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The “Tree of Fertility” on a large wall of the building housing the public fountain called the Fonti dell’Abbondanza at Massa Marittima, fresco,1276-1300



 
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Massa Marittima | Fonte dell'Abbondanza e l’Albero della Fecondità,1265)


   
   

L’Albero della Fecondità, il celebre e particolare affresco medievale che si trova sulla grande parete delle Fonti dell’Abbondanza a Massa Marittima, è un affresco del 1265 che raffigura un albero da cui pendono, come enormi frutti, decine di falli davvero realistici. Ai piedi della pianta una folla di donne sta in attesa che cadano, due di loro si accapigliano contendendosene uno.

 

   
   

Particolare dell'affresco con i falli appesi ai rami dell'albero

 

L’Albero della Fecondità è una rara testimonianza di pittura murale duecentesca, il cui interesse sta in gran parte nell'inconsueto soggetto profano, che sembra affondare le radici nei culti della fertilità dell'antichità.
L'imponente costruzione che accoglie le cosiddette Fonti dell'Abbondanza è uno dei monumenti più importanti edificati nel momento di massima espansione del Comune medievale di Massa Marittima. Un'epigrafe sulla facciata ricorda che il lavoro fu portato a termine nel 1265. Negli anni precedenti il 2000 l'Amministrazione comunale provvedette al restauro delle Fonti, con il recupero strutturale e con il ripristino del sistema di affluenza dell'acqua nelle tre grandi vasche contenute sotto le imponenti arcate gotiche. Proprio durante questi interventi furono notati residui di decorazioni murali sulle pareti di fondo. Il restauro completo di una di queste permise un insospettato ed eccezionale ritrovamento. Nascosto da strati di antiche scialbature e soprattutto da un denso strato di concrezioni calcaree, con un paziente e complicato intervento di scopertura riaffiorò una vasta figurazione di carattere profano, definita come "L'albero della fecondità”.

  Fonti dell’Abbondanza
Fonti dell’Abbondanza
     

The spectre of the serpent haunts the subject matter of the Mural, but because the serpent image is in such disrepair, where nothing but a mere trace outline (if that) remains, we cannot presume that it has a connection to the allegorical Christian Tree of Life as elucidated in Genesis. If there was in fact a clear image of a serpent dangling from the branches of the tree, our perception of the Mural would shift from secular to religious subject matter [1].

         
Literally resting its behind on the woman’s head, the Ghibelline eagle appears incongruous in both composition and subject matter, therefore, considering formal incoherencies, it would seem that a Ghibelline administration was the patron for the original fresco (comprised of female figures, the tree and its related elements, and the phalli), and a Guelf faction, around the fourth quarter of the thirteenth century, added the Ghibelline symbol to associate such morally objectionable imagery with the Ghibelline party. Considering the Guelf’s allegiance to the papacy, and the spiritual, moral, and ethical mentality this involved, it can be of no surprise that they should oppose the Mural’s subject matter. [1] pp. 19-20)

The painting of phalli occurred simultaneously with the painting of the tree, its leaves, and its cylindrical fruit-like forms, as phalli occur in fresco layers both behind and ahead of the tree branches. This gesture demonstrates an advanced two-dimensional system of perspective and a facility of fine detail rarely observed in mural works from this period.
 


The eagle was the traditional symbol of the Ghibelline political faction.

 

 

 

         
 
   


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Cenni storicdella Fonte dell’Abbondanza

La costruzione della Fonte dell’Abbondanza di Massa Marittima risale al 1265 quando era Podestà Ildebrandino Malcondine di Pisa, come si legge nella lapide sulla facciata. In seguito sopra la Fonte fu costruito il granaio pubblico dove ogni cittadino doveva depositare parte delle sue granaglie come scorta per i tempi di guerra o di carestia. Non si conosce la data di questa sopraelevazione, ma si ritiene che possa risalire al XIV secolo. La carta del Burali (1664) mostra che l’edificio era adiacente alle mura cittadine ed affiancato da una torretta: ancora oggi accanto all’edificio si apre la Porta delle Formiche. Un’altra immagine mostra che le finestre erano a bifora e che il palazzo aveva una profondità ridotta rispetto all’attuale. Il magazzino, detto dell’Abbondanza, esercitò la sua funzione fino verso la metà del ‘600 per diventare poi il “Salone delle Commedie”. Dal 1832, dopo radicali lavori di ristrutturazione che portarono ad un’ulteriore sopraelevazione e ad un ampliamento, divenne un teatro per le rappresentazioni dell’Accademia dei Veloci Incoraggiti e, da fine ‘800, per quelle della Filodrammatica Carlo Goldoni, da cui il teatro prese il nome. Per la costruzione dei palchi laterali furono tamponate le bifore, riaperte solo nel 1920. Durante il fascismo, su progetto del famoso architetto del regime Enrico Del Debbio, accanto all’edificio sorse la Casa del Fascio, un edificio in travertino bianco tuttora esistente. Nel dopoguerra il teatro fu riadattato a cinema e alla fine degli anni ‘60 del Novecento fu trasformato in un grande magazzino commerciale prima e in un negozio di abbigliamento poi, ma conservò i pannelli, le controsoffittature e il mezzanino della galleria del cinema, eliminati solo col presente restauro. Il passaggio da teatro a cinema non fu così indolore. Oltre alla risistemazione dell’interno e del lato su via Goldoni, furono infatti realizzati anche alcuni vani accessori per gli impianti di aerazione e di proiezione sul lato della Casa del Fascio ed in parte anche sul suo tetto. A questo periodo risale la nuova copertura della sala principale, realizzata con la tradizionale struttura a capriate e travature in legno di pino. Acquisito dal Comune nel 2001, l’edificio è stato oggi restituito alla fruizione pubblica come sala per mostre e convegni.[Fone:www.comune.massamarittima.gr.it]


George Ferzoco, Book Il Murale di Massa Marittima - The Massa Marittima Mural, Centre for Tuscan Studies at the University of Leicester, and published by the Consiglio Regionale della Toscana, Firenze (English, Italiano).

Matthew Ryan Smith, Reconsidering the ‘Obscene’: The MassaMarittima Mural, Queen’s Journal of Visual & Material Culture, Issue 2, 2009 | www.academia.edu