Duccio di Buoninsegna, Madonna di Crevole, 1283-84, Museo dell'Opera del Duomo, Siena
   
 

Giorgio Vasari | Le vite de' più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri

Duccio di Buoninsegna

 
 

DUCCIO

Pittor Sanese

   

Senza dubbio coloro che sono inventori d’alcuna cosa notabile hanno grandissima parte nelle penne di chi scrive l’istorie, e ciò nasce perché sono piú osservate e con maggior maraviglia tenute le prime invenzioni, per lo diletto che seco porta la novità della cosa, che quanti miglioramenti si fanno poi da qualunque si sia nelle cose che si riducono a l’ultima perfezzione. Atteso che se mai a nessuna cosa non si desse principio, non crescerebbono di miglioramento le parti di mezzo, e non verrebbe il fine ottimo e di bellezza maravigliosa. Meritò dunque Duccio Sanese, pittor molto stimato, portare il vanto di quegli che dopo lui sono stati molti anni, avendo in Siena, nei pavimenti del duomo, dato principio di marmo a i rimessi delle figure di chiaro e scuro, nelle quali oggi i moderni artefici hanno fatto le maraviglie che in essi si veggono. Attese costui alla imitazione della maniera vecchia, e con giudizio sanissimo diede oneste forme alle sue figure, le quali espresse eccellentissimamente nelle difficultà di tale arte. Egli di sua mano ordinò e disegnò i principii del detto pavimento, e nel duomo fece una tavola, che a suo tempo si mise allo altar maggiore e poi ne fu levata per mettervi il tabernacolo del Corpo di Cristo ch’al presente si vede. Fece ancora per Siena, in campo d’oro, assai tavole, et in particulare una in Fiorenza in Santa Trinita. Dipinse poi moltissime cose in Pisa, in Lucca et in Pistoia per diverse chiese, che tutte furon lodati in dette città, onde gli acquistarono nome e fecero grandissima utilità. Costui non si sa dove morisse, né che parenti o facultà lasciasse. Basta che per avere egli lasciato erede l’arte de la invenzione della pittura nel marmo di chiaro e scuro merita per tal beneficio nell’arte commendazione e lode infinita, onde sicuramente si può annoverarlo fra i benefattori ch’allo essercizio nostro aggiungono grado et ornamento. Atteso che coloro, i quali vanno investigando le difficultà delle rare invenzioni, hanno eglino ancora le memorie ch’e’ lasciano tra l’altre cose maravigliose. Truovansi l’opere di costui fatte nel MCCCXLIX.

 

Duccio di Buoninsegna, Madonna di Crevole, Museo dell’Opera del Duomo, Siena
 
 

 

 
Madonna col bambino e tre francescani in adorazione


Duccio, Madonna col bambino e tre francescani in adorazione, 1285 circa, tempera e oro su tavola di piccole dimensioni, Siena, Pinacoteca Nazionale

 

 

Maestà del Duomo di Siena


Duccio di Buoninsegna, Maestà, Museo dell'Opera metropolitana del Duomo, Siena

 

 
Duccio di Buoninsegna, Maesta, Il lato delle Storie di Cristo, 1308-11, Museo dell'Opera del Duomo, Siena
 

 

 
Maestà del Duomo di Siena, 1308-1311, Il lato delle Storie di Cristo, (dettaglio), tempera e oro su tavola, Siena, Museo dell'Opera metropolitana del Duomo
 

 

 
Duccio di Buoninsegna, c. 1255 - 1318, La Natività tra i profeti Isaia ed Ezechiele, Andrew W. Mellon Collection, Washington National Gallery of Art
 

 

 

Maestà del Duomo di Massa Marittima, 1316 circa


Duccio di Buoninsegna e sua bottega, Maestà del Duomo di Massa Marittima, Storie della Passione di Cristo, 1311-1324 circa, tempera e oro su tavola, Massa Marittima, Duomo di San Cerbone
 

 

 
La consegna del Castello di Giuncarico


Duccio di Buoninsegna, La consegna del Castello di Giuncarico
 
 
 
Opere di Duccio di Buoninsegna


   

Madonna Gualino, 1280-1283[3], tempera e oro su tavola, provenienza ignota, Torino, Galleria Sabauda

Madonna di Crevole, 1283-1284[3], tempera e oro su tavola, dalla Pieve di Santa Cecilia a Crevole, Siena, Museo dell'Opera metropolitana del Duomo

Resti di affreschi nella Cappella Bardi, 1283-1285[4], pittura a secco, Firenze, Basilica di Santa Maria Novella

Madonna Rucellai, 1285[4], tempera e oro su tavola, proveniente dalla Cappella Bardi prima e dalla Cappella Rucellai poi della Basilica di Santa Maria Novella, Firenze, Galleria degli Uffizi

Madonna col bambino e tre francescani in adorazione, 1285 circa[3], tempera e oro su tavola di piccole dimensioni, provenienza ignota, Siena, Pinacoteca Nazionale

Croce Orsini-Odescalchi, 1285-1290[3], tempera e oro su tavola, provenienza ignota, Siena, Collezione Salini (già nella collezione Odescalchi a Bracciano e poi a Roma)

Vetrata del Duomo di Siena, 1287-1288[4], vetri colorati e dipinti a grisaglia, dal Duomo di Siena, Siena, Museo dell'Opera metropolitana del Duomo

Crocifisso di Grosseto, 1289 circa[3], tempera e oro su tavola, Grosseto, chiesa di San Francesco

Madonna col Bambino di Buonconvento, 1290-1295[1][3], tempera e oro su tavola, dalla Chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Buonconvento, Buonconvento, Museo di Arte Sacra della Val d'Arbia

Maestà di Berna, 1290-1295[3], tempera e oro su tavola, provenienza ignota, Berna, Kunstmuseum

Flagellazione, Crocifissione e Sepoltura di Cristo (trittico), 1295 circa[3], tempera e oro su tavola, provenienza ignota, Siena, Museo della Società di Esecutori di Pie Disposizioni

Trittico della collezione reale inglese, 1300 circa[3], tempera e oro su tavola, provenienza ignota, Hampton Court, Collezione reale inglese

Trittico con la Madonna col Bambino tra i santi Domenico e Aurea di Ostia, 1300 circa[3], tempera e oro su tavola, provenienza ignota, Londra, National Gallery

Madonna col Bambino e Angeli, 1300-1305[3], tempera e oro su tavola, dalla Chiesa di San Domenico di Perugia, Perugia, Galleria Nazionale dell'Umbria

Madonna Stoclet, 1300-1305[3], tempera e oro su tavola, provenienza ignota, New York, Metropolitan Museum of Art

Polittico n. 28, 1300-1305[3], tempera e oro su tavola, dalla Chiesa di san Domenico di Siena, Siena, Pinacoteca Nazionale

Trittico con la Crocifissione tra i santi Nicola di Bari e Gregorio, 1304-1307[3], tempera e oro su tavola, provenienza ignota, Boston, Museum of Fine Arts

Maestà del Duomo di Siena, 1308-1311[4], tempera e oro su tavola, dal Duomo di Siena, Siena, Museo dell'Opera metropolitana del Duomo
* Madonna in trono col Bambino, angeli e santi (pannello frontale), Siena, Museo dell'Opera metropolitana del Duomo;
* Storie della passione e morte di Cristo (pannello retrostante), Siena, Museo dell'Opera metropolitana del Duomo;
* Annunciazione, Londra, National Gallery;
* Natività, Washington, National Gallery of Art;
* Adorazione dei Magi, Siena, Museo dell'Opera del Duomo;
* Presentazione al tempio, Siena, Museo dell'Opera del Duomo;
* Strage degli innocenti, Siena, Museo dell'Opera del Duomo;
* Fuga in Egitto, Siena, Museo dell'Opera del Duomo;
* Disputa con i dottori del tempio, Siena, Museo dell'Opera del Duomo;
* Tentazione sul tempio, Siena, Museo dell'Opera del Duomo;
* Tentazione sul monte, New York, Frick Collection;
* Vocazione di Pietro e Andrea, Washington D.C., National Gallery;
* Nozze di Cana, Siena, Museo dell'Opera del Duomo;
* Incontro con la Samaritana, Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza;
* Guarigione del cieco nato, Londra, National Gallery;
* Trasfigurazione, Londra, National Gallery;
* Resurrezione di Lazzaro, Fort Worth, Texas, Kimbell Art Museum;
* Apparizione a porte chiuse, Siena, Museo dell'Opera del Duomo;
* Incredulità di Tommaso, Siena, Museo dell'Opera del Duomo;
* Pentecoste, Siena, Museo dell'Opera del Duomo;
* Apparizione sul lago di Tiberiade, Siena, Museo dell'Opera del Duomo;
* Apparizione sul monte di Galilea, Siena, Museo dell'Opera del Duomo;
* Apparizione alla cena degli apostoli, Siena, Museo dell'Opera del Duomo;
* Annuncio della morte alla Vergine, Siena, Museo dell'Opera del Duomo;
* Congedo di Maria da Giovanni, Siena, Museo dell'Opera del Duomo;
* Congedo dagli apostoli, Siena, Museo dell'Opera del Duomo;
* Incoronazione della Vergine (probabilmente dalla Maestà), Budapest, Szépm?veszéti Múzeum[5];
* Dormitio Virginis, Siena, Museo dell'Opera del Duomo;
* Funerali di Maria, Siena, Museo dell'Opera del Duomo;
* Sepoltura di Maria, Siena, Museo dell'Opera del Duomo;
* Angelo (probabilmente dalla Maestà), South Hadley, Massachusetts, Mount Holyoke College Art Museum;
* Angelo (probabilmente dalla Maestà), Philadelphia, Philadelphia Museum of Art;
* Angelo (probabilmente dalla Maestà), 's Heerenbergh, Paesi Bassi, Stichting Huis Bergh;
* Angelo (probabilmente dalla Maestà), già nella collezione Stoclet.

Polittico n. 47, 1315-1319[3], tempera e oro su tavola, dalla perduta chiesa dello Spedale di Santa Maria della Scala di Siena, Siena, Pinacoteca Nazionale

Consegna del castello di Giuncarico, 1314[3], affresco, Siena, Sala del Mappamondo del Palazzo pubblico;

Maestà del Duomo di Massa Marittima, 1316 circa[3], tempera e oro su tavola, Massa Marittima, cattedrale di San Cerbone


Le vite de' più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri, Giorgio Vasari, 1550 | Fonte del testo
Le vite de' più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri. Nell'edizione per i tipi di Lorenzo Torrentino - Firenze 1550
A cura di Luciano Bellosi e Aldo Rossi
Presentazione di Giovanni Previtali
Giulio Einaudi Editore. Torino 1986
Collana: I Millenni
ISBN 88-065-9659-4
Wikisource contiene opere originali di o su Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori e Duccio di Buoninsegna.

Questo articolo è basato sull'articolo Duccio di Buoninsegna dell' enciclopedia Wikipedia ed è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License.
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Duccio di Buoninsegna.


Podere Santa Pia, un’oasi di pace immersa nel verde delle colline della Maremma, è un’antica struttura completamente ristrutturata cercando di mantenere inalterate le stupende caratteristiche dell’immobile originario.
Sulle splendide e verdeggianti colline dell’alta Maremma, a 300 mt sul livello del mare, sorge il paese di Cinigiano. Qui si trova Podere Santa Pia, una casa vacanze accogliente, spaziosa e confortevole per gruppi da 2 a 13 persone.
Situato in una splendida posizione panoramica, in un ambiente incontaminato, collocato nel bellissimo, con una straordinaria vista sulle colline Maremmane, fino a Castiglione della Pescaia e Monte Argentario, Podere Santa Pia è una classica casa toscana, antica ma interamente ristrutturata. Le pietre della facciata sono state riportate ai loro colori naturali, all’interno sono stati riscoperti i vecchi mattoni fatti a mano in originale cotto toscano ed i soffitti hanno tutti i travi a vista.
La casa principale ha quattro camere da letto (3 camere da letto doppie, una camera matrimoniale), due bagni con doccia, una grande cucina con splendido camino antico in pietra e l'originale forno con grandezza per la pizza.

Appartamento di circa 90 mq con ingresso indipendente, composto da una camera matrimoniale ed una grande cucina, un bagno e con una terrazza solarium adiacente alle stanze e una bella terrazza con favolosa vista su campi e vigneti di Brunello e Montecucco.

La vicinanza a città d'arte quali Montalcino, Firenze, Siena, San Gimignano, Massa Marittima ed altre ancora tutte raggiungibile in poco tempo darà anche agli amanti della cultura una vacanza ricca di emozioni.

Case vacanza in Toscana | Podere Santa Pia

     
Podere Santa Pia
 
Podere Santa Pia, giardino
 
La Maremma e Monte Christo, vista dal terrazza Podere Santa Pia
         


Santa Trinita a Firenze
Piazza della Santissima Annunziata
a Firenze
Choistro dello Scalzo, Firenze
         
Siena, Duomo
Piazza della Santissima Annunziata
a Firenze
Firenze, Duomo
         
Giorgio Vasari (Arezzo, 30 luglio 1511 – Firenze, 27 giugno 1574) è stato un pittore, architetto e storico dell'arte italiano. Fu fortemente influenzato da Michelangelo e da Andrea del Sarto.

La sua formazione artistica fu composita, basata sul primo manierismo, su Michelangelo, su Raffaello e sulla cultura veneta. Come architetto fu la figura chiave delle iniziative promosse da Cosimo I de' Medici, contribuendo, grazie anche alla protezione di Sforza Almeni, a grandi cantieri a Firenze e in Toscana, tra cui spiccano la costruzione degli Uffizi, la ristrutturazione di Palazzo Vecchio e molto altro.
La fama maggiore del Vasari oggi è legata al trattato delle Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri, pubblicato nel 1550 e riedito con aggiunte nel 1568. L'opera, preceduta da un'introduzione di natura tecnica e storico-critica sulle tre arti maggiori (architettura, scultura e pittura) è una vera e propria pietra miliare della storiografia artistica, punto di partenza tutt'oggi imprescindibile per lo studio della vita e delle opere dei più di 160 artisti descritti.

La prima edizione, pubblicata a Firenze dall'editore ducale Lorenzo Torrentino nel 1550 e dedicata al granduca Cosimo I de' Medici, includeva un prezioso trattato sui metodi tecnici impiegati nelle varie arti. Fu in parte riscritto e arricchito nel 1568, con l'aggiunta di xilografie di ritratti degli artisti, taluni ipotetici. La prima edizione si presentava più corposa e più artistica della seconda edizione giuntina. Quest'ultima, con l'aggiunta di integrazioni e di correzioni, risulta più piatta, ma è anche quella che ha riscosso più successo e diffusione, con le sue 18 edizioni italiane ed 8 traduzioni straniere, a fronte di una sola edizione dell'opera originaria.
Un proemio introduce ognuna delle tre parti. Descrive vite ed opere degli artisti da Cimabue in poi, sostenendo che solo gli artisti fiorentini hanno fatto rinascere l'arte dal buio del Medioevo, talvolta esponendo idee per partito preso. Si può comunque dire che Vasari con quest'opera è stato l'iniziatore della critica artistica e molti artisti toscani devono la loro celebrità internazionale all'opera di valorizzazione e divulgazione da lui iniziata, molto prima che si cominciassero a studiare altre scuole, seppur altrettanto importanti (come la scuola romana del Duecento, la pittura dell'Italia settentrionale del Quattro e Cinquecento), ma tutt'oggi sconosciute al pubblico non specializzato.

Come primo storico dell'arte italiana iniziò il genere, tuttora in voga, dell'enciclopedia di biografie artistiche. Vasari coniò il termine "Rinascita", sebbene una consapevolezza del fenomeno artistico che stava avvenendo era già nell'aria sin dai tempi di Leon Battista Alberti.
 

La copertina de "Le Vite"