimo Tosi, Certaldo poesia del Medioevo, Certaldo, Federighi Editore, 2002. ISBN 88-900705-4-4

Comune Certaldo | www.comune.certaldo.fi.it

BEGO - Museo Benozzo Gozzoli | Storie di sant'Agostino | www.museobenozzogozzoli.it
Museo Benozzo Gozzoli | La Regola di Agostino | La filosofia di Agostino | Agostino e il neoplatonismo nell’estetica rinascimentale
Biografia | Il ritorno a Firenze e la partenza per San Gimignano (1459 - 1467)

Arte in Toscana | Benozzo Gozzoli

Diane Cole Ahl, Gozzoli, Benozzo: Benozzo Gozzoli, New Haven: Yale University Press, 1996.

Art in Tuscany | Benozzo Gozzoli, Procession of the Magi in the Palazzo Medici-Riccardi in Florence | The Vintage and Drunkenness of Noah and other frescoes in Pisa | Fresco cycle in the apsidal chapel of Sant'Agostino, San Gimignano Sant'Agostino | Saint Sebastian

Giorgio Vasari | Lives of the Most Excellent Painters, Sculptors, and Architects | Benozzo Gozzoli

Giorgio Vasari | Le vite de' più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri | Benozzo Gozzoli


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Palazzo Pretorio, il monumento più rappresentativo di Certaldo, era l'antica dimora dei conti Alberti, costruita intorno alla fine del XII secolo sulle rovine delle antiche case di questa famiglia. Ancora oggi sono visitabili le prigioni, la sala delle udienze, l'archivio, la cappella e gli alloggi privati dei Vicari. Sulla facciata e all'interno del palazzo numerosi sono gli stemmi, ognuno dei quali rappresenta l'effigie della famiglia di ogni Vicario che qui ha governato e vissuto.
Sulla facciata e all'interno del palazzo numerosi sono gli stemmi, ognuno dei quali rappresenta l'effigie della famiglia di ogni Vicario che qui ha governato e vissuto.
Nel Palazzo si ammirano affreschi e sinopie del XV e XVI sec..
Attigua al Palazzo Pretorio è visitabile la Chiesa di San Tommaso e Prospero, che risale agli inizi del XIII sec..
La chiesa dei Santi Tommaso e Prospero, oggi non più consacrata, è sede di molte iniziative culturali (convegni, concerti, esposizioni) e ospita il Tabernacolo dei Giustiziati (1464/65 ca.), affrescato da Benozzo Gozzoli e collaboratori.

Orario di apertura
estivo: dal 1 aprile al 31 ottobre dalle ore 9,30 alle 13,30 e dalle 14,30 alle 19,00
invernale: dal 1 novembre al 31 marzo dalle ore 9.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 16.30 - Chiuso il martedì

Casa Boccaccio

Ricostruita in gran parte dopo la Seconda guerra mondiale, la Casa di Giovanni Boccaccio oggi è un Museo dedicato al grande letterato del Trecento. All’interno si trova un grande affresco del poeta di Pietro Benvenuti (1826), alcuni rari esemplari di scarpe del XIV secolo ritrovate durante i restauri del secondo dopo guerra, ed una biblioteca specialistica che raccoglie, oltre a molti importanti testi di critici italiani e stranieri, soprattutto traduzioni delle opere di Boccaccio. In particolar modo il Decameron, tradotto nelle lingue di quasi tutto il mondo: francese, inglese, tedesco, giapponese, arabo ebraico, russo, greco che dimostrano l’universalità dell’opera di questo grande poeta. La casa è, inoltre, sede dell’Ente Nazionale Giovanni Boccaccio, che svolge interessanti iniziative a carattere scientifico e divulgativo sulle opere del novelliere. Il recente restauro, concluso nel dicembre 2007, ha restituito alla Casa l'accesso alla torre, che permette di posare lo sguardo sulla circostante campagna toscana, ammirare la vicina San Gimignano dominata dalle sue caratteristiche torri, e raggiungere con lo sguardo l’Appennino tosco emiliano fino alle Apuane, inoltre nuovi spazi sono stati adibiti a museo sulla vita e le opere di Giovanni Boccaccio.

Orario di apertura di Casa Boccaccio

Festivo: dal 1 aprile al 31 ottobre dalle ore 9,30 alle 13,30 e dalle 14,30 alle 19,00
invernale: dal 1 novembre al 31 marzo dalle ore 9.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 16.30 - Chiuso il martedì
 


Certaldo


Certaldo, Palazzo Pretorio

 

 

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